Archive for novembre 2011

A night to remember: Yes live at Teatro Smeraldo, 24/11/2011

 

“Il prog rock era ascoltato da sfigati studenti di politecnici, con pantaloni a zampa e cappotti montgomery, che non avevano mai avuto una ragazza, assistevano ai concerti seduti a gambe incrociate e si riunivano a bere caffè da tazzone scheggiate discutendo sull’origine dell’universo…”

 

Con queste parole il sito “Punk77” liquida sarcasticamente una delle scene più complesse, variegate e artisticamente floride della storia della musica moderna. Al di là dell’aspetto di ribellione sociale, è innegabile che la violenza diretta del punk fosse anche una risposta provocatoria a una musica, il progressive, fatta di canzoni lunghissime e iper-articolate, piene di tecnicismi fino all’autocompiacimento, e condite con testi ermetici e difficili da interpretare. Il massimo esempio, la summa di tutto ciò che di negativo aveva il prog secondo la filosofia punk era “Tales From Topographic Oceans” degli Yes: 4 brani da più di venti minuti ciascuno, testi pregni di simbolismi e richiami induisti, un disco capace di dividere gli stessi fan della band, in bilico tra capolavoro assoluto e ammasso di composizioni deliranti di artisti che si sono montati la testa. Di fronte a un lavoro simile, il punk “doveva esplodere”, una musica del genere poteva piacere solo a un’elite di individui snob e supponenti ed era ormai destinata all’estinzione, come i dinosauri.
Si potrebbe obiettare che gli appassionati di un genere che fa dei suoni grezzi e della mancanza di tecnica un motivo di vanto, non abbiano la capacità di comprendere e giudicare certi dischi e certe band… ma mi limiterei a dire che, nonostante quei drastici giudizi, il progressive inizia la sua quinta decade di vita in piena salute. Diversi artisti sono tornati insieme dopo anni di silenzio (soprattutto in Italia), i concerti registrano un buon numero di spettatori anche tra i giovani e anche il materiale inedito è qualitativamente degno dei bei tempi: solo per quest’anno potremmo citare i graditi ritorni del Re Cremisi Robert Fripp e di Steve Hackett, oltre proprio ai citati Yes, che con “Fly From Here” sono tornati ai livelli di eccellenza di una volta. La band è riuscita a metabolizzare anche l’abbandono (temporaneo?) del leggendario cantante e membro fondatore Jon Anderson, bloccato da seri problemi di salute, reclutando da una sconosciuta cover band canadese Benoit David, 45 anni e un timbro apparentemente simile a quello del suo predecessore: la sua prestazione sull’ultimo album è stata davvero ottima, e ora lo attende al varco una prova ben più difficile, ovvero misurarsi dal vivo sul materiale classico.
La band sale sul palco dello Smeraldo aprendo subito con il botto: la storica Yours Is No Disgrace mette subito in chiaro la caratura tecnica dei musicisti, ma purtroppo mette anche a nudo l’osservato speciale al microfono: il buon David infatti ce la mette tutta, ma le note più alte lo sottopongono a uno sforzo davvero notevole, costringendolo anche a un paio di stecche che fanno rumoreggiare il pubblico. Le successive Tempus Fugit e I‘ve Seen All Good People ribadiscono il concetto; in positivo, invece, va segnalata l’ottima prova del redivivo Geoff Downes alle tastiere, rientrato nella band dopo più di 30 anni e perfettamente a suo agio nel ruolo che, in altri tempi, era stato di un autentico fuoriclasse come Rick Wakeman. Con Life On A Film Set, dall’ultimo album, la situazione del cantato migliora, a dimostrazione che, sul suo materiale, David è decisamente sicuro; purtroppo, subito dopo, sul classico And You And I, uno dei brani simbolo dell’età dell’oro targata Anderson, offre la prestazione forse meno convincente dell’intera serata, anche se le magie strumentali degli altri componenti portano sicuramente il bilancio in attivo.
Giunge il momento in cui i riflettori del teatro si dedicano interamente al grande Steve Howe e alla sua chitarra acustica: la base è un medley tra la recente Solitaire e la storica The Clap direttamente dal 1971, ma con una buona dose di variazioni sul tema: l’assolo in generale è molto intimo e suadente, senza particolari esibizionismi, come a dire che, nel nuovo millennio, il progressive può permettersi di abbandonare qualche fronzolo e concentrarsi sull’atmosfera e il coinvolgimento emotivo. Una piccola pausa e si riparte con uno dei momenti più attesi: la title-track dell’ultimo album viene riproposta nella sua fantastica interezza; ventiquattro minuti di qualità e melodie, tastiere dal sapore anni ’80 (non a caso si tratta di un pezzo composto ai tempi di “Drama”, 1980, poi messo da parte e in seguito completamente restaurato e migliorato) e un David di nuovo in forma come in studio.
Dopo un altro assaggio di passato e presente con Wonderous Stories e Into The Storm (concedetemi la battuta: ma quante altre volte verrà utilizzato questo titolo già iper-abusato?), si entra nel climax conclusivo, dove la qualità inevitabilmente si alza: Heart Of The Sunrise è un tuffo al cuore per gli appassionati ed esalta ancora una volta la bravura superiore di Howe e Chris Squire, ma è al tempo stesso un altro colpo per David, ancora in difficoltà; la situazione migliora un po’ con la celebre Starship Trooper, arricchita da un finale di improvvisazioni strumentali che scioglie definitivamente tutti i musicisti: persino Steve Howe, generalmente placido e composto, saltella e balla in barba all’età. Giusto il tempo per un’altra lezione di grande musica chiamata Roundabout, e poi tutti a casa.
Che altro dire? Si può rimandare a giudizio il nuovo cantante (ma siamo così sicuri che un Anderson in salute, con la carta di identità che recita 67 anni, sia ancora in grado di cantare come su “Yessongs”?), si può far notare la freddezza della band, fin troppo distaccata e di poche parole nell’ambito di un concerto pur sempre rock; io personalmente mi permetterei di dire che concerti del genere, con questa scaletta e questo spessore tecnico, se ne vedono e se ne vedranno sempre meno; conviene approffittarne ora finchè è possibile, perchè il timore è che, tra un po’ di anni, ci ritroveremo tutti a rimpiangere questi gruppi leggendari che hanno lasciato tanti ammiratori, ma pochi degni eredi.

 

 

Yours Is No Disgrace
Tempus Fugit
I’ve Seen All Good People
Life On A Film Set
And You And I
Guitar solo
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Fly From Here
Wonderous Stories
Into The Storm
Heart Of The Sunrise
Starship Trooper
————————————-

Roundabout

 

Notizie dal mondo #15

Buongiorno,
questa è la Voce del Fato che vi dà il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, l’unico webgiornale sovversivo che non è temuto dai potenti, perchè sanno che pubblica solo cazzate.
Passiamo alla rassegna principale.

 

L’EROE DEL GIORNO: il suo nome è Paul Noran, trentenne nordirlandese probabilmente appassionato di alchimia. Come sapete, uno dei principali obiettivi degli alchimisti (oltre alla ricerca dell’immortalità, alla cura di tutte le malattie e alla modifica delle antenne televisive in modo da non ricevere mai più Rete 4) era la trasmutazione dei metalli vili in oro. Nessuno c’è mai riuscito, ma in un attimo di illuminazione, il signor Noran ha capito che l’ingrediente segreto non era la pietra filosofale o qualche altra sostanza mistica, bensì la MERDA. La sua. Così, ha raccolto un po’ di stronzi fumanti, li ha mescolati con del fertilizzante e li ha messi nel MICROONDE. Purtroppo, forse perchè ubriaco marcio, si è addormentato lasciando il microonde acceso, che è ESPLOSO e ha INCENDIATO il palazzo (oltre a spargere una gradevole fragranza tipo Arbre Magique anale).
Per sua fortuna, il giudice ha provato pietà, e lo ha condannato solo a qualche mese di prigione.
http://www.nationalcorner.it/2011/10/irlanda-uomo-cerca-di-trasformare-le-proprie-feci-in-oro/
Rimangono i danni all’edificio, migliaia di euro. Quale materia tenterà di trasformare in oro per pagarli? Io voto per le patate.

 

CRONACA: seriamente, basta con questo sciocco pregiudizio che i meridionali truffano lo Stato: qui abbiamo a che fare con un evidente sopruso del Sistema ai danni di un povero cittadino. Nella fattispecie, un’impiegata 45enne di Agrigento, che si è vista recapitare una multa per divieto di sosta pari a circa 100 euro risalente al 2008. Il problema è che il software usato per il calcolo delle contravvenzioni ha simpaticamente saltato uno zero: la nostra signora si è trovata di fronte a una multa del 208 AVANTI CRISTO. Ovviamente con gli interessi accumulati per 2216 anni, per un totale di oltre 30.000 euro di multa.
http://www.libero-news.it/news/854767/In-sosta-vietata-dal-208-aC-Multa-da-pazzi-in-Sicilia.html
La signora leggendo il foglio ha avuto un malore ed è stata ricoverata in ospedale. Con ogni probabilità, mentre era priva di conoscenza, avrà sognato di fuggire in Panda inseguita dall’esercito di Scipione l’Africano.

 

ESTERI: spesso, uno degli ostacoli principali a una sana vita di coppia sono gli hobby e le passioni personali: c’è chi passa le giornate davanti alla tv invece di dedicare tempo al coniuge, oppure chi spende un sacco di soldi in vestiti o oggetti vari invece che pagare le bollette. La passione dell’inglese Ricky LaTouche, in particolare, è la saga di Guerre Stellari, di cui possedeva una vasta collezione di giocattoli, action figure e cose simili. Dico “possedeva”, perchè la moglie, durante l’ennesimo litigio (probabilmente considerandola solo un ammasso di stupidaggini infantili) gliel’ha DISTRUTTA. Lui, nonostante il dolore, ha dato una grande prova di maturità e autocontrollo: ha SOFFOCATO la moglie con un cuscino.
http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_03/dipasqua-condannato-star-wars_ae3700d4-0616-11e1-a74a-dac8530a33df.shtml
A differenza dell’alchimista irlandese in apertura, stavolta il giudice non si è fatto impietosire e ha condannato il collezionista all’ergastolo. Immagino già una processione dei nerd di tutto il mondo per chiedere la grazia, con tanto di cartelli in klingon (le rivalità tra le singole saghe si superano in questi casi) e altarini fatti di action figure ancora intonse.

 

ESTERI#2: avete presente i luoghi comuni sui bizzarri passatempi “fisici” dei pastori sardi con le pecore? Sicuramente loro, se colti in flagrante, non avrebbero la fantasia e la prontezza di questo ventottenne dello Zimbabwe: scoperto dalla polizia mentre si inchiappettava allegramente un ASINO, si è mostrato sorpreso e ha affermato che in realtà stava facendo sesso con una prostituta adescata in un night club, che all’improvviso, “non so come”, si era trasformata in un asino.
Probabilmente aveva appena finito di guardare una lezione di Trasfigurazione a Hogwarts…
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/sesso-asino-prostituta-zimbabwe-animali-997026/
Io un po’ lo stimo: dire “ero ubriaco come una merda” sarebbe stato banale, l’inventiva andrebbe premiata! I gusti sessuali un po’ meno.

 

CULTURA: mi rendo conto che qualsiasi notizia riguardante Gheddafi, due settimane dopo la sua morte, ha inesorabilmente perso attualità; ma voglio comunque ricordare in questa sede un uomo che non è stato solo uno spregevole tiranno (o grande statista, a seconda che siate o meno Presidenti del Consiglio), ma anche una persona di notevole cultura, nonchè esperto linguista. In una sua memorabile lezione all’università della Sapienza di Roma (dove era presente in qualità di dotto accademico, mica perchè sennò ci tagliava il gas, malelingue che non siete altro), affermò che “democrazia è una parola araba che è stata letta in latino. Demos in arabo vuol dire popolo e crazi vuol dire sedia. Cioè il popolo si vuole sedere sulle sedie”. Soprattutto sui mezzi pubblici nell’ora di punta. E’ ragionevole quindi supporre che la plutocrazia sia il cane di Topolino che dorme acciambellato sulla poltrona, e che “autocrazia” sia il termine con cui di solito ci si riferisce agli interni delle Maserati.
http://www.youtube.com/watch?v=6UuED61jEis
Povera Grecia, non gliene va bene una.

 

SPETTACOLI: so che state facendo il possibile per non pensarci, e credetemi, è una cosa ammirevole; ma purtroppo per voi, qualche giorno fa è iniziata la DODICESIMA edizione del Grande Fratello, il reality show più vecchio della televisione italiana, e quindi il più colpevole. Ma se vi aspettate la solita ammucchiata di oche rifatte e tamarri palestrati come concorrenti, potreste rimanere sorpresi: il GF 12 stavolta annovera anche intellettuali. Come Floriana Messina, ventenne napoletana. Lo so, l’aspetto non è proprio quello del topo da biblioteca, ma vi ricordo che non si giudica la gente dalle apparenze: Floriana infatti sostiene di “aver puntato tutto su intelligenza e cultura, è la mia carta vincente”. E l’ha dimostrato subito: in una discussione con gli altri concorrenti, ha affermato: “Socrate e Platone sono la stessa persona. Socrate non è esistito. Non so chi tra i due ma uno dei due non è esistito… insomma, è uno pseudonimo”. La frase ha scatenato l’ilarità di tutta la Casa, e mai come stavolta ogni altro commento è stato superfluo.
http://www.italiah24.it/intrattenimento/tv/grande-fratello-12-tv/73635/gf-12-floriana-messina-%E2%80%9Cplatone-e-socrate-sono-la-stessa-persona%E2%80%9D.html
Anzi, un’altra cosa la direi. L’aspetto fisico c’è, la cultura pure: abbiamo il volto del prossimo Ministro dell’Istruzione.
(divertente comunque il fatto che l’articolo citi le lezioni peripatetiche… dato il personaggio in questione, come minimo avrebbe risposto “patetico sarai tu e sorreta!”.)

 

MUSICA: per concludere, vorrei dedicare un po’ di spazio ad alcuni grandi brani della musica mondiale reinterpretati con strumenti, diciamo così, “atipici”… perchè l’arte non ha confini, e la creatività degli squilibrati nemmeno!

Per Elisa di Beethoven per SCANNER!
http://www.youtube.com/watch?v=kj7-Bev6HuY&feature=related

God Save The Queen con il MOTORE DI UNA RENAULT F1!
http://www.youtube.com/watch?v=MGEqlNU30Tg

Toccata e Fuga in Re minore di Bach con 4 FLOPPY DISC!
http://www.youtube.com/watch?v=dmoDLyiQYKw&feature=related

La Cavalcata delle Valchirie per VUVUZELA!
http://www.youtube.com/watch?v=HsMbeGKi18Y&feature=related

E per finire, la Marcia Imperiale di Guerre Stellari con le SCORREGGE DELLE MANI!
http://www.youtube.com/watch?v=G2aIjPJtsv4&feature=related
(e un applauso al commento “Man, your masturbation skills must be awesome!”)

 

Anche per oggi è tutto. La Voce del Fato vi ringrazia per la lettura e vi dà appuntamento alla prossima puntata.