Archive for agosto 2011

«Razzista io? Parla lei che è negro!»

 

(Breve campionario di frasi razziste scritte o pronunciate da ministri, parlamentari e politici di rilievo della Lega Nord. Così, giusto per riflettere su chi governa il nostro paese e le nostre città)

 

 

“L’Ulivo ha cessato di imbastardire il nostro sangue infettandolo con quello degli extracomunitari!” (Mario Borghezio, europarlamentare)

 

“Dare il voto agli extracomunitari? Un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi!” (Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa)

 

“E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?” (Roberto Calderoli)

 

“Molte idee di Breivik sono buone, alcune ottime. E’ per colpa dell’invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza.” (Mario Borghezio)

 

“Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto.” (Piergiorgio Stiffoni, senatore)

 

“I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka” (Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso)

 

“Gli immigrati sono animali da tenere in un ghetto chiuso con la sbarra e lasciare che si ammazzino tra loro.” (Pierantonio Fanton, consigliere comunale di Treviso)

 

“Bisogna usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino.” (Giorgio Bettio, consigliere comunale di Treviso)

 

“Ci vorrebbero vagoni della metropolitana solo per extracomunitari, ci sarebbe più sicurezza.” (Raffaella Piccinni, candidata alle elezioni provinciali a Milano)

 

“Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea.” (Roberto Calderoli)

 

“Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda, detto con il massimo rispetto per gli imam, con tutte queste palandrane del cazzo!” (Mario Borghezio)

 

“Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono aprire le moschee e i centri islamici! E qui ci sono anche le gerarchie ecclesiastiche, che dicono “lasciate anche loro pregare”… No! Vanno a pregare nei deserti!” (Giancarlo Gentilini)

 

“La Prefettura di Pordenone sta cercando spazi per ospitare immigrati libici sul territorio in strutture private, ma noi non vogliamo questa gente: si costruiscano dei campi lavoro in Aspromonte, da noi i libici non devono arrivare.” (Danilo Narduzzi, capogruppo Lega Nord nel Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)

 

“A fermare i profughi africani ci riescono pure in Spagna, in Grecia, in Croazia, dovremmo riuscire anche noi, usando il mitra.” (Daniele Stival, assessore ai flussi migratori della Regione Veneto)

 

“Gli enti locali smettano di finanziare corse a cui partecipano solo atleti africani o comunque extracomunitari in mutande.” (Pietro Giovannoni, consigliere provinciale di Padova)

 

“Ci vuole una guardia civile contro i negri, bisogna semplificare le procedure per il porto d’armi perchè la gente possa difendersi”. (Erminio Boso, senatore)

 

“Noi siamo la Padania bianca e cristiana, siamo longobardi e non merdacce levantine e mediterranee!” (Mario Borghezio)

 

“Io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini! Voglio la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro Paese! Voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, degli zingari! Voglio eliminare tutti i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani!” (Giancarlo Gentilini)

 

“I rom mi fanno vomitare, li prenderei a calci quando fingono di essere storpi.” (Vittorio Aliprandi, consigliere comunale di Padova)

 

“I topi sono più facili da debellare degli zingari.” (Matteo Salvini, europarlamentare)

 

“Se un extraterrestre venisse a trovarmi e mi chiedesse chi sono i rumeni, non avrei difficoltà a dirgli che sono un popolo di stupratori.” (Piergiorgio Stiffoni)

 

“Vedo Gad Lerner e capisco Hitler.” (Cesare Rizzi, deputato)

 

“Gli immigrati si sono pronunciati contro la libertà del Nord e hanno scelto dei pezzi di merda. Il dramma del Nord è che si è consegnato a insegnanti meridionali, a magistrati meridionali.” (Umberto Bossi, segretario Lega Nord e Ministro delle Riforme Istituzionali)

 

“Questa parte del paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud.” (Mario Borghezio)

 

“Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo.” (Mario Borghezio)

 

(riferendosi alla vittoria della nazionale di calcio italiana contro la Francia ai Mondiali del 2006): “Vittoria della nostra identità: una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici, comunisti.” (Roberto Calderoli)

 

“Nei prossimi dieci anni vogliono portare in Padania 13 o 15 milioni di immigrati, per tenere nella colonia romano-congolese questa maledetta razza padana, razza pura, razza eletta.” (Umberto Bossi)

 

“L’universalismo antirazziale che vuole tutti uguali, dalla scimmia ad Einstein, è un’ideologia arrabbiata che non porterà mai da nessuna parte.” (Gianfranco Miglio, senatore e ideologo)

 

 

Frasario 2011 – terzo capitolo

 

 

Satana!
L’intervento precedente era lungo, complesso, pesante e non faceva ridere. Per ritornare al livello culturale medio di questo blog, cosa può esserci meglio di un nuovo insensibile, immorale e illegale capitolo del FRASARIO®?
Questa volta ho aggiunto una gradevole sorpresa: oltre alle consuete frasi taglienti e talvolta senza senso, ho inserito anche una conversazione integrale avvenuta su Facebook, un insieme di commenti talmente pregno di perle che, a tagliarlo, mi sarei sentito come un talebano che fa esplodere un Buddha vecchio di migliaia di anni perchè è FORBIDDEN.
Quindi leggete e godetene tutti, perdìo!

 

Cartello in aula studio in Bicocca: “Si pregano gli studenti e il personale docente di non lasciare incustoditi gli oggetti personali. (aggiunta in penna) Le valigie incustodite verranno fatte BRILLARE.”

Dario (dopo un allenamento di kendo particolarmente duro): “Ora so come si sente il pc quando l’hardware non funziona!”

(scendendo in motorino da Civiglio)
Folk: “Pensa se adesso parte il diluvio!”
Dario: “Costruirei una scala mobile per il Paradiso e la caricherei di MACELLAI!”

(Io e Andrea cerchiamo un posto per pranzare nella piazzetta davanti alla Billa, in Bicocca)
Io: “I posti all’ombra sono tutti occupati, tanto vale rimanere qui: sole per sole…”
Andrea “SOLE AL QUADRATO!”

Elena: “Si sa già chi ha vinto le elezioni per il sindaco?”
Io: “Ancora no, ci sono molte sezioni da scrutare.”
Elena: “‘Sezioni da scrutare’… sembra la frase di un film PORNO!”

Io (parlando del manga “Detroit Metal City”): “Ho letto il primo numero, ma era troppo idiota per i miei gusti. A confronto, un manga ambientato a Napoli dove si vede solo gente vestita da Pulcinella, che fa a gara a chi suona meglio il mandolino, verrebbe considerato un documentario di National Geographic.”

(Biblioteca della Bicocca, Ale sta cercando un libro per un esame)
Io: “L’hai trovato?”
Ale: “No… PISAPIA ruba i libri!”

Dario: “Sappi che io sono andato a dormire alle 3 e un quarto; stamattina alle sette e mezza ero in piedi, ho studiato e tagliato il prato… quindi penso che anche tu possa farlo, no?”
Folk: “Ma certo che posso. Posso anche essere rapito da tre energumenti pelati e venire deportato per poi svegliarmi come schiavo sessuale di chissà quale Negus d’Africa. Questo non significa che io lo voglia.”

Folk (all’ufficio della commissione medica patenti): “La Lola ha definito questo ufficio ‘un portale per il Bronx’. In effetti volendo formare una ciurma pirata penso che, invece che cercare nelle taverne, oggi basti passare qui.”

Io (il giorno dei ballottaggi): “Hai visto a Napoli? De Magistris è avanti del 65%!”
Luca: ” Pazzesco… sembra il possesso palla del Barcellona!”

Giornalista: “Berlusconi ha detto: i milanesi devono affidarsi al buon Dio.”
Luca: “QUALE??”

Giammaria: “Bersani che festeggia per la vittoria è come il marito cornuto che gioisce per il matrimonio della sua fidanzata con l’amante.”

Lola: “Tu staresti benissimo con i capelli mossi!”
Elena: “E’ vero, ma non stanno mossi, tornano subito lisci! Ci hanno provato tanti parrucchieri ma non è riuscito nessuno.”
Io: “Quindi hai stabilito che, chi ci riuscirà, diventerà re d’Inghilterra?”

(al 35)
Folk: “Ma dov’è Dario?”
Lola: “E’ seduto qui! Non lo riconosci perchè lo vedi dal DAVANTI!”

Grim (osservando il tramonto da casa Folk): “Quanto darei per avere una casa con questa vista… forse Folk la cederebbe in cambio dell’ADSL!”

Andre: “Conoscete il nuovo sballo dei giovani, l’eye-balling?”
Io: “iBALLING? E’ un prodotto della APPLE?”

Andre (rivolto a me): “Ma scusami, con tutte le volte che hai già fatto l’esame di Fondamenti, Paulesu dovrebbe venire da te e dirti: ‘Ok Andrea, mi arrendo, hai vinto tu, non ho più domande da mettere negli esami, le hai viste TUTTE, perchè ancora non lo passi????’!”

Dario (parlando di un locale): “Sapete che SU SI può restare anche fuori?”
Folk e Lola: “… e chi cazzo è SUSY??”

Io: “Certo che ce ne vuole di fantasia per chiamare un tipo di cellule gangliari “non M – non P”… è un po’ come dire che la maglia del Milan è a strisce verticali rosse e NON ROSSE!”

(ripassando prima di Fondamenti)
Claudio: “Una lesione all’ipotalamo è sempre letale? Perchè nel tronco encefalico sì…”
Io: “Sì, con una lesione al tronco encefalico muori, è anche la sede dei cinque sensi…”
Claudio: “Ma quindi, quando nei Cavalieri dello Zodiaco il cavaliere della Vergine lancia il colpo che toglie i cinque sensi, in realtà distrugge i nuclei dei nervi cranici??”

Elena (toccando la mia barba, che è in parte bianca): “Barba bianca, mente saggia!”
Io: “Ma che proverbio è??”
Elena: “Non lo so, invento cose a caso!”

Padre: “I tuoi programmi del pomeriggio?”
Io: “Dovrò studiare come un cinese a cui viene fatto credere che, se studia, potrà avere più di un figlio!”

Io: “Sai che una volta ho interagito con una prostituta?”
Elena: “AH! E cos’hai fatto?”
Io: “Niente, lei mi ha chiesto l’ora e io gliel’ho detta.”
Elena: “Oooh! Sei proprio un ragazzo del GHETTO!”

Elena (guardando Grease): “Certo che fanno ridere i ragazzi degli anni ’50, così duri, ribelli, trasgressivi, che si ritrovano la sera in GELATERIA!”

Folk (sms alla Andy): “L’ho montato. Vengo.” (si riferiva al nuovo MONITOR, ndA)

Folk (descrivendo un amico): “E’ composto per il 30% da brufoli e per il 70% da LIBIDINE!”

(Dario, seduto su una poltrona, disegna cuori col dito sul bracciolo)
Botta: “Perchè stai disegnando dei cuori?”
Dario (con la faccia da Dario): “… perchè sono FROCIO!”

 

LA CONVERSAZIONE ILLUMINATA

(tutto parte da questa foto, che Folk commenta: “No Dario, non siamo a Miami. E no, non sono più gli anni ’80…”)

Kia: “Dove hai lasciato la roBBa?”
Folk: “È tutta nel bagagliaio della mia Camaro viola.”
Kia: “Vediamoci domani alla spiaggia, non farmi saltare la copertura…”
Marta: “Ragazzi, ho avuto una soffiata dagli sbirri, la spiaggia non è più sicura. Hanno preso Johnny il corto e ha cantato.”
Folk: “Sarà stato quell’infame di Jeff Miccia corta. L’ho sempre pensato che fosse frustrato e potenzialmente problematico.”
Marta: “Dobbiamo trovarlo e rifargli il cappotto.”
Kia: “Chiedi a quel brutto muso giallo di Jack, lui sa di cosa stiamo parlando.”
Folk: “Con Jack parlateci voi, che io sto ancora cagando a getto per i suoi “wan ton flitti”.”
Marta: “Ho sentito dire che domani verso ora di pranzo deve vedersi con Mackie. Chiedo a lui di occuparsene.”
Kia: “Un paio di pallottole dovrebbero convincerlo.”
Folk: “Domani alle 14:00 assieme al solito riso defecherà piombo.”
Marta: “Non arriverà nemmeno a toccarlo quel cazzo di riso. Mackie Mac è letale con la sua sputapiombo.”
Folk: “Sa bene che i sei figli della Signora 44 sono velocissimi e riusciranno a raggiungerlo ovunque.”
Marta: “Farà meglio a cantare e dire dove si è nascosto quel cane infido di Jeff.”
Folk: “Ok cuties, it’s time to kick ass and chew bubblegum. And i’m all outta gum.”
Davide Tyr: “Forza Dario, costruiamoci un flusso canalizzatore, anche su un trattore, non mi interessa, e andiamo negli anni ’80 a Miami…”
Folk: “Esatto! E poi vuoi mettere? La Delorean sarà anche figa, ma il TRATTORE…”
Marta: “Dario, se mi tiri un trattore a 80 miglia orarie, ti faccio una statua di carcasse di NUTRIA.”
Folk: “La tua proposta mi fa desiderare con FEROCIA di riuscire nel mio intento. Scommetto che in discesa, con una bella spinta di Davide Týr Arrighi, il trattore mi piglia pure le 90.”
Marta: “Sapevo di fornirti una buona spinta motivazionale con le carcasse di nutria. Però povere nutrie!
Folk: “Le nutrie in Camargue se le magnano pure. Adesso mi hai messo in mente di voler assaggiare una nutria. Un attimo fa invece avevo in mente Duke Nukem che, offrendo dollari a una spogliarellista, le sussura “You wanna dance? Shake it baby…”
Ho fatto un salto di qualità.”
Marta: “Le nutrie sono sempre un salto di qualità. Sono carine pelosine, hanno un sacco di baffi e sostanzialmente sono dei toponi enormi, anche se tecnicamente son castori con la coda fatta a dildo.”
Folk: “Il “mi piace” è tutto per la descrizione della coda delle nutrie.”
Marta: “Immaginavo, è la descrizione congiunta della mia visione idilliaca delle nutrie con quella della Kia che le schifa, appunto, per la coda. comunque mi sento in dovere di dirti che oggi ho finito la collezione dei ratti di pelouches dell’Ikea, che ho denominato Morte, Carestia, Pestilenza, Guerra, Arcangelo Gabriele, e Remy-martino.”
Folk: “Alla Kia non piace il fatto che le code di nutria siano fatte a dildo? Perchè forse le piace il fatto che quelle di castoro somiglino a una grossa lingua nera che sporge dai loro pelosi culi? È discriminazione. (L’Ikea aveva dei ratti pelouches? È proprio il Paese delle Meraviglie!)
Marta: “Non credo apprezzi nemmeno la loro, ma bisogna indagare. Io cuoro indiscriminatamente sia nutrie che castori, se ti consola <3”
Folk: “Comunque è meglio che mi fermiate qui. Dall’inizio del discorso ho fatto, in ordine: un’allusione al membro virile, parlato di merda liquida, di espulsione di piombo per via rettale, di assenza di cicche compensata da calci in culo, evocato immagini di spogliarelliste, apprezzato trattori, carcasse di nutria e ratti peluches, nominato lingue nere che sporgono da pelosi culi. Ma io, signori, potrò mai fare un discorso che sia udibile da un under 18??? (e meno male che mi sono trattenuto, dato che stavo pure per peggiorare la situazione dicendo FOTTUTO under 18)”
Marta: “Ma caro, ma perchè E’ BELLO COSI’. Il mondo è bello perchè è Dario.”
Folk: “Oh, carissima, ma così mi lusinghi! Adesso mi converrà andare a dormire e, dopo tutto questo discorso, sperare di non sognare strani incidenti con la coda di una nutria. Goodnight Moon!”

(il giorno dopo)

Io: “Questa conversazione andrebbe inserita integralmente nel frasario, ma diventerebbe più carico di un 486 su cui si cerca di far girare con le cattive Fallout 3. Temo che sarò costretto a tagliare come il miglior Tremonti.

(… e invece no XD)

Ama il prossimo tuo… se è bianco e cristiano

(premessa: scrivere questo post avrebbe avuto senso un paio di settimane fa, quando i fatti trattati erano ancora d’attualità; ormai sull’argomento si è detto e scritto tutto il possibile. Ma nei giorni precedenti mi era materialmente impossibile accedere al blog; e in fondo, mi sono sempre tendenzialmente fregato di trattare le notizie quando erano fresche. Tanto, visto il numero non certo impressionante di lettori che posso vantare, direi che è anche uno scrupolo inutile.)

Norvegia, 22 luglio 2011. Nel centro di Oslo un’autobomba esplode nelle vicinanze della sede del governo norvegese; poche ore più tardi, un uomo armato vestito da poliziotto scatena una sparatoria in un campo estivo organizzato dal Partito Laburista, uccidendo decine di giovani. Il duplice attentato inizialmente viene attribuito, più per forza dell’abitudine che per evidenza di prove, a qualche organizzazione terroristica di stampo islamico/jihadista; solo in seguito si scopre che il colpevole, reo confesso, è un cittadino norvegese, fondamentalista cristiano, che si autodefinisce anti-musulmano e anti-comunista, vicino alle posizioni politiche dell’ultradestra europea e autore di un lunghissimo memoriale, in cui si proclama “salvatore del Cristianesimo” e auspica una nuova crociata per liberare l’Europa da islamici e altri nemici di Dio.
Questa introduzione, a dire il vero piuttosto pleonastica (chiunque non abbia vissuto sulla Luna nelle ultime settimane sa già tutto quanto senza che ci sia bisogno dei miei riassunti), serve più che altro per delineare il contesto in cui, nei giorni successivi, tutti i principali mezzi di informazione hanno commentato la vicenda. Al di là dell’ovvia condanna alla violenza in tutte le sue forme, la maggior parte degli articoli ha insistito nel considerare quello di Anders Breivik come un gesto isolato, slegato da qualunque movimento organizzato o disegno cospiratorio, frutto più che altro della pazzia di un individuo sociopatico, che odia la società in cui vive al punto da sfogare la propria rabbia sul primo bersaglio che gli capiti a portata di mitra. Se sia giusto o meno eliminare ogni componente di integralismo religioso da un attentato compiuto da un fanatico cristiano, quando è la prima cosa a cui chiunque pensa se il colpevole è un musulmano, non è il senso del mio discorso; voglio invece concentrarmi sulle parole usate da un giornalista in particolare, Magdi Allam.
Per chi non lo sapesse, Allam è nato in Egitto da una famiglia musulmana, ma ha ricevuto un’istruzione cattolica, ha imparato l’italiano quand’era ancora adolescente e ha frequentato l’università in Italia, dove si è trasferito stabilmente ed è diventato un giornalista di grande fama. Musulmano laico, ha sempre condannato ogni forma di fondamentalismo religioso, e le sue dure critiche nei confronti del terrorismo islamico gli hanno fatto subire una condanna a morte: da anni vive sotto scorta per garantire la propria incolumità. In età avanzata, si è convertito al Cattolicesimo, facendosi battezzare dal Papa a S. Pietro e cambiando nome in “Magdi Cristiano Allam”, ed è entrato in politica fondando un partito nell’orbita dell’UDC.
Recentemente le sue posizioni nei confronti dell’Islam si sono fatte sempre più ostili (come dimostra quest’articolo riferito alla volontà della nuova giunta comunale di costruire una moschea a Milano), e il suo commento sulle stragi in Norvegia, a mio parere, è lo specchio della sua attuale visione politica:

http://www.ilgiornale.it/esteri/la_strage_norvegia_il_razzismo_e_laltra_faccia_del_multiculturalismo/24-07-2011/articolo-id=536636-page=0-comments=1

Analizziamolo, quest’articolo. Allam naturalmente condanna con vigore l’attentato, poichè nessun’idea politica o religiosa può giustificare un simile massacro di persone innocenti; tuttavia non manca di scagliare la solita, inopportuna frecciata agli ex-confratelli musulmani: “Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci sentivamo come rincuorati, probabilmente perché condividiamo la consapevolezza che questo genere di odiosi crimini contro l’umanità appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sottomissione ad Allah e la devozione a Maometto.”  Non fa mistero del proprio sconvolgimento nell’apprendere che il colpevole, stavolta, è uno dei “buoni” e non il solito tagliagole con kefiah e turbante, ma ha già pronta la soluzione dialettica per uscire dall’imbarazzo:  “La differenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infedeli» sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristiani che uccidono per qualsivoglia ragione lo fanno in flagrante contrasto con ciò che è scritto nei Vangeli.”  Capita l’antifona? Un simile crimine può essere compiuto da un cristiano come da un musulmano, ma nel primo caso la religione non ha colpe, dato che il messaggio di pace e amore fraterno non può essere frainteso; nel secondo caso l’assassino è quasi un credente-modello, dato che non fa altro che adeguarsi a un credo naturalmente intriso di odio e volontà di distruggere e sottomettere con la forza tutti coloro che non aderiscono a quello stesso credo. Bell’esempio di apertura mentale e parità di giudizio, detto da uno che dovrebbe conoscere l’Islam meglio di tanti europei.
Già così l’articolo potrebbe essere rapidamente archiviato alla voce “stupidaggini”, ma il meglio deve ancora venire. Convinto di aver segnato un altro punto a favore della tesi “Cristianesimo = bene; Islam = male”, il nostro Magdi Cristiano passa ad analizzare la causa sociale che a suo avviso ha condotto a questo episodio: il razzismo, che nella complessa società occidentale, altro non è che il rovescio della medaglia del multiculturalismo. Ma come, direte voi? Se il multiculturalismo si basa sul concetto che tutte le etnie e religioni possono coesistere con pari diritti e dignità, cosa c’entra con il razzismo, che sostiene apertamente che determinati popoli sono inferiori ad altri? Ecco la spiegazione:  “Razzismo e multiculturalismo commettono l’errore di sovrapporre la dimensione della religione o delle idee con la dimensione della persona. L’ideologia del razzismo si fonda sulla tesi che dalla condanna della religione o delle idee altrui si debba procedere alla condanna di tutti coloro che a vario titolo fanno riferimento a quella religione o a quelle idee. Viceversa l’ideologia del multiculturalismo è la trasposizione in ambito sociale del relativismo che si fonda sulla tesi che per amare il prossimo si debba sposare la sua religione o le sue idee, mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, culture, valori, immaginando che la civile convivenza possa realizzarsi senza un comune collante valoriale e identitario.”  Il discorso è complesso, approfondiamolo a dovere. Secondo l’ottimo M.C., razzismo e multiculturalismo si basano entrambi sulla prepotenza: il razzismo, considerando una determinata cultura inferiore ad un’altra, ne promuove la negazione e la sottomissione; il multiculturalismo invece, sostenendo l’uguaglianza forzata di tutti i popoli, ne impone la coesistenza anche quando non c’è il substrato culturale e sociale comune per farla funzionare. Il messaggio tra le righe, insomma, è che razzismo e multiculturalismo sono due estremi complementari, apparentemente opposti ma in realtà entrambi costruiti sul presupposto che idee e valori assoluti abbiano la precedenza sugli individui e sul contesto in cui vivono. In sostanza, è come dire che religione e tossicodipendenza sono due facce della stessa medaglia, perchè (anche se in modi diversi) possono portare una persona a commettere gesti deprecabili, ma sempre con l’intenzione di alleviare le sofferenze della sua esistenza.
Tutto chiaro? Sì, ma c’è qualcosa che ancora non torna: se l’obiettivo predicato dal razzismo è un atto di violenza, per cui una popolazione superiore domina o addirittura elimina quelle inferiori, e l’obiettivo del multiculturalismo è invece una situazione di convivenza pacifica indipendentemente da credo e provenienza geografica, com’è possibile che l’uno sia l’altra faccia dell’altro? Semplice, perchè il multiculturalismo sostiene che  “l’accoglienza degli immigrati e più in generale il rapporto con il mondo della globalizzazione debbano portare a un cambiamento radicale della nostra civiltà, fino a vergognarci delle nostre radici giudaico- cristiane, a negare i valori non negoziabili, a tradire la nostra identità cristiana, ad anteporre l’amore per il prossimo alla salvaguardia dei legittimi interessi nazionali della popolazione autoctona, al punto da elargire a piene mani agli stranieri diritti e libertà senza chiedere loro l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.”  Eccolo l’atto di violenza! Magdi Cristiano svela le carte in tavola, condensando in poche righe il peggio dell’ideologia xenofoba che tanto sta prendendo piede in Europa: esaltazione nazionalista della propria cultura mascherata da elogio al Bene, timori paranoici degli immigrati-invasori, territorialismo leghista stile “padroni a casa propria” e attenzione ai bisogni e ai diritti dei cittadini (mettendo ovviamente in secondo piano quelli degli stranieri), condito con il consueto stantio messaggio che l’Europa non ha senso di esistere senza Cristianesimo, e con il richiamo al rispetto delle leggi che sottintende che siano solo gli immigrati a violarle.
In questo contesto, la strage norvegese diventa la degenerazione estrema di un sentimento sotto sotto legittimo e condivisibile, e Breivik rappresenta l’esponente più violento e irragionevole di coloro che  “hanno la sensazione di non risiedere più a casa loro, che presto si ridurranno a essere minoranza e forse a esserne allontanati.”  Ferma restando la condanna alla violenza, la soluzione per evitare il ripetersi di casi simili è una sola:  “Se vogliamo sconfiggere questo razzismo dobbiamo porre fine al multiculturalismo.”

Ricapitoliamo. Un egiziano emigrato in Italia che si spaccia per protettore della libertà di culto contro il terrorismo, il razzismo e il fanatismo religioso, scrive che, se un fondamentalista cristiano fa una strage, la colpa non è dell’ideologia razzista che lo ha traviato, ma degli immigrati che lo hanno portato a superare il limite di sopportazione; che il rimedio migliore per evitare altre stragi non è insegnare alla popolazione il rispetto per chi arriva da un altro paese e adora un altro dio, ma è obbligare questa gente a starsene a casa propria; che agli immigrati non basta rispettare le leggi del paese che li accoglie – e che neanche i locali si curano di rispettare – per vedersi concedere gli stessi diritti, ma devono anche stare attenti a non calpestare “i legittimi interessi nazionali”, altrimenti è giusto che vengano respinti.
Concetti come questi sarebbero già gravi se espressi da un Borghezio qualsiasi, ma diventano inaccettabili e raccapriccianti nel caso di un musulmano africano convertito. Magdi Cristiano Allam non è emigrato in Italia per salvarsi la pelle, ma per arricchire la propria cultura; non ha mai conosciuto i dolori e le difficoltà di chi arriva da paesi disagiati, spesso dopo viaggi massacranti, non ha mai svolto i lavori umili e sottopagati che gli italiani stessi guardano con disprezzo, non si è mai trovato costretto a convivere con l’ostilità degli abitanti e delle istituzioni; eppure sputa nel piatto in cui ha mangiato per decenni e mangia tuttora, rimproverando alle persone più sfortunate di lui la colpa di venire da paesi come il suo, non importa se sono cittadini migliori di tanti autoctoni. E come se non bastasse, pur atteggiandosi da nemico del fanatismo religioso, si comporta da fanatico della peggior specie, sempre pronto a chiudere un occhio davanti agli errori della “sua” religione e a contestare all’”altra” persino le colpe non le appartengono. Non è il multiculturalismo a costituire un ostacolo per lo sviluppo della società civile, ma sono Magdi Cristiano e tutti quelli della sua risma, ipocriti parolai che, per interesse personale o per genuino disprezzo per l’altro, gonfiano le paure della gente e alimentano il clima di odio; lo stesso odio che porta una persona apparentemente normale, un pomeriggio di luglio, a sparare su dei ragazzi indifesi.