Ma Satana!
Era veramente da una vita che non aggiornavo sto cazzo di blog. Vorrei poter dire che il motivo è che ho fatto i soldi e ho comprato una villa nell’unica isola dei Caraibi in cui non fa caldo d’estate e in inverno nevica, ma la verità è che, molto banalmente, mi sto laureando, e la tripletta tesi + ultimi esami + burocrazia varia mi toglie il poco tempo libero che non è già dedicato alla vita sociale, alla musica, alle serie tv, al cazzeggio su internet e alla contemplazione dell’inutilità dell’esistenza umana.
Fatta questa doverosa premessa, è pur sempre l’inizio di gennaio, periodo che da sempre, secondo le tradizioni dell’oblast di Crescenzago, è dedicato alle fantasie suicidarie davanti alla bilancia e ai BUONI PROPOSITI! Ma prima, come prescrive il Rito, è d’obbligo almeno una riflessione sintetica sull’anno appena concluso.
Dovendo descrivere il 2013 con una sola parola, sceglierei “futile”. Non è stato un brutto anno, non ho particolarmente sofferto com’è accaduto nel 2011 (e peggio ancora nel 2008); il problema è che non è stato nemmeno un anno significativo in senso positivo. È stato un anno… boh. Un anno neutro.
Volendo essere più precisi, è stato un anno in cui il divario tra le cosiddette “piccole cose” e le questioni davvero importanti si è fatto molto più netto rispetto al passato, davvero a due velocità. Un sacco di obiettivi che inseguivo da tempo, o che mi ero prefissato di recente, sono diventati realtà: nel 2013 per la prima volta ho completato con un successo una dieta, ho organizzato una vacanza interamente in autonomia, ho superato il blocco della guida a Como che mi portavo dietro da sempre (oh, non chiedetemi perchè proprio Como e non altri posti, non so cosa dirvi… mi ha sempre angosciato, mentre adesso non dico che sia diventata routine, ma non mi crea più problemi). Ho passato tanti bei momenti in compagnia, conosciuto nuove fantastiche persone, attraversato anche qualche screzio (siamo esseri umani d’altronde), ma nulla di irrisolvibile.
Dal punto di vista musicale – e se mi conoscete davvero sapete quanto è importante la musica nella mia vita e nel giudizio che do a fine anno – davvero non posso lamentarmi: la qualità delle uscite discografiche è stata altissima, ben oltre le mie aspettative, e i concerti mi hanno regalato parecchie soddisfazioni, colmando anche alcuni spazi vuoti che duravano da fin troppo tempo (cito tra tutti Area ed Elio E Le Storie Tese). Ricorderò questo 2013 anche come l’anno in cui, dopo un’attesa di SEDICI ANNI, ho potuto leggere i capitoli finali di Evangelion, l’anno in cui ho scoperto, divorato e amato alla follia Breaking Bad, l’anno in cui la nascita di siti come Teetee.eu ha riempito il mio armadio di deliziose magliette nerd.
Fin qui, tutto bene, no? Già, peccato che tutti questi traguardi, conquiste e liete circostanze, a un’analisi più approfondita, si rivelino per ciò che sono realmente: futilità. Momenti piacevoli che ti migliorano l’umore per qualche giorno, ma a lungo andare non riescono a dare una svolta alla tua vita, a lasciare un segno duraturo nel tempo. È vero che, a questo punto del 2013, scrivevo che c’era una “bad moon on the rise”: nel pensarlo avevo in mente una situazione ben definita che grazie agli dei non si è verificata. Resta il fatto che, sotto la voce “avvenimenti importanti”, il bilancio di fine anno risulta vuoto come la scatola cranica di Flavia Vento. Il 2013 è stato per caso l’anno in cui ho avuto una qualche sorta di illuminazione su cosa fare della mia vita dopo la laurea, in quale ambito lavorativo muovermi, in quale città/nazione immaginare di costruire il mio futuro? No. È stato l’anno in cui ho imparato qualcosa di fondamentale, che cambierà il modo in cui vedrò il mondo d’ora in avanti, o che si distinguerà dalle migliaia di cose genericamente importanti che ho imparato in passato e presumbilmente imparerò negli anni a venire? Nope. È stato l’anno in cui ho ottenuto l’indipendenza economica, o almeno fatto passi decisivi in quella direzione? Nein. È stato l’anno in cui ho incontrato una persona speciale, con la quale l’intesa e i sentimenti sono abbastanza forti da pensare di costruire, se non un progetto di vita insieme, almeno una relazione duratura? Manco per il cazzo. In poche parole, la mia vita a grandi linee è esattamente com’era il 3 gennaio 2013. Nulla di nuovo sul fronte occidentale. E il fatto che non sia accaduto nulla di drammatico che mi porti a qualificare quest’anno come un anno di merda è una ben misera consolazione.

 

Ma per fortuna, non di sole grandi imprese vive l’Uomo, ma anche di sane cazzate! Nell’arduo tentativo prog di non ripetermi e trovare nuove tipologie di sfide stupide e inutili, un anno fa i buoni propositi sono stati sintetizzati in sei prove da superare e sei circostanze da evitare come la peste o la registrazione di WinRAR: vediamo com’è andata.

 

 

LATO A – TO DO

1. Imparare il russo a livello “inizio elementari”: sono ben lontano purtroppo. Gli impegni intra ed extra-universitari non devono valere come alibi: potevo e dovevo fare di più. Fail
2. Vendere i libri di testo della triennale che non mi servono più: io ce l’ho messa tutta; purtroppo i libri di Psicologia passano da “novità imperdibili” a “reperti archeologici” nel giro di 3-4 anni. Comunque un po’ di grana l’ho tirata su, lo scopo era quello. Archiviato
3. Osservare il panorama della pianura ungherese dal castello di Eger:
 

 
Figata. Archiviato
4. Comprare un fottuto aggeggio audio per ascoltare degnamente i cd: il mio Aiwa usato non sarà l’impianto migliore del mondo, ma vale tutti i – pochi – euro con cui l’ho pagato. E con le cuffie Sennheiser che mi hanno regalato i comaschi per il compleanno, il risultato è più che soddisfacente. Archiviato
5. Leggere un libro di Asimov in lingua originale: libri interi su internet non ne ho trovati; ho trovato “Notturno”, che è un racconto, ma comunque non l’ho letto. Fail
6. Provare una nuova cucina etnica: la cucina ungherese l’avevo già assaggiata, ma a Budapest mi sono tolto lo sfizio di cenare in un ristorante NEPALESE: riso a tonnellate, spezie e carne di cui non ho capito la provenienza, ma era buona. Mi hanno anche offerto la grappa a fine pasto. Archiviato

 

LATO B – NOT TO DO

1. Votare Berlusconi alle prossime elezioni: proposito bonus… peccato che per milioni di miei connazionali sia ancora un’opzione valida. Evitato
2. Non aggiornare per più di tre settimane il backup del disco fisso: ok, a pensarci a posteriori era davvero una misura precauzionale estrema… ma con i buoni propositi devo fare il severo censore e dire Beccato
3. Combinare danni partecipando a una rivolta di piazza a Budapest: in realtà, nè nella capitale nè nelle altre città che ho visitato mi sono imbattuto in rivolte o proteste di qualunque tipo. Meglio così, francamente. Evitato
4. Trollare in modo esagerato amici e conoscenti cattolici: sono stato fin troppo bravo, altrochè! Il risultato è che non tutti hanno afferrato pienamente la pienezza della mia antireligiosità, e qualcuno pensa di potermi convertire. Comunque Evitato
5. Continuare a ignorare tutti i controlli medici che da anni devo effettuare: non li ho fatti tutti a dire il vero, ma i più importanti sì, e hanno dato esito positivo. Evitato
6. Distruggermi emotivamente come 5 anni fa: lo confesso, il rischio c’è stato. Ma rispetto ad allora sono sicuramente più maturo e meno fragile… e in 5 anni di studi ho imparato anche a comprendere e controllare meglio i miei processi cognitivi e affettivi; morale della favola, ne sono uscito senza troppi danni. Evitato

 

 

Risultato: 9 su 12, quindi il voto è 7,5. È stato davvero un anno da 7,5? Così su due piedi (ma anche se ne avessi quattro), mi verrebbe da rispondere no, troppa poca carne al fuoco e gli antipastini non bastano. Però pensavo peggio.
E per il 2014? Se prog deve essere, allora direi che è giunto il tempo di qualcosa di atrocemente prolisso e inaccessibile, a cui guardare nel tempo con imbarazzo e perplessità, qualcosa alla “Tales From Topographic Oceans” degli Yes: squillino dunque i mellotron per il DOPPIO VINILE dei buoni propositi! Un tema per facciata:

 

 

SIDE A: METACOGNIZIONE/RAPPORTI UMANI

– limitare il disagio in presenza di estranei
– prendere più iniziativa dei contesti sociali
– dare meno importanza ai giudizi altrui su di me
– essere più flessibile nelle mie abitudini
– non parlare di cose riservate con persone che riservate non sono

 

SIDE B: UPGRADE

– Comprare un borsalino
– Comprare una felpa dei Maiden
– Procurarmi delle casse decenti per il pc
– Comprare una confezione di sigari
– Scaricare un programma per montare video musicali e imparare a usarlo

 

SIDE C: INTELLETTUALATE

– Leggere almeno 5 libri di fantascienza (sottinteso “che non ho già letto”)
– Leggere l’Edda di Snorri e l’Edda poetica
– Andare in un museo che non ho mai visto
– Assistere a un concerto jazz al Blue Note
– Imparare i rudimenti di russo che avrei dovuto imparare l’anno scorso

 

SIDE D: N.A.S. (non altrimenti specificato)

– andare alla prossima edizione del Lucca Comics
– fare un festival metal all’estero
– lavorare almeno 3 mesi
– riprendere a fare nuoto
– bere birra (proposito bonus)

 

 

C’è tutto e anche di più, compresi propositi vaghi e difficili da valutare, e obiettivi che sono certo prima ancora di scriverli che non realizzerò MAI. Lo scopo era incasinare volutamente tutto: sono stanco di arrivare a gennaio e ritrovarmi con una lista che dice che è stata una figata di anno, quando so che non è andata così.
È tempo di invertire la tendenza.
Nel dubbio, long live Rock ‘n Roll.