Breve raccolta di fun facts sulle bizzarrie e i deliri di onnipotenza di alcuni dei più efferati dittatori del XX Secolo. Un viaggio surreale tra patate, cannibalismo, sigari esplosivi e telefoni invisibili.

 

 

François Duvalier, meglio noto come Papa Doc, dittatore di Haiti dal 1964 al 1971, per aumentare il suo ascendente sulla popolazione cattolica, fece distribuire per le strade migliaia di volantini con l’immagine di Gesù che gli poggiava una mano sulla spalla e la scritta “Io l’ho scelto!”. Ciononostante, era molto attratto dal culto voodoo: appariva in pubblico con le sembianze del dio traghettatore dei morti, sosteneva di saper praticare la magia nera e di essere in grado di trasformare i suoi nemici in zombie.

 

Idi Amin Dada, dittatore dell’Uganda dal 1971 al 1979, per sottolineare la sua superiorità rispetto agli ex-colonizzatori inglesi, si attribuì i titoli di “Re di Scozia” e “Conquistatore dell’Impero Britannico”. Durante una sua visita a Londra, in un periodo di crisi dell’economia inglese, consegnò un carico di patate destinato “al popolo inglese affamato”; si vantava inoltre di saper controllare i coccodrilli col pensiero.

 

Joseph Desirè Mobutu, dittatore della Repubblica Democratica del Congo dal 1965 al 1997, proclamò una serie di riforme culturali volte a troncare ogni legame con la dominazione coloniale europea e recuperare le antiche tradizioni africane: oltre a cambiare il nome della nazione in Zaire e a sostituire i nomi di città e luoghi geografici con parole africane, obbligò tutti gli abitanti ad abbandonare nomi e cognomi di origine europea e ad adottare nomi africani; lui stesso si ribattezzò “Mobutu Sese Seko Nkuku Ngbendu Wa Zabanga”, la cui traduzione all’incirca è “Mobutu il potente guerriero che va di vittoria in vittoria lasciando fuoco dietro di sè”.

 

Jean-Bedel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana dal 1966 al 1979, secondo numerose fonti, partecipava personalmente ai pestaggi e alle torture nei confronti degli oppositori politici nelle carceri; pare addirittura che fosse solito mangiare parti dei loro cadaveri.

 

Gnassingbè Eyadema, dittatore del Togo dal 1967 al 2005, organizzò la vendita nei negozi del paese di una serie di orologi da polso commemorativi con il proprio volto che appariva e scompariva ogni 15 secondi, oltre alla pubblicazione di albi a fumetti dove lui stesso era il protagonista nei panni di un supereroe invulnerabile. Portava inoltre sempre con sè, come portafortuna, un proiettile estrattogli dal corpo in seguito a un fallito attentato.

 

Di Leonid Breznev, segretario generale del Partito Comunista Sovietico dal 1964 al 1982, è nota la passione per le automobili di lusso. Possedeva una collezione di più di 50 vetture, tra cui una Mercedes limousine a 6 porte prodotta in due soli esemplari: arrivava spesso a far chiudere le strade nel centro di Mosca per guidarle personalmente.

 

Kim Jong Il, detto “il Caro Leader”, figlio del celebre “Presidente Eterno” della Corea del Nord Kim Il Sung, è sempre stato celebrato con tratti divini dalla propaganda di regime: i biografi ufficiali affermano, per esempio, che la sua nascita sia stata celebrata da un doppio arcobaleno su un monte sacro del paese, e dalla comparsa di una nuova stella nel cielo. Inoltre, sempre secondo la propaganda, è lui ad avere inventato l’hamburger (cibo di cui è sempre stato ghiotto), oltre a uno speciale telefono senza fili invisibile.

 

Mao Tse Tung, storico leader e promotore della Rivoluzione Culturale cinese, era abituato a non lavarsi mai i denti, masticando invece foglie di tè verde. Ai suoi medici, preoccupati per la sua igiene orale, rispondeva: “Avete mai visto una tigre lavarsi i denti?”

 

Josip Broz, universalmente noto come Tito, presidente della Repubblica Socialista di Jugoslavia dal 1953 al 1980, era un appassionato di animali esotici e di caccia. Oltre a possedere un enorme zoo privato in una villa in Istria, organizzava imponenti battute di caccia grossa sia in patria, sia nella savana africana: centinaia di battitori lavoravano a pieno ritmo nei giorni precedenti per setacciare la zona e radunare gli animali, facendo in modo che il Presidente riuscisse sempre ad abbattere le prede più grandi e ambite.

 

Tra i più grotteschi culti della personalità figura senza dubbio quello di Saparmyrat Niyazov, presidente del Turkmenistan dalla sua indipendenza nel 1991 fino alla morte nel 2006. Nelle sue iniziative politiche e culturali, tra le altre cose, ha proibito tutti gli spettacoli artistici, come il balletto e l’opera, che non appartengono al patrimonio culturale turkmeno; ha cambiato i nomi di mesi e giorni della settimana del calendario con il suo nome, quello della madre e di altri eroi nazionali; ha scritto un libro-guida della nazione il cui insegnamento è obbligatorio a scuola e la cui conoscenza è necessaria per avere un impiego statale; e ha stabilito che tutti i medici del paese non debbano pronunciare il giuramento di Ippocrate, ma un altro giuramento su di lui stesso.

 

Secondo Fabian Escalante, guardia del corpo per molti di anni di Fidel Castro, il dittatore cubano sarebbe stato vittima di 638 tentativi di attentato, di cui quasi 200 solo durante la presidenza di Ronald Reagan. Alcuni di questi attentati prevedevano l’uso di sigari esplosivi, siringhe piene di veleno mascherate da penne stilografiche, radio contenenti meccanismi per diffondere gas tossici e tute da sub infettate di funghi velenosi.