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Ci vorrebbe un po’ di Pol Pot

 

 

… no, non temete, non sono diventato realmente polpotiano. L’omaggio ai Fucktotum mi serve solo come pretesto per esporre le principali modifiche che vorrei effettuare nel mondo del calcio, per riportarlo al suo antico e nobile splendore, prima dell’Età Oscura (che come tutti sapete, inizia negli anni Novanta).
Quando avrò portato a compimento il mio golpe all’Uefa, queste saranno le nuove regole:

 

Art. 1 – Abolizione della Champions League e dell’Europa League. Ripristino di Coppa dei Campioni (riservata solo ai vincitori dei campionati nazionali), Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Tutte le partite delle suddette competizioni saranno giocate il mercoledì.

 

Art. 1 bis – Abolizione del Mondiale per Club. Ripristino della Coppa Intercontinentale riservata esclusivamente ai campioni di Europa e Sudamerica, con finale in gara unica da giocare a Tokyo.

 

Art. 2 – Abrogazione della Sentenza Bosman: ai club europei sarà consentito tesserare un numero massimo di 6 giocatori stranieri, senza distinzione tra comunitari ed extracomunitari. Per “straniero” sarà da intendersi qualsiasi giocatore non convocabile per la nazionale del campionato in cui milita.

 

Art. 3 – Istituzione di un Comitato di Salute Pubblica con il compito di stabilire un tetto massimo per le spese di trasferimento e gli stipendi di calciatori e allenatori.

 

Art. 3 bis – Abolizione delle provvigioni ai procuratori sui trasferimenti dei calciatori.

 

Art. 4 – Le piattaforme televisive non avranno voce in capitolo nell’organizzazione delle competizioni nazionali e internazionali. Il Comitato di Salute Pubblica vigilerà sulla corretta ripartizione dei diritti televisivi e dei relativi introiti.

 

Art. 5 – L’uso della tecnologia durante le partite sarà limitato ai sensori elettronici per la valutare se la palla ha oltrepassato la linea di porta. Sarà considerato in fuorigioco solo il giocatore con tutto il corpo oltre l’ultimo difensore. Le pene sportive per la simulazione saranno inasprite.

 

Art. 6 – per quanto riguarda il campionato italiano: ripristino della Serie A a 18 squadre e della serie B a 20. Abolizione della Lega Pro e ripristino dei campionati di serie C1 e C2. Abolizione di anticipi e posticipi: salvo casi eccezionali, tutte le partite saranno giocate la domenica.

 

Art. 7 – I giornali e i programmi televisivi sportivi verranno istruiti a trattare di calcio con toni pacati e nel rispetto della lealtà sportiva. Le polemiche arbitrali saranno fortemente disincentivate. Per i trasgressori, si veda art 12.

 

Art. 7 bis – Abolizione delle telecronache faziose. Le partite in televisione verranno commentate da cronisti competenti e super partes.

 

Art. 8 – Ogni squadra di club avrà una prima maglia e una seconda maglia, che sarà utilizzata solo in caso di evidente confusione con la maglia della squadra avversaria. Ogni variazione di colori e disegni da parte degli sponsor tecnici verrà sottoposta al giudizio del Comitato di Salute Pubblica, che tenderà a privilegiare la Tradizione.

 

Art. 8 bis – Salvo casi di evidente confusione con le maglie delle squadre in campo, arbitri e guardalinee indosseranno divise di colore nero.

 

Art. 9 – Ai calciatori sarà concesso scegliere un numero di maglia non superiore al numero dei giocatori presenti nella rosa; se ad esempio una squadra avrà 24 calciatori tesserati, i numeri andranno dall’1 al 24. Sarà inoltre proibito inserire soprannomi, nomi di battesimo o qualsiasi parola diversa dal cognome del calciatore. In caso di omonimie all’interno della stessa squadra, sarà concesso l’utilizzo dell’iniziale prima del cognome.

 

Art. 10 – Istituzione per i calciatori di una tassa speciale su tutte le acconciature che il Comitato di Salute Pubblica giudicherà indecorose.

 

Art. 11 – Tolleranza zero sulle violenze negli stadi: ai tifosi colpevoli di atti di teppismo e vandalismo verrà proibito l’ingresso allo stadio per un periodo di tempo variabile a seconda della gravità del gesto. I gruppi organizzati responsabili di ripetuti atti di violenza saranno sciolti in modo permanente. Tutte le sanzioni penali attualmente in vigore saranno inasprite.

 

Art. 12 – I vecchi stadi in disuso verranno convertiti in campi di rieducazione per i trasgressori. Il Comitato di Salute Pubblica provvederà a un programma basato sull’importanza della lealtà sportiva e il rispetto delle tradizioni. Particolare attenzione verrà rivolta a: dirigenti che hanno suggerito modifiche dei precedenti articoli a scopo di lucro; calciatori colpevoli di aver truccato le partite, fatto uso di doping o provocato risse in campo; giornalisti che hanno fomentato polemiche sugli arbitraggi; Enzo Gambaro.

 

RESTAURAZIONE! ORA!

 

Congresso_di_Vienna

L’ultima volta…

 

L’ULTIMA VOLTA CHE LA JUVENTUS HA VINTO LA CHAMPIONS LEAGUE…

 

 

– Partecipava solo una squadra per paese, quella che aveva vinto il proprio campionato l’anno precedente. Le coppe europee erano tre: c’era ancora la Coppa delle Coppe. La finale di Coppa Uefa si giocava ancora tra andata e ritorno.

 

– si poteva vedere in televisione solo una partita di campionato ogni settimana, il posticipo della domenica.

 

– La7 si chiamava ancora Telemontecarlo. Non esisteva una versione italiana di Mtv.

 

– Presidente del Consiglio era Prodi, appena eletto. Il suo predecessore era Dini. Gli schieramenti principali si chiamavano Ulivo e Polo delle Libertà: sigle come “DS” e “UDEUR” non esistevano in politica.

 

– Windows 95 era il software più diffuso. Internet era ancora una novità: le pagine con Internet Explorer si vedevano così.

 

– (ovviamente l’immagine è solo dimostrativa: Wikipedia, così come Youtube e Facebook, non esisteva ancora)

 

– erano ancora in vita Frank Sinatra, Gianni Versace, Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta. Calciatori oggi famosi come El Shaarawy, Neymar e Gotze andavano all’asilo.

 

– atleti come Michael Jordan, Roberto Baggio e Pete Sampras erano nel pieno delle loro carriere agonistiche. Michael Schumacher era alla sua prima stagione in Ferrari. Valentino Rossi esordiva nel Motomondiale (classe 125) e non aveva ancora vinto un Gran Premio.

 

– Osama Bin Laden aveva fondato Al Qaeda da pochi anni, e non aveva ancora organizzato veri e propri attentati.

 

– sulla cartina geografica si potevano ancora leggere i nomi di Jugoslavia e Zaire. Hong Kong era ancora una colonia britannica.

 

– “Certe notti” e “La terra dei cachi” erano le canzoni del momento. I Metallica erano ancora fermi al Black Album. I System Of A Down non avevano ancora firmato un contratto discografico.

 

– Film come Titanic, Armageddon o Tre uomini e una gamba dovevano ancora essere girati. La trilogia di Guerre Stellari era una sola, quella classica.

 

– nessun libro della saga di Harry Potter, nè delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, era ancora stato pubblicato.

 

– nelle edicole italiane, non esisteva Libero.

 

– a Milano non esisteva l’università della Bicocca.

 

– parlare di clonazione era fantascienza: la pecora Dolly non era ancora stata clonata.

 

– chiunque vi avrebbe guardato perplesso, se aveste usato espressioni come “smartphone”, “chiavetta usb”, “ADSL”, “blog”, “chattare”, “lettore mp3”, “reality show”.

 

 

(sì, l’originale – che trovate qui – era sull’Inter… ma in nome dello sfottò, si chiude un occhio)

 

Bigino di Museo Rosenbach sui testi rock/metal

 

Volete avvicinarvi alle discografie di questi grandi artisti ma volete prima conoscere le tematiche di cui parlano? Siete interessati ai testi di una band ma non avete voglia di districarvi attraverso decine di album? Museo Rosenbach vi viene in aiuto, con questo pratico compendio! Centinaia di testi mescolati alla rinfusa e fatti deflagrare in poche righe: gustateveli!

 

 

 

Scorpions

 

“Uuuh baby I really love you; you’re my only love, I can’t wait to be with you and make love, ‘cause my love for you is so strong that I miss you when you’re not with me and I think about you day and night and afternoon; and you, my love, are the only girl I will ever love and I could never leave you, but I’m leaving you anyway, and yet I swear I really, really love you.”

 

 

Led Zeppelin

 

(come gli Scorpions, però compare più spesso la parola “baby”)

 

 

Yes

 

I was walking through a land of ethereal amazement when I was mesmerized by the smell of infinity, and I saw yesterdays and tomorrows melt and merge in a dimension of anguish and sunlight, where the sublimation of the unconscious becomes the annihilation of revelation; then I knew that the acid was good.”

 

 

Guns ‘n Roses

 

“C’mon bitch, I’m really losing my mind, I know you want sex so fine, let’s fuck on the floor; now come with me on my car, let’s drink and smoke and drive on the pavement and gamble and fuck another time and run away from the cops until they catch me. Fucking cops.”

 

 

Metallica

 

“I’m dying, and when I die I’m dead; you know that death is deadly, and if you’re about to die it means that death is near. Death may never die, but surely I will.”

 

 

Manowar

 

“Into battle I ride, my life is devoted to fight; my enemies will fall and die with their blood on my sword of steel. I am the King of warriors, nobody can kill me; nevertheless, every battle I fight I die, so I will go to Valhalla and sit by the Gods and no one will ever doubt about my courage and pride.”

 

 

Rhapsody (of Fire)

 

“The realm was quiet and peaceful, until the evil Darklord raised and filled every land with demons and death. Then humans, dragons, elves, dwarves, trolls, orcs, Uruk-hai, talking trees and other weird creatures formed a holy alliance: they found the sacred mystical weapon after a very long and troubled journey, and they used it to defeat the Darklord in an apocalyptic battle. Now the realm is peaceful again, and so it shall remain, until the next Darklord is ready to rise.”

 

 

Children Of Bodom

 

“Fuck you motherfucker! I don’t give a fuck about what the fuck you’re saying so you can go fuck yourself. Don’t try to kill me because I will kill you and if you fuck me I will fuck you more and I will cover your fucking face with blood and leave you dying on the shores of Lake Bodom. Fuck off!!”

 

 

Venom

 

“I am the son of Satan, and Satan guides my way to hell where I belong; and I will come back from hell to fight under the sign of Satan, to make the world more evil and satanic than hell itself, with fire and flames and blood, with many corpses and battles and destruction; it will be a neverending war because everybody should be in hell and submit to the great Satan. Yeah hell is awesome.”

 

 

Cannibal Corpse

 

“I’m gonna cut your head and tear your eyes out, I’m gonna open your skull and eat your brain; I will spill your own blood into your stomach that I previously ripped from your body, which now is burning in a fire fed by my sperm in a way I cannot explain.”

 

 

Napalm Death

 

“HHRRROOOUAAAAAAGHHHRRRHGHGRHYAUGHRHWROUOUAGHRGHRGH!!!!!!”

 

(trad. “We hate capitalism, we hate the System, fuck your modern life-style, vengeance for Carlo Giuliani”)

 

Hitler aveva una palla sola

 

Breve raccolta di fun facts sulle bizzarrie e i deliri di onnipotenza di alcuni dei più efferati dittatori del XX Secolo. Un viaggio surreale tra patate, cannibalismo, sigari esplosivi e telefoni invisibili.

 

 

François Duvalier, meglio noto come Papa Doc, dittatore di Haiti dal 1964 al 1971, per aumentare il suo ascendente sulla popolazione cattolica, fece distribuire per le strade migliaia di volantini con l’immagine di Gesù che gli poggiava una mano sulla spalla e la scritta “Io l’ho scelto!”. Ciononostante, era molto attratto dal culto voodoo: appariva in pubblico con le sembianze del dio traghettatore dei morti, sosteneva di saper praticare la magia nera e di essere in grado di trasformare i suoi nemici in zombie.

 

Idi Amin Dada, dittatore dell’Uganda dal 1971 al 1979, per sottolineare la sua superiorità rispetto agli ex-colonizzatori inglesi, si attribuì i titoli di “Re di Scozia” e “Conquistatore dell’Impero Britannico”. Durante una sua visita a Londra, in un periodo di crisi dell’economia inglese, consegnò un carico di patate destinato “al popolo inglese affamato”; si vantava inoltre di saper controllare i coccodrilli col pensiero.

 

Joseph Desirè Mobutu, dittatore della Repubblica Democratica del Congo dal 1965 al 1997, proclamò una serie di riforme culturali volte a troncare ogni legame con la dominazione coloniale europea e recuperare le antiche tradizioni africane: oltre a cambiare il nome della nazione in Zaire e a sostituire i nomi di città e luoghi geografici con parole africane, obbligò tutti gli abitanti ad abbandonare nomi e cognomi di origine europea e ad adottare nomi africani; lui stesso si ribattezzò “Mobutu Sese Seko Nkuku Ngbendu Wa Zabanga”, la cui traduzione all’incirca è “Mobutu il potente guerriero che va di vittoria in vittoria lasciando fuoco dietro di sè”.

 

Jean-Bedel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana dal 1966 al 1979, secondo numerose fonti, partecipava personalmente ai pestaggi e alle torture nei confronti degli oppositori politici nelle carceri; pare addirittura che fosse solito mangiare parti dei loro cadaveri.

 

Gnassingbè Eyadema, dittatore del Togo dal 1967 al 2005, organizzò la vendita nei negozi del paese di una serie di orologi da polso commemorativi con il proprio volto che appariva e scompariva ogni 15 secondi, oltre alla pubblicazione di albi a fumetti dove lui stesso era il protagonista nei panni di un supereroe invulnerabile. Portava inoltre sempre con sè, come portafortuna, un proiettile estrattogli dal corpo in seguito a un fallito attentato.

 

Di Leonid Breznev, segretario generale del Partito Comunista Sovietico dal 1964 al 1982, è nota la passione per le automobili di lusso. Possedeva una collezione di più di 50 vetture, tra cui una Mercedes limousine a 6 porte prodotta in due soli esemplari: arrivava spesso a far chiudere le strade nel centro di Mosca per guidarle personalmente.

 

Kim Jong Il, detto “il Caro Leader”, figlio del celebre “Presidente Eterno” della Corea del Nord Kim Il Sung, è sempre stato celebrato con tratti divini dalla propaganda di regime: i biografi ufficiali affermano, per esempio, che la sua nascita sia stata celebrata da un doppio arcobaleno su un monte sacro del paese, e dalla comparsa di una nuova stella nel cielo. Inoltre, sempre secondo la propaganda, è lui ad avere inventato l’hamburger (cibo di cui è sempre stato ghiotto), oltre a uno speciale telefono senza fili invisibile.

 

Mao Tse Tung, storico leader e promotore della Rivoluzione Culturale cinese, era abituato a non lavarsi mai i denti, masticando invece foglie di tè verde. Ai suoi medici, preoccupati per la sua igiene orale, rispondeva: “Avete mai visto una tigre lavarsi i denti?”

 

Josip Broz, universalmente noto come Tito, presidente della Repubblica Socialista di Jugoslavia dal 1953 al 1980, era un appassionato di animali esotici e di caccia. Oltre a possedere un enorme zoo privato in una villa in Istria, organizzava imponenti battute di caccia grossa sia in patria, sia nella savana africana: centinaia di battitori lavoravano a pieno ritmo nei giorni precedenti per setacciare la zona e radunare gli animali, facendo in modo che il Presidente riuscisse sempre ad abbattere le prede più grandi e ambite.

 

Tra i più grotteschi culti della personalità figura senza dubbio quello di Saparmyrat Niyazov, presidente del Turkmenistan dalla sua indipendenza nel 1991 fino alla morte nel 2006. Nelle sue iniziative politiche e culturali, tra le altre cose, ha proibito tutti gli spettacoli artistici, come il balletto e l’opera, che non appartengono al patrimonio culturale turkmeno; ha cambiato i nomi di mesi e giorni della settimana del calendario con il suo nome, quello della madre e di altri eroi nazionali; ha scritto un libro-guida della nazione il cui insegnamento è obbligatorio a scuola e la cui conoscenza è necessaria per avere un impiego statale; e ha stabilito che tutti i medici del paese non debbano pronunciare il giuramento di Ippocrate, ma un altro giuramento su di lui stesso.

 

Secondo Fabian Escalante, guardia del corpo per molti di anni di Fidel Castro, il dittatore cubano sarebbe stato vittima di 638 tentativi di attentato, di cui quasi 200 solo durante la presidenza di Ronald Reagan. Alcuni di questi attentati prevedevano l’uso di sigari esplosivi, siringhe piene di veleno mascherate da penne stilografiche, radio contenenti meccanismi per diffondere gas tossici e tute da sub infettate di funghi velenosi.

 

Corollario sui buoni propositi

(sottotitolo: 10 eventi che renderebbero il mio 2012 una figata mondiale, ma purtroppo non dipendono dalla mia volontà)

 

 

1. Tony Iommi guarisce dal cancro, Bill Ward guarisce dall’essere un petulante rompicoglioni e Ozzy dall’essere Ozzy (Geezer è perfetto così com’è); reunion vera e propria dei Black Sabbath che vengono a suonare a Milano (a prezzi popolari) con una setlist basata sul meglio dei primi 5 album, compreso “Sabbath Bloody Sabbath” eseguito integralmente.

 

2. Assad, Ahmadinejad e Khamenei vengono fatti a pezzi dalla folla in rivolta, forze dell’ordine comprese, sulle note dell’Ouverture 1812 di Tchajkovskij.

 

3. L’Inter chiude mestamente la stagione in corso fuori dalle coppe; Moratti caccia Ranieri, e dopo aver inseguito vanamente per tutta l’estate Guardiola, Capello, Trapattoni, Michels e Vittorio Pozzo, ingaggia Zenga; Sneijder e Maicon vengono ceduti a poco prezzo perchè in questi anni si sono svalutati, vengono sostituiti da qualche presunto fenomeno tipo Lucas e un’altra infornata di giovani poco talentuosi e scarti di altre società; la dirigenza annuncia che la squadra è competitiva per i piani alti, ma i tifosi si rassegnano a un’altra stagione di basso profilo in cui si lotta al massimo per l’Europa League.

 

4. Un misterioso subbuteista 40enne mi vende un Ipswich Town ref. 361 in condizioni perfette a 10 euro.

 

5. Mentre cammino in un vicolo buio e stretto, noto una ventiquattrore per terra, senza nessun indizio che la riconduca al proprietario; la apro e vedo che è piena di banconote da 50 euro, la porto a casa senza essere notato da nessuno.

 

6. Con parte della somma, io e i Torriggiani facciamo un lungo viaggio sulla Transiberiana, visitiamo le maggiori città, ci sfondiamo di alcol e ce la godiamo dura.

 

7. Escono il 24 di Maximum Berserk, i numeri conclusivi di Evangelion e il terzo film del Rebuilt.

 

8. Un paio di persone che andavano al liceo con me vengono trovate prive di sensi in un camera di motel, nude, ammanettate e circondate da goldoni usati, riviste zoofile e grimori satanici.

 

9. Il mio gatto ringiovanisce e torna all’età di due anni.

 

10. L’ultimo punto è troppo personale per essere riportato, per cui sarà criptato tramite caratteri arabi presi da Openoffice e messi a caso:

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Buoni propositi – versione “Poste Italiane” (per via del ritardo)

 

Miei adorabili, per quanto sparuti, followerz,
come dice la BCE al governo greco, ogni promessa è debito: avevo scritto che mi sarei al più presto dedicato al consueto post annuale sui buoni propositi, e ora che anche l’ultimo esame della sessione è andato, è tempo che io vada a ripescare negli archivi le nefandezze che mi ero proposto di compiere nel 2011, e commentarle col senno di poi.
Dunque, quali inutili imprese avevo scelto?
 

1. Pettinarmi i capelli: non solo, li ho anche tagliati! Archiviato.
2. Tornare al ristorante messicano del Bicocca Village: fatto più volte, anche se non ne ho mai abbastanza. Archiviato.
3. Ascoltare “Felona E Sorona” delle Orme: non mi ha fatto impazzire, “Collage” gli è ampiamente superiore, ma è pur sempre un bell’album. Archiviato.
4. Correre lungo la Martesana: come tante cose, a furia di rinviarle, ci si dimentica. Fail.
5. Dipingere una squadra Subbuteo del Newell’s Old Boys: ecco qua, è tuttora uno dei miei lavori preferiti.  Archiviato.
6. Comprare una bottiglia di Braulio da tenere in casa: il contenuto è finito da tempo, ma la bottiglia è ancora per ricordo sulla mia scrivania. Archiviato.
7. Trascorrere un’intera settimana senza mangiare Pringles: contrariamente a ogni aspettativa, soprattutto mia, ce l’ho fatta! La settimana in questione è stata tra il 22 e il 29 dicembre. Archiviato.
8. Imparare almeno una frase in occitano e in gaelico: purtroppo su internet ho trovato solo singoli vocaboli, non frasi complete. Fail.
9. Comprare la maglietta di Risiko, o in alternativa un’altra maglietta nerd: la maglietta alla fine me l’ha regalata Elena per la laurea, ma contava possederla più che pagarla io materialmente. Per cui lo considero archiviato.
10. Rileggere questo post, il 31 dicembre 2011, e sorridere: non so quanto avessi da sorridere, ma l’ho fatto ugualmente. Archiviato.
 

Morale, 8 su 10, pensavo peggio. Onestamente non è stato proprio un anno da 8, ma in fondo è da tempo che i miei buoni propositi hanno perso ogni contatto con le sfide della vita.

 
Ora, per il “nuovo” anno, a dire il vero sono combattuto. Non mi servirebbe sforzarmi granchè per trovare altri 10 obiettivi assurdi e trash, ma sarebbe il terzo anno di fila, la cosa diventerebbe ripetitiva e l’anima prog che alberga in me mi spinge a perseguire il rinnovamento costante.
Per cui, ho optato per una soluzione opposta: invece che elencare le cose che vorrei fare, perchè non elencare quelle che NON vorrei/dovrei fare? Le situazioni e attività da evitare, le cattive abitudini da non mantenere ecc. Ovviamente tutto in chiave semiseria, per non ricreare l’atmosfera tipo “le rinunce durante l’Avvento” di quando andavo a scuola dalle suore.
Dunque, quali sono le 10 azioni che, se compiute, mi declasserebbero ulteriormente come essere umano?
 

1. Gettarmi da un grattacielo (ovviamente è un proposito bonus).
2. Continuare la specialistica di Psicologia in Bicocca.
3. Litigare pesantemente su Facebook per futili motivi.
4. Fermarmi a riprendere fiato ogni dieci passi quando salgo a Torriggia.
5. Sbronzarmi di nuovo col punch al mandarino, o con un’altra pseudo-bevanda infernale.
6. Lasciare quello schifo di carta sulla mia scrivania così com’è ora.
8. Trovare continui, improbabili pretesti per non usare la macchina.
8. Far passare più di 30 giorni tra un post e l’altro su questo blog.
9. Trascorrere tutta l’estate a Milano.
10. Lamentarmi perchè il 2011 è stato un anno migliore di questo.
 

Ovviamente, essendo buoni propositi invertiti, lo scopo è realizzarne il meno possibile. Riuscirò a totalizzare questo leggendario zero?
Lo scopriremo solo vivendo (sempre che non realizzi il proposito 1).
 

Mio padre è rimasto chiuso nell’autolavaggio

 

Tanto tempo fa, quando it was a good time for all the creatures of the Enchanted Lands, c’era un giovane lungocrinito con gusti musicali insoliti e uno squallido senso dell’umorismo nerd, che teneva un blog con pochi ma fedeli lettori, frequentemente aggiornato con cagate trash, frasari, recensioni di concerti, boiate trovate in giro per la Rete e riproposte senza il consenso degli autori, il tutto corredato da foto postate dopo ore di indicibile calvario e comunque brutte a vedersi, e filtrato attraverso le zozzerie estetico-funzionali di cui solo Microsoft è capace.
Oggi, nell’ultimo anno della vita sulla Terra secondo i telespettatori di Rete 4, c’è un meno giovane cortocrinito con gusti musicali ancora più insoliti e un senso dell’umorismo purtroppo invariato, che da tempo non c’ha cazzi di aggiornare il blog, anche solo per scrivere due righe tipo “scusate, non c’ho più cazzi di aggiornare il blog”. Blog che, nel frattempo, è migrato sotto ricatto gentile invito su WordPress, e i cui lettori, ormai, si contano sulle dita delle mani di un omino di Lego.
Il problema in realtà è proprio questo. Non è che non mi vengano in mente cose di cui parlare, è proprio che mi manca la voglia di mettermi a scrivere, e sono consapevole che, anche nel caso riuscissi temporaneamente ad arginare la mia atavica pigrizia, nessuno si inculerebbe il frutto della mia fatica. (oddio “incularsi” relativo a un frutto, per quanto metaforico, è un’espressione dialettica un po’ infelice… ma tanto, come da postulato A, queste righe le leggerò solo io, perciò fottesega)

 

Ma le cose non finiranno così. Questo blog, ancora una volta dato per spacciato, risorgerà come l’araba fenice / Crillin. C’ho dei proggetti, cose interessanti, divertenti e argute, che non saranno un semplice copiaincolla di altri post con variazioni minime, e magari saranno anche lette da un numero di persone x ≥ 1. Non spoilero nulla, non sia mai, però prometto che mi metterò di impegno. E sì, lo so che sembrano le parole che usavo riguardo alla palestra, alla dieta, al laurearmi in corso, al cambiare quel fottuto tono dei messaggi del cellulare che ormai sta sul cazzo alla gente più di Elsa Fornero, e guarda un po’, uno dei post in cantiere è proprio quello dei buoni propositi dell’anno diversamente nuovo (non vale come spoiler).
Ma stavolta è diverso. IO sono diverso. Ve l’ho detto, ora ho i capelli corti.
 

Buoni propositi strike back

Ave, o corpi digitali che in sempre minor numero cagate quello che scrivo!
Un nuovo anno è alle porte, e nel mio caso il benvenuto verrà gentilmente dato da una trafila di tre esami in tre giorni, che non passerò tutti insieme neanche vendendo il culo a tutto il Pantheon indoeuropeo. Ma prima di riflettere su ciò che mi aspetta da fare, è necessario commentare ciò che è stato fatto: ovvero, i buoni propositi dell’anno scorso! (si odono corni in lontananza)
Visti i risultati più che scadenti degli anni precedenti, nel 2010 ho optato per un radicale cambiamento di rotta: ovvero, abbandonare i soliti obiettivi irrealizzabili e riproposti in continuazione, e sostituirli con piccole, stupide imprese all’insegna del più poetico nonsense. Vediamo, 12 mesi dopo, come me la sono cavata.

1. Sintetizzare polipeptidi: posso partire dal ragionevole presupposto che una drastica riduzione della loro sintesi si sarebbe fatta sentire nel mio organismo. Archiviato.
2. Pronunciare cinque volte la parola “cazzo” nella stessa frase: è stata una delle prime cose fatte nel 2010. Archiviato.
3. Scaricare “Twilight” e “New Moon”, guardarli e commentarli con la massima serietà e obiettività possibile: è stato meno facile di quanto sembrasse, ma i risultati sono visionabili qui. Archiviato.
4. Studiare almeno un capitolo di Fondamenti senza vomitare: l’esame non l’ho passato, ma almeno UN capitolo l’ho studiato, per esempio il cap. 8 sui sensi chimici (gusto e olfatto). Archiviato.
5. Ascoltare l’album di canzoni sacre cantate da Ratzinger: delusione pazzesca. Le canzoni non sono cantate da lui! Lui si limita a recitare di tanto in tanto salmi e preghiere in latino. Che bidonata. Comunque archiviato.
6. Baciare il gatto: ooooooooh. Lui lo è. Archiviato.
7. Provare il sushi della Standa in Bicocca: adesso non si chiama più Standa, si chiama Billa, comunque era buono. Archiviato.
8. Tifare Corea Del Nord ai prossimi Mondiali: io ce l’ho messa tutta, e anche i compagni nord-coreani, hanno fatto persino un gol al Brasile! Il Caro Leader non è rimasto soddisfatto, io mi accontento di meno. Archiviato.
9. Andare al negozio di armi medievali a Wacken e fare un’altra foto con la mazza ferrata: purtroppo, pur essendo effettivamente andato a Wacken, non è capitata l’occasione per un revival di quella mitica istantanea. Peccato. Fail.
10. Pubblicare un intervento su questo blog, in cui dico che il 2010 è stato meglio del 2009: è andata proprio così. Archiviato.

Totale: 9 su 10, un voto molto alto. Non saprei dire, così su due piedi, se il 2010 sia stato davvero un anno da 9, ma è sicuramente stato nettamente meglio dei precedenti.
Ed ecco altri 10 buoni propositi per proseguire anche nel 2011 con la stessa filosofia trash:

1. Pettinarmi i capelli.
2. Tornare al ristorante messicano del Bicocca Village.
3. Ascoltare “Felona E Sorona” delle Orme, che ho scaricato ALMENO tre anni fa, e non ho ancora sentito una volta.
4. Correre lungo la Martesana, diciamo da via Agordat a via Adriano.
5. Dipingere una squadra Subbuteo del Newell’s Old Boys.
6. Comprare una bottiglia di Braulio da tenere in casa.
7. Trascorrere un’intera settimana senza mangiare Pringles.
8. Imparare almeno una frase in occitano e in gaelico.
9. Comprare la maglietta di Risiko, o in alternativa un’altra maglietta nerd.
10. Rileggere questo post, il 31 dicembre 2011, e sorridere.

Non fatevi trarre in inganno, non si tratta assolutamente di cose banali; anzi, il 7 sarà probabilmente al di sopra delle mie capacità… ma come dice Vegeta, “bisogna sempre porsi dei limiti e poi superarli!”
Ciò detto, o miei sparuti seguaci, vi lascio con una perla intellettualmente significativa.
Alla prossima, e naturalmente Long Live Rock’n’Roll!

Letterina a Babbo Natale

Caro Santa (posso chiamarti Santa? Bene, mi piacciono le lettere dal tono informale e gggiovane),
da quanto tempo non ti scrivo? L’ultima mia missiva sarà stata nel millennio scorso, ai tempi dell’analogico, del 56k, del fax e del MegaDrive, in una parola, i gloriosi anni ’90. Cosa mi ha spinto a riprendere i contatti con te, che ti stai preparando per il tuo unico giorno di lavoro, a fronte di 364 giorni di vacanza? Non saprei, così su due piedi. Forse mi sentivo in colpa perchè era da settimane che non scrivevo vaccate sul blog, e cercavo qualcosa d’effetto per la Vigilia di Natale. O forse volevo integrare il post del bilancio di fine anno che arriverà tra breve con qualcosa di meno personale e più disimpegnato.
So che non è carino disturbarti mentre stai dando gas alle renne e preparando gli ultimi pacchetti (per inciso, vero che nei decenni scorsi c’era molto più gusto a fare regali? Oggigiorno i bambini vogliono solo oggetti tecnologici con la “i” nel nome, oppure roba tipo i Gormiti o Hello Kitty… una volta, col Lego e le Micro-Machines c’era molto più stile, diciamocelo. E poi con l’euro è tutto più caro). Ma ho un po’ di desideri per l’anno nuovo, Santa. Non sono propriamente regali materiali, quindi forse sbaglio a rivolgermi a te, sono più eventi o situazioni che non sono in grado di far accadere con le mie mani… io ci provo comunque, non si sa mai. Del resto sono stato bravo quest’anno, ho combinato molti meno danni degli anni scorsi, quindi forse ho guadagnato un po’ di credito. Comunque sia, io ti scrivo la mia lista: fai conto che c’è tempo fino al Natale 2011, poi vedi tu. Non ho fretta.
Dunque, per il prossimo Natale vorrei…

– La revoca dello scudetto a tavolino 2006 all’Inter, senza assegnazione a un’altra squadra, come sarebbe stato giusto fare fin dall’inizio. Per inciso, da quando hanno cominciato a fare la voce grossa non li sopporto più, una bella doccia fredda li riporterebbe sulla terra.

– Il fallimento di Mourinho in qualsiasi attività della vita, anche come padre, anche a giocare a carte con gli amici al bar.

– Una reunion dei Savatage con Zak alla voce e Jon al piano, con annessa data italiana. Eventuale nuovo album è ben accetto, ma non necessario.

– Una data italiana anche degli Scorpions, che stanno per sciogliersi e mi roderebbe parecchio il culo se non facessi in tempo a vederli almeno una volta.

– La scomparsa di Teo Mammuccari ed Enrico Papi dagli schermi televisivi italiani. Non è necessario farli fuori, anche se sarebbe divertente, mi basta che siano esiliati su un’emittente regionale croata.

– La fine del governo Berlusconi, con qualunque mezzo, possibilmente che implichi indagini giudiziarie.

– Parallelamente a ciò, la nascita di un vero partito di sinistra, che faccia vera opposizione e guidato da un vero uomo politico capace… magari Vendola.

– L’eliminazione dell’espressione “CAPITAN OVVIO” da internet.

– La riapertura del Music Drome a Milano, un altro concerto in quella topaia dei Magazzini Generali non lo voglio vedere.

– E’ tanto che il Milan non vince lo scudetto, in effetti.

– Qualche soldo in più non mi farebbe schifo, anzi.

– L’uscita in fumetteria dei nuovi numeri di Berserk ed Evangelion, anche perchè quest’ultimo lo aspetto da quando andavo al liceo.

– Infine, vorrei arrivare al prossimo Natale insieme alla stessa persona. Ce la metterò tutta perchè ciò accada, ma una mano tesa da parte del Fato mi farebbe comodo.

Direi che è tutto, spero di non essere stato troppo ingordo. Fa’ quel che riesci, Santa, e soprattutto vai tra’, che è sempre la cosa migliore. Ti saluto ora, devo finire di impacchettare l’unico regalo che faccio ai parenti, nonchè rispondere ai 4736 auguri di Buon Natale che mi arriveranno a minuti. Buon viaggio, non fidarti del TomTom, e salutami Rudolph (già che ci sei, digli che il naso rosso non è un effetto della magia del Natale, ma dell’abuso di etanolo).
Buona commemorazione della nascita del Dio Mitra anche a te.

ESCLUSIVO: MuseoNewz intervista FIST!


Buongiorno,

questa è la Voce del Fato, con un’eccezionale sorpresa per voi: in collaborazione con l’amico Defender, siamo riusciti a contattare e intervistare FIST, eroe contemporaneo e maestro della demistificazione, nonchè idolo dei giovani di tutte le età. Per maggiori informazioni, suggerisco questo link. Buona lettura!
(V: Voce del Fato; D: Defender; F: Fist)

V: Benvenuto su MuseoNewz! Presentati ai nostri lettori che non conoscono le tue imprese.

F: Ciao, mi chiamo Fist e nella vita faccio il demistificatore.

D: Ecco, spiega a tutti cosa intendi con “demistificatore”.

F: Beh, la demistificazione è un’arte per la quale servono anni e anni di esercitazioni con fantocci ripieni di escrementi. Essenziale per riuscire bene a demistificare è avere la certezza assoluta di fare centro e tirare fuori l’urlo dal demistificato, che ha una potenza standard di 1000 decibel e una frequenza di 7000hertz.

D: Ehm, sì… quindi?

F: Quindi demistificare significa spanare l’ano del demistificato di almeno 30cm.

V: Ma qual è lo scopo?

F: Il demistificato viene così purificato dai suoi peccati e dalla sporcizia interiore, e rinasce come uomo nuovo e lindo, mentre il demistificatore trova giovamento nell’anima per l’opera di catarsi. E poi gli fa passare il prurito alle dita.

D: Ah, quindi è proprio una corrente religiosa?

F: Diciamo di sì, è un’arte proveniente dall’antica Babilonia, miracolosamente conservatasi e tramandata con dei vasetti nei quali venivano raccolte le feci dei demistificati.

D: Ci parleresti delle tue origini? Molte parti della tua storia sono ancora oscure ai più…

F: Vengo da una famiglia povera: mio padre lavorava come schiacciatore di olive, mia madre al circo come donna barbuta; io ero il settimo di cinque fratelli. La mia è stata un’infanzia difficile, che ancora mi fa male ricordare. Appena nato, mio padre tentò di barattarmi al mercato nero in cambio di un decoder per il digitale terrestre.

D: Oddio, invece alla fine?

F: Alla fine mi ha attaccato una antenna sulle spalle e mi ha mandato sopra un monte a 1600m, dicendomi “Tranquillo, quando avrai il segnale verrò a riprenderti!”

V: Una storia molto triste…

F: E’ solo l’inizio. Mio padre spendeva tutti i nostri soldi in whisky e miniature di Warhammer, per cui fin dall’età di 4 anni fui mandato a lavorare. Svolsi mestieri umili e degradanti: lavapiatti, lustrascarpe, leccatore di francobolli, concorrente di reality, riserva di Dida nel Milan… Ho tentato anche la carta dello studio: per un po’ ho studiato Ingegneria alla facoltà di Lettere, poi ho capito che i libri non facevano per me.

V: Quando migliorarono le cose?

F: Quando, durante una consegna di pizza a domicilio, mi ritrovai in un antico tempio della demistificazione, e gli adepti tentarono di demistificarmi, ma riuscii a sfuggire a tutti i loro tentativi… fu allora che capirono di avere davanti un futuro maestro. Iniziarono così a darmi gratuitamente lezioni di demistificazione… Pensate che gli altri allievi venivano spediti regolarmente in Vaticano per raccogliere i fondi per il tempio….

V: Quanto durò l’addestramento?

F: Sei anni, sei mesi e sei giorni, secondo l’antica tradizione. Alla fine fui sottoposto alla terribile prova conclusiva: demistificare un bufalo inferocito. Riuscii a superarla e il mio maestro mi conferì l’ambita cintura marrone (il massimo grado), insieme a un pratico copri-dita in lattice e un set di pentole Mondial Casa.

D: Dopodiché cosa hai fatto?

F: Ho venduto le pentole e mi sono fatto un viaggio rotolando in America.

V: E qui giungiamo alla svolta nella tua carriera…

F: Esatto. Mentre rotolavo, mi fermai in un bar e chiesi un Martini. L’oste si rifiutò di servirmi a causa del mio cattivo odore, così lo demistificai davanti ai clienti, tra cui un noto produttore cinematografico che rimase colpito dal mio stile, e decise di scritturarmi per una serie di film d’azione.

D: Si, sappiamo che hai fatto diverse comparsate in vari film…

F: Certo… All’inizio era dura, mi facevano fare ruoli come ad esempio la controfigura di Chewbacca in Star Wars nelle scene in cui aveva la pelliccia bagnata… Ma quando mi videro demistificare Luke fuori dal set, pensarono di darmi una parte da protagonista.

V: Ti riferisci a “Fist And Furious”?

F: Sì, è stato il mio primo ruolo da protagonista, e quello a cui sono più legato. Poi vennero altri film, come “L’urlo di Fist terrorizza l’Occidente” e “A FISTful of Dollars”. La critica non li accolse troppo bene, ma mi ero creato lentamente un pubblico fedele, soprattutto tra i coprofili e i trans.

D: Allora come mai hai abbandonato il mondo del cinema?

F: Gli ani degli attori non mi davano soddisfazione: erano troppo aperti.

V: Che hai fatto in seguito?

F: Ho provato a riciclarmi per un’emittente televisiva tedesca, Ausfahrt TV, dove ho condotto per un po’ un programma per bambini, “The Happy Hour of Demistification”: fondamentalmente demistificavo vari cattivi dei cartoni, come Ursula, Jafar e il nonno di Heidi.

D: Ma te ne sei andato anche da là…

F: Sì, poi ho intrapreso una normalissima carriera da carceriere freelance: mi chiamano quando c’è qualcuno da mettere in riga… Ho scoperto la potenza delle saponette.

V: Sappiamo che sei anche attivo nel mondo della musica…

F: sì, ho prodotto il primo album dei Fist Of Rage, e di tanto in tanto collaboro con il mio amico Nergal dei Behemoth.

V: Ora qualche domanda più personale, per conoscere meglio le tue abitudini e i tuoi gusti. C’è un libro che preferisci in particolare?

F: “Cento demistificazioni prima di andare a dormire”; l’ha scritto il mio maestro, è un po’ una guida per chiunque voglia avvicinarsi a questa disciplina.

D: Ah, e si può reperire?

F: Solo in certi tipi di librerie, però vi consiglio di stare attenti al vostro ano quando ci entrate.

V: Ok, e che musica ascolti?

F: Naturalmente i Behemoth, di cui conosco tutti gli album a memoria. Poi mi piacciono molto quei generi un po’ di nicchia come il grind atmosferico, l’epic jazz e il folk dell’isola di Pasqua.

D: Hai qualche hobby?

F: Certo, costruisco trapani in casa, saltuariamente demolisco palazzi e colleziono guanti di tutte le epoche. Poi allevo alcuni animali: un ornitorinco, un’istrice e Bill Kaulitz.

V: Il tuo piatto preferito?

F: Il pasticcio di carne alla Tolkki. E’ un piatto molto difficile da preparare, soprattutto per gli ingredienti: consiste nel prendere un grosso involtino di pastasfoglia e riempirlo delle budella di un esemplare per ogni genere di mammiferi: canidi, felini, suidi, mustelidi, equini, cervidi, ungulati e cetacei.

V: Credi negli extraterrestri?

F: Certo, sono convinto che una civiltà di muffe super-intelligenti si sia sviluppata all’interno di una forma di gorgonzola scaduta che tengo in frigo.

D: “Qual è il tuo porno-attore preferito?

F: Naturalmente Lex Steele, le cui urla sono state una grande fonte di ispirazione.

V: Per concludere: progetti per il futuro?

F: Sì, pensavo di aprire una catena di fast food e un’altra di soluzioni per stitici, in modo che le due cose si concilino tra di loro. Poi desidererei incontrare il Sommo Maestro Demistificatorio, che è nascosto da qualche parte in Cina… Si dice che non caghi da almeno 50 anni e che sia diventato piccolo e viola.

V: Ok, ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo in bocca al lupo per l’avvenire!

F: Grazie a voi, continuate così e forse non sarete demistificati. Approfitto della situazione per salutare il mio amico Giuliano e il biker Enzo, sicuro che leggeranno queste righe.