Archive for febbraio 2012

Buoni propositi – versione “Poste Italiane” (per via del ritardo)

 

Miei adorabili, per quanto sparuti, followerz,
come dice la BCE al governo greco, ogni promessa è debito: avevo scritto che mi sarei al più presto dedicato al consueto post annuale sui buoni propositi, e ora che anche l’ultimo esame della sessione è andato, è tempo che io vada a ripescare negli archivi le nefandezze che mi ero proposto di compiere nel 2011, e commentarle col senno di poi.
Dunque, quali inutili imprese avevo scelto?
 

1. Pettinarmi i capelli: non solo, li ho anche tagliati! Archiviato.
2. Tornare al ristorante messicano del Bicocca Village: fatto più volte, anche se non ne ho mai abbastanza. Archiviato.
3. Ascoltare “Felona E Sorona” delle Orme: non mi ha fatto impazzire, “Collage” gli è ampiamente superiore, ma è pur sempre un bell’album. Archiviato.
4. Correre lungo la Martesana: come tante cose, a furia di rinviarle, ci si dimentica. Fail.
5. Dipingere una squadra Subbuteo del Newell’s Old Boys: ecco qua, è tuttora uno dei miei lavori preferiti.  Archiviato.
6. Comprare una bottiglia di Braulio da tenere in casa: il contenuto è finito da tempo, ma la bottiglia è ancora per ricordo sulla mia scrivania. Archiviato.
7. Trascorrere un’intera settimana senza mangiare Pringles: contrariamente a ogni aspettativa, soprattutto mia, ce l’ho fatta! La settimana in questione è stata tra il 22 e il 29 dicembre. Archiviato.
8. Imparare almeno una frase in occitano e in gaelico: purtroppo su internet ho trovato solo singoli vocaboli, non frasi complete. Fail.
9. Comprare la maglietta di Risiko, o in alternativa un’altra maglietta nerd: la maglietta alla fine me l’ha regalata Elena per la laurea, ma contava possederla più che pagarla io materialmente. Per cui lo considero archiviato.
10. Rileggere questo post, il 31 dicembre 2011, e sorridere: non so quanto avessi da sorridere, ma l’ho fatto ugualmente. Archiviato.
 

Morale, 8 su 10, pensavo peggio. Onestamente non è stato proprio un anno da 8, ma in fondo è da tempo che i miei buoni propositi hanno perso ogni contatto con le sfide della vita.

 
Ora, per il “nuovo” anno, a dire il vero sono combattuto. Non mi servirebbe sforzarmi granchè per trovare altri 10 obiettivi assurdi e trash, ma sarebbe il terzo anno di fila, la cosa diventerebbe ripetitiva e l’anima prog che alberga in me mi spinge a perseguire il rinnovamento costante.
Per cui, ho optato per una soluzione opposta: invece che elencare le cose che vorrei fare, perchè non elencare quelle che NON vorrei/dovrei fare? Le situazioni e attività da evitare, le cattive abitudini da non mantenere ecc. Ovviamente tutto in chiave semiseria, per non ricreare l’atmosfera tipo “le rinunce durante l’Avvento” di quando andavo a scuola dalle suore.
Dunque, quali sono le 10 azioni che, se compiute, mi declasserebbero ulteriormente come essere umano?
 

1. Gettarmi da un grattacielo (ovviamente è un proposito bonus).
2. Continuare la specialistica di Psicologia in Bicocca.
3. Litigare pesantemente su Facebook per futili motivi.
4. Fermarmi a riprendere fiato ogni dieci passi quando salgo a Torriggia.
5. Sbronzarmi di nuovo col punch al mandarino, o con un’altra pseudo-bevanda infernale.
6. Lasciare quello schifo di carta sulla mia scrivania così com’è ora.
8. Trovare continui, improbabili pretesti per non usare la macchina.
8. Far passare più di 30 giorni tra un post e l’altro su questo blog.
9. Trascorrere tutta l’estate a Milano.
10. Lamentarmi perchè il 2011 è stato un anno migliore di questo.
 

Ovviamente, essendo buoni propositi invertiti, lo scopo è realizzarne il meno possibile. Riuscirò a totalizzare questo leggendario zero?
Lo scopriremo solo vivendo (sempre che non realizzi il proposito 1).
 

Mio padre è rimasto chiuso nell’autolavaggio

 

Tanto tempo fa, quando it was a good time for all the creatures of the Enchanted Lands, c’era un giovane lungocrinito con gusti musicali insoliti e uno squallido senso dell’umorismo nerd, che teneva un blog con pochi ma fedeli lettori, frequentemente aggiornato con cagate trash, frasari, recensioni di concerti, boiate trovate in giro per la Rete e riproposte senza il consenso degli autori, il tutto corredato da foto postate dopo ore di indicibile calvario e comunque brutte a vedersi, e filtrato attraverso le zozzerie estetico-funzionali di cui solo Microsoft è capace.
Oggi, nell’ultimo anno della vita sulla Terra secondo i telespettatori di Rete 4, c’è un meno giovane cortocrinito con gusti musicali ancora più insoliti e un senso dell’umorismo purtroppo invariato, che da tempo non c’ha cazzi di aggiornare il blog, anche solo per scrivere due righe tipo “scusate, non c’ho più cazzi di aggiornare il blog”. Blog che, nel frattempo, è migrato sotto ricatto gentile invito su WordPress, e i cui lettori, ormai, si contano sulle dita delle mani di un omino di Lego.
Il problema in realtà è proprio questo. Non è che non mi vengano in mente cose di cui parlare, è proprio che mi manca la voglia di mettermi a scrivere, e sono consapevole che, anche nel caso riuscissi temporaneamente ad arginare la mia atavica pigrizia, nessuno si inculerebbe il frutto della mia fatica. (oddio “incularsi” relativo a un frutto, per quanto metaforico, è un’espressione dialettica un po’ infelice… ma tanto, come da postulato A, queste righe le leggerò solo io, perciò fottesega)

 

Ma le cose non finiranno così. Questo blog, ancora una volta dato per spacciato, risorgerà come l’araba fenice / Crillin. C’ho dei proggetti, cose interessanti, divertenti e argute, che non saranno un semplice copiaincolla di altri post con variazioni minime, e magari saranno anche lette da un numero di persone x ≥ 1. Non spoilero nulla, non sia mai, però prometto che mi metterò di impegno. E sì, lo so che sembrano le parole che usavo riguardo alla palestra, alla dieta, al laurearmi in corso, al cambiare quel fottuto tono dei messaggi del cellulare che ormai sta sul cazzo alla gente più di Elsa Fornero, e guarda un po’, uno dei post in cantiere è proprio quello dei buoni propositi dell’anno diversamente nuovo (non vale come spoiler).
Ma stavolta è diverso. IO sono diverso. Ve l’ho detto, ora ho i capelli corti.