Archive for marzo 2013

Notizie dal mondo #21

 

Buongiorno,
questa è la Voce del Fato che vi dà il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, il webgiornale che riesce a mettere d’accordo tutte le forze politiche, unite nel non averlo mai letto.
Passiamo alla rassegna principale.

 

L’EROE DEL GIORNO: per una volta vorrei fare uno strappo alla consuetudine, e assegnare l’ambito titolo di “eroe del giorno” non a un essere umano, ma a un animale, per la precisione una marmotta. Si chiama Phil e in America è una celebrità: è infatti uno dei più apprezzati METEOROLOGI del paese. A dire il vero si tratta di una tradizione che risale addirittura al XIX secolo, chiamata “Giorno della Marmotta”: ogni anno, a febbraio, quando la marmotta finisce il letargo ed esce all’aperto, se si spaventa nel vedere la propria ombra sul terreno e ritorna nella tana, significa che seguiranno altri due mesi di freddo e temperature invernali; se invece esce senza problemi, vuol dire che la primavera arriverà in anticipo. Quest’anno la marmotta Phil è uscita senza paura, e gli americani, che notoriamente hanno un rapporto tutto particolare con le discipline scientifiche, si sono fidati ciecamente; peccato che l’animale abbia clamorosamente FALLITO, perchè sono settimane ormai che la costa orientale degli Stati Uniti è flagellata da gelo e bufere di neve. Il procuratore della contea di Butler, Ohio (uno degli stati più colpiti dal maltempo) l’ha presa con sportività: ha chiesto una CONDANNA A MORTE per la marmotta, colpevole di “crimini contro la pace e la dignità dell’Ohio”.
http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_23/marmotta-usa-morte_ab60b706-93a5-11e2-8b46-37cbdff83c98.shtml
Subito i fan di Phil si sono mobilitati, presidiando la tana del roditore contro gli aggressori e assumendo un avvocato per combattere un’eventuale richiesta di ESTRADIZIONE. Dall’Ohio fanno sapere che era solo una battuta, ma io non ci giurerei: in una nazione dove esistono musei del Creazionismo, tutto è possibile.

 

ESTERI: è risaputo che, quando si tratta di sesso, le dimensioni non contano, ciò che importa è saperlo usare. Dello stesso avviso, evidentemente, non è questa trentottenne indonesiana, madre di un bambino di 9 anni: secondo lei, il pene del figlioletto era davvero troppo piccolo. Così, per evitargli problemi relazionali e di autostima nel futuro, ha risolto la questione in modo netto: ha ANNEGATO il figlio nella vasca da bagno.
http://www.huffingtonpost.com/2013/02/28/mother-kills-son-small-penis-indonesia_n_2779668.html
Di colpo, le madri bigotte che blindano le figlie in casa per farle arrivare vergini al matrimonio mi appaiono sotto una luce nuova. E spero che questa tizia non abbia anche una figlia femmina, considerata l’età in cui inizia a svilupparsi il seno…

 

ESTERI: restiamo in Oriente per una deliziosa storia d’amore. Lei, diciannovenne cinese, non lo sa ma ha un ammiratore segreto. Un bel giorno, lui le fa recapitare a casa un regalo, una scatoletta contenente una morbida sostanza bianca che sembra proprio crema per il viso. Lei, giustamente, decide subito di provarla sulla pelle… ma c’è qualcosa che non va: sì, perchè il fluido odoroso non è crema per il viso. Esatto, è SBORRA.
http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1201102/Riceve-in-regalo-una-crema-idratante–in-realta-e-sperma.html
“Pensavo fosse il modo migliore per dimostrarle il mio amore”, ha dichiarato lui. Lei non l’ha presa molto bene: l’ha denunciato alla polizia, e lui è stato condannato a pagarle un risarcimento per “danni morali”. Ma non si è certo perso d’animo! “Ora so che ho sbagliato, ma troverò un altro modo per dimostrarlo”.
Se posso permettermi, la prossima volta le regalerei una bottiglia di vino bianco, piena di piscia. Con Pannella funzionerebbe!

 

ESTERI: a quanti di voi è capitato di avere in casa un amico sbronzo che vi combinava qualche danno? Non so, sboccava per terra, rompeva una lampada… per vostra fortuna non abitate con il giovane James White: in un momento che lui stesso ha definito di “pazzia alcolica”, ha preso il CRICETO del coinquilino e l’ha FRITTO. Non sono riuscito a capire se poi l’ha anche mangiato, ma è stato comunque condannato a 120 ore di lavori socialmente utili per maltrattamento di animali.
http://www.huffingtonpost.co.uk/2013/03/07/york-student-james-white-fried-hamster_n_2827431.html?utm_hp_ref=uk
Mi sembra una vicenda di cui fare tesoro. Per quanto mi riguarda, per il bene del mio cane e del mio gatto, se dovessi mai ospitare un festino alcolico a casa mia, mi accerterò di avere il frigorifero ben pieno, non si sa mai.

 

ECONOMIA: la crisi che sta attanagliando l’Europa, purtroppo, non accenna a risolversi. Tra i paesi più colpiti c’è il Portogallo: tagli al welfare, disoccupazione, tasse in crescita, solite cose. Per fortuna, non tutti si sono persi d’animo: anzi, qualcuno ha avuto la geniale idea di trasformare la crisi in un GIOCO DA TAVOLO, all’insegna dello humour politicamente più scorretto. Si chiama “Arriva la Troika”, ed è in tutto e per tutto simile al Monopoli, con la differenza che il giocatore impersona uno dei “poteri forti” (politici corrotti, lobby economiche, evasori fiscali), e lo scopo del gioco è MANDARE A PUTTANE il paese arricchendosi alle spalle dei cittadini.
http://www.repubblica.it/economia/2012/12/17/news/arriva_la_troika_boom_a_lisbona_del_gioco_da_tavolo_a_misura_di_piigs-48928357/
Inutile dire che voglio al più presto una cosa del genere anche in Italia. Potrebbe essere l’unico gioco in cui Berlusconi vince rispettando le regole.

 

TECNOLOGIA: un gruppo di programmatori canadesi decide di progettare una app per effettuare calcoli matematici usando la scrittura manuale touchscreen. Figata, eh? Peccato che, al momento di decidere il nome, abbiano optato per una crasi tra “ink” (inchiostro) e “calculator”. Risultato: INKULATOR. NON sto scherzando.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/03/13/foto/microsoft_il_nome_della_app_un_equivoco-54467442/1/?ref=HRESS-6#1
Questi ragazzi sono davvero riusciti nell’Impresa: non la figura di merda internazionale, ma farmi desiderare di possedere uno smartphone solo per scaricarla.

 

SPORT: in Inghilterra, nella contea di Suffolk, c’è una graziosa cittadina chiamata BUNGAY (Berlusconi non c’entra un cazzo). Un giorno, il dirigente della locale squadra di calcio decide di organizzare una partita amichevole a scopo benefico, ma di farlo in modo originale. Così contatta tutte le persone che si chiamano BUNGAY di cognome e le invita a partecipare alla partita… e ci riesce! 22 giocatori, adulti e bambini, maschi e femmine senza distinzione (uno arrivato addirittura dall’AUSTRALIA), si sono affrontati sul campo da calcio di Bungay, tutti con le loro maglie rosse e blu con il numero e il nome “Bungay” sulle spalle. Ovviamente ha diretto il match l’arbitro Bungay, assistito dai due figli come guardalinee, e il dottor Bungay ha svolto il ruolo di medico a bordocampo. Meraviglioso.
http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/9251332/Bungay-vs-Bungay-all-22-football-players-share-the-same-name.html
Manco a farlo apposta, la partita è finita in perfetta parità, 6-6. Il cronista dagli spalti (ovviamente anche lui di nome Bungay) ha dichiarato: “E’ stato il lavoro più facile di tutta la mia carriera”. Come dargli torto…

 

Anche per oggi è tutto. La Voce del Fato ringrazia Epic e Arndea per la collaborazione nel fornire le notizie, e vi dà appuntamento alla prossima puntata.

 

 

Uno spettro si aggira per l’Italia, lo spettro del 5 Stelle

 

Lo so, non ho mai parlato di politica su questo blog, se si escludono notizie assurde e prese per il culo all’interno di MuseoNewz. Però è da tanto che non aggiorno, la nuova puntata del webgiornale non è ancora pronta, e in fondo questo argomento mi sta a cuore.

 

Vado subito al sodo: a me Beppe Grillo sta sul cazzo. Terribilmente, irrimediabilmente sul cazzo. Anche ignorando completamente i contenuti del suo messaggio politico, il suo modo di parlare urlare, l’atteggiamento, i toni, gli insulti sistematici, mi irritano al punto tale che ogni volta che lo vedo in tv (e negli ultimi due mesi l’ho visto più spesso di Berlusconi, il che è tutto dire) il mio primo istinto è di lasciare la stanza.
Non nego che ci siano moltissime persone nel Movimento (sia gli attivisti che i semplici elettori e simpatizzanti) assolutamente valide, non metto in discussione la loro intelligenza e tanto meno le loro buone intenzioni; molte le ho conosciute personalmente. Sono anche dell’idea che il programma del 5 Stelle non sia assolutamente tutto da buttare, molti dei punti programmatici dovrebbero comparire nell’agenda di qualsiasi partito serio (soprattutto a sinistra) e non credo neppure che siano così utopici/irrealizzabili. Ma resta il problema-Grillo, Grillo e chi gli sta dietro. Credo che tutto ciò che non mi piace e mi spaventa del M5S dipenda in qualche misura da lui. Anche l’aspetto più evidente, ovvero la cecità ideologica e fanatica di molti dei suoi, sia di sicuro favorita, se non originata, dal suo atteggiamento da caudillo: poi, la questione se sia Grillo ad aizzare i suoi elettori rendendoli degli integralisti, o se siano loro ad essere così di natura e siano quindi approdati alla loro ovvia destinazione, credo rimarrà senza risposta, tipo il classico “è venuto prima l’uovo o la gallina?”.
Ora, i partiti personalistici/padronali non sono novità in questo paese del cazzo: da Tangentopoli in poi, con l’eccezione (rotflmao) del PD e dei suoi stadi evolutivi precedenti, non mi viene in mente una sola forza politica di rilievo che non sia stata creata da zero o sia frutto di una scissione da qualcos’altro, sempre per iniziativa di un singolo. E anche il mito di Grillo che porta la gente inesperta in Parlamento, come gli stessi grillini fanno notare, è da sfatare: Berlusconi è celebre anche per aver ricompensato politicamente una vasta schiera di amici e sodali che nella vita di tutto si sono occupati tranne che di politica, e pure nel PD c’è e c’è stata una bella lista di dilettanti allo sbaraglio (qualcuno ha detto Josefa Idem?). Per quanto riguarda poi le affascinanti castronerie con cui i neo-parlamentari a 5 stelle ci hanno deliziato, ammetto di aver ghignato di brutto anch’io, ma i precedenti esistono e non sono meno assurdi (come dimenticare gli exploit di Borghezio sugli UFO?).

 

Fin qui tutto ok, il M5S non è sicuramente peggio di ciò che c’era prima (anche se ha costruito il suo successo proprio sulla discontinuità con lo status quo, quindi già c’è qualcosa che non torna). Il problema però è un altro. E riguarda proprio l’immagine di Grillo come leader politico, o meglio come capo del partito, le sue idee sulla democrazia (interna al movimento e per il paese), la sua ipocrisia e il suo concetto di dibattito politico. Perchè quando parla di abolire i privilegi, tagliare i costi della politica, eliminare i finanziamenti pubblici ai partiti e via dicendo, è facile essere d’accordo (aggiungerei “sticazzi”).

Ma quando lui sostiene di non essere il capo del M5S ma “il garante” che si occupa di valutare se una persona è idonea a far parte del Movimento e a candidarsi, io la vedo come un’elaborata forma di ipocrisia, un modo per dire: “Io non mi candido a premier e non ho alcun ruolo nel Movimento e nell’eventuale governo, però se qualcuno osa deviare dall’ortodossia o azzardarsi a esprimere un’opinione che non rientri negli obiettivi – non sindacabili – del Movimento, lo caccio a pedate”. In sostanza non decide nulla ma decide tutto, che è ancora peggio dei classici satrapi alla Craxi, che almeno ci mettono la faccia.

Quando dice che lo scopo è arrivare al 100%, io non lo interpreto come “vogliamo fare sì che ogni cittadino sia parte attiva dello Stato senza la mediazione dei partiti”, ma come “vogliamo conformare tutta la popolazione alle nostre posizioni ed eliminare ogni forma di dissenso”. Questa, mi spiace, si chiama DITTATURA. E se qualcuno può obiettare che, alla fin fine, è meglio una dittatura che fa cose buone di una democrazia che funziona di merda, la mia risposta è che una forza politica che è certa di conservare il potere anche se non mantiene i propri impegni, alla lunga perde ogni impulso a migliorarsi.

Quando propone referendum per ogni cosa, anche sul numero di asciugamani nei cessi di Montecitorio, io non applaudo alle meraviglie della democrazia diretta, ma faccio notare che: 1. è un procedimento costoso e complesso da organizzare, non è come un sondaggio su Facebook; 2. perchè i referendum abbiano un senso la popolazione deve essere nelle condizioni di poter prendere una decisione, e dev’essere quindi in possesso di informazioni e conoscenze sufficienti a formarsi un’opinione ponderata. Se vieni a chiedere a me che tipo di fertilizzanti usare sulle coltivazioni di granturco, io non so un cazzo di agricoltura e inevitabilmente risponderò a caso (sempre che non arrivi qualcuno a dirmi “fidati, vota B”), e indipendentemente dall’alternativa che sceglierò, sarà una decisione sbagliata concettualmente.

Quando urla al complotto dei giornali che vogliono diffamare il Movimento e vogliono dipingere i suoi membri come incompetenti e ignoranti, io gli riderei in faccia, perchè il compito di ogni giornalista politico che si rispetti è di porre domande scomode al potente di turno, senza farsi intimidire; e semmai spetta ai grillini documentarsi e prepararsi per non fare figure di merda. E riderei in faccia pure a Travaglio, che è sempre stato pronto a denunciare i giornalisti inginocchiati ai vari califfi del PDL, ma quando è toccato a lui intervistare Grillo, gli ha lasciato fare il suo show, compiaciuto sugli argomenti facili ed evasivo su quelli spinosi.

Quando scrive sul suo blog che chi non ha votato M5S è uno che non sente la crisi economica / uno con la pensione ricca e sicura / un evasore fiscale / uno con privilegi da difendere, io mi incazzo come un drago di Komodo, perchè LE COSE NON STANNO COSI’: è una generalizzazione idiota, una delegittimazione totale dell’avversario politico (“se non voti per me sei uno stronzo o uno stupido”), praticamente quello che ha fatto Berlusconi dal 1994 a oggi.

Quando dice che i marocchini vanno presi a calci in Questura (o quando quell’altro in Sardegna paragona i matrimoni gay a quelli tra animali), io capisco e accetto il fatto che una frase travisata o decontestualizzata porti all’equivoco; ma allora voglio che mi venga spiegata in modo inequivocabile la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle sull’immigrazione e i diritti civili. E NON ACCETTO che mi venga detto: “Ma queste cose non sono la priorità”, perchè non lo sono neanche il wi-fi e i pannelli fotovoltaici.

Quando esalta il web come fonte di conoscenza contro i giornali e le tv manipolate dai politici, io storco il naso, perchè chiunque abbia dimestichezza con i social network sa che internet è il regno incontrastato delle bufale, delle notizie senza fonti, delle teorie strampalate spacciate per verità scientifiche e di tutto ciò che un giornale serio non pubblicherebbe mai; perchè se il giornalista scrive minchiate ne risponde al direttore, all’editore e soprattutto ai lettori, mentre il blogger o l’utente del forum possono scrivere quel cazzo che pare a loro, comprese le diffamazioni e le falsità (anche contro il M5S, è ovvio).

Quando parla di reddito di cittadinanza, e la gente si esalta, a me vien da ridere, perchè non ci trovo davvero le differenze con Berlusconi che promette di restituire i soldi dell’IMU. Anzi, Berlusconi almeno si è sforzato per pensare a un modo (inventato) per rimediare i soldi.

 

Di tutte queste cose parlerei volentieri con i grillini, ma purtroppo ho la sensazione che quasi tutti loro, anche i più colti e informati, siano ormai entrati nella dimensione del militante, quella del “noi bene – loro male” che tronca qualsiasi dibattito, perchè interpreta ogni concessione all’avversario come una debolezza di fede. E se io mi sento spaventato dalle possibili derive estreme e antidemocratiche che questa forza politica e il suo elettorato possono prendere, vorrei che chi a differenza mia ci crede mi rassicurasse e mi spiegasse perchè non ho niente da temere, invece che attaccarmi e ridicolizzarmi perchè “sono troppo legato ai vecchi partiti”, “i giornali mi hanno fatto il lavaggio del cervello”, “sono troppo intellettuale e radical chic per riuscire a capire le loro ragioni”, ecc.

Perchè io non ho intenzione di nasconderlo: Grillo e il M5S MI FANNO PAURA. Pur riconoscendo le buonissime intenzioni di molti suoi membri e condividendo parte del programma, non posso non pensare che molte delle peggiori dittature dello scorso secolo (e a ben vedere, anche di questo) sono nate in circostanze storiche e sociali molto simili a queste: paese economicamente al collasso + classe politica corrotta e inefficiente + popolazione disperata, affamata e incazzata + leader che canalizza il malcontento verso un obiettivo concreto. D’altronde, qualcuno (non ricordo chi e Google non mi è d’aiuto) diceva che al popolo servono tre cose: messaggi semplici, una bandiera e un nemico da combattere. I grillini li hanno tutti e tre. E non so voi, ma rinunciare alla mia libertà di espressione e di dissenso in cambio dell’abolizione delle province e della riduzione del numero dei parlamentari non è uno scambio equo.