Archive for Maggio 2011

Notizie Dal Mondo #13

Buongiorno,
questa è la Voce del Fato che vi dà il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, il webgiornale che Marco Travaglio ha definito “encomiabile”, confondendosi con un’altra cosa. Si ricorda che domani ci sono i ballotaggi per decidere se consegnare o no alcune grandi città italiane al Comunismo, ma soprattutto stasera c’è Al-Hilal – Al-Faysaly, partita clou del campionato di calcio arabo.
Passiamo alla rassegna principale.

L’EROE DEL GIORNO – SPECIALE ELEZIONI 2011: ora, è pur vero che a questo webgiornale delle notizie di attualità importanti frega generalmente poco; ma c’è un limite a tutto. Chiunque abbia anche solo sfogliato distrattamente un quotidiano italiano nelle ultime tre settimane, sa qual è la situazione della campagna elettorale per le amministrative, specie a Milano.
Brevissimo riassunto: per assicurarsi la vittoria in modo pulito e leale, il candidato uscente Letizia Moratti e tutto l’entourage del Pdl hanno avuto la brillante idea di accusare Giuliano Pisapia, candidato del – scusate la parola – Partito Democratico, di qualsiasi cosa venisse loro in mente, non importa se credibile o meno. Ecco quindi che Pisapia, per settimane, viene accusato in diretta televisiva di aver partecipato da giovane al furto di un furgone usato per pestare un tizio, viene dipinto come amico dei centri sociali, dei brigatisti e degli estremisti islamici, si prevede che Milano sotto di lui diventerà “Stalingrado” o “Zingaropoli”, si accusa chi lo ha votato di “aver lasciato a casa il cervello”. Il risultato? Non solo Pisapia vince al primo turno e trascina la Moratti al ballottaggio, quando nessuno avrebbe puntato un kopeko su di lui; ma su Internet scoppia la moda di prendere per il culo la strategia del centrodestra trasformando Pisapia in un’icona mediatica: in poco tempo nascono siti di battute su di lui, parodie video, canzoni, finti manifesti elettorali. Una simile mobilitazione sul web non si vedeva dal 2006, dai tempi dei Chuck Norris Facts. Per questo la redazione ha deciso di dedicare la pagina dell’Eroe del Giorno all’autore della calunnia più bella, la vera dimostrazione che, quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare: the winner is… MARIO BORGHEZIO!
http://www.giornalettismo.com/archives/126476/borghezio-batte-internet-al-qaeda-felice-se-vince-pisapia/
Voglio sottolineare che era serio.
Come finiranno le elezioni, lo sapremo presto… ma una cosa la sappiamo già: in Italia è IMPOSSIBILE fare satira. A qualunque livello, le prese in giro non sono mai ridicole quanto la realtà.

POLITICA: a proposito di Lega Nord: come tutti sapete, a inizio maggio Osama Bin Laden è stato ucciso in Pakistan (almeno, così affermano gli esperti, anche qui se ne sono sentite di tutti i colori), e Al Qaeda è rimasta orfana del suo leader carismatico. La Padania, stimato giornale assolutamente apartitico, ha pubblicato un articolo che parla dei nomi più gettonati per la successione: nella fattispecie si citano Saif Al-Adel, coinvolto negli attentati alle ambasciate americane in Africa nel 1998, e il ben noto Ayman Al-Zawahiri. Ovviamente nell’articolo ci sono le loro foto. Ma non vi sembra che ci sia qualcosa di strano? No, perchè quello nella foto in realtà è UMBERTO ECO.
http://www.ilfoglio.it/cerazade/1680
Questo è Al-Zawahiri, e questo è Umberto Eco. Notare i tratti del viso orrendamente contornati, che non avrebbero ingannato un bambino di 8 anni.
Io sono commosso: nemmeno Il Male, quando aveva pubblicato le finte prime pagine dell’arresto di Tognazzi come capo delle Brigate Rosse, era arrivato a tanto… e Il Male era una rivista di satira. Quelli di La Padania saranno stati seri? Non lo sapremo mai.

ESTERI: qual è stata la vostra telefonata più lunga? 3 ore? Quattro? Tsk, dilettanti. Questa tizia americana è salita su un treno, ha iniziato la chiamata ed è rimasta al telefono per SEDICI ORE. Parlando pure a voce alta. A farla smettere non è stato l’esaurimento nervoso dell’interlocutore, e nemmeno la batteria del cellulare, ma la disperazione degli altri passeggeri, che hanno chiamato il capotreno e l’hanno costretta a scendere, beccandosi peraltro insulti continui.
http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_22/parla-telefono-treno-usa-arrestata-elmar-burchia_ef538bb0-8465-11e0-8f6d-f05899f85374.shtml
Certo che è pazzesco, sfido chiunque a imitarla: anche ammesso di trovare una persona che non abbia niente di fare a parte ascoltarvi, e un cellulare con una batteria che duri così tanto (oltre al credito illimitato)… di che cazzo parlate per SEDICI ORE? Io non riuscirei a fare neanche una cosa divertente per tanto tempo!

CULTURA: secondo voi esiste il sesso in Paradiso? Secondo i musulmani sì, e le donne sono sempre vergini; secondo i cristiani, il sesso non finalizzato al concepimento è peccato, quindi il problema non si pone; secondo lo scultore Jean-Marc Laroche sì, e ha provato a rappresentare la sua idea con una serie di posizioni del Kamasutra interpretate da SCHELETRI finti, esposti al Museo dell’Erotismo di Parigi.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2011/05/09/visualizza_new.html_871931215.html
Mi piace come idea, è molto poetica. Quest’uomo decisamente farà strada… magari come autore di copertine splatter.

SCIENZE: forse non lo sapete, ma il 16 maggio è partito da Cape Canaveral lo Shuttle diretto alla Stazione Spaziale Internazionale, con a bordo anche un astronauta italiano. Ma non sono solo esseri umani a partecipare alla missione: nell’equipaggio compaiono anche alcuni microorganismi e un CALAMARO.
http://www.galileonet.it/articles/4dd280c472b7ab3abe00008d
Purtroppo il suo sarà un compito ingrato: dato che lo scopo della missione è studiare il comportamento dei microorganismi nelle condizioni ambientali dello Spazio, il calamaro verrà ucciso in modo che si possano analizzare i batteri al suo interno. Io pensavo che l’avessero portato dietro gli astronauti come merenda, ma chi sono io per mettere becco?

AMBIENTE: tra i tanti argomenti che ravvivano il dibattito politico in Italia, c’è la questione della privatizzazione dell’acqua: secondo gli oppositori un decreto simile è assurdo e liberticida, perchè l’acqua, come l’aria, è un bene essenziale per la vita. Io sono d’accordo, ma sappiate che c’è chi ha fatto di peggio: Angeles Duran, 49enne spagnola, sostiene di possedere il SOLE. Tutto regolare, con tanto di atto di proprietà firmato dal notaio. E vuole anche che le vengano pagate le tasse! Però è generosa: punta a tenere per sè solo il 10% degli introiti:
http://esteri.liquida.it/focus/2010/11/30/angeles-duran-la-donna-che-dice-di-possedere-il-sole/
E’ fortunata a vivere in Spagna: vivesse in Finlandia, avrebbe ben poche tasse da chiedere.
(comunque, a onor del vero la palma di Eroina del Giorno se la meriterebbe lei. A questo punto, mi aspetto solo che salti fuori qualcuno a sostenere di aver inventato Dio, con tanto di brevetto legalmente depositato.)

Anche per oggi è tutto. La Voce del Fato vi lascia con un misterioso messaggio subliminale, e vi dà appuntamento alla prossima puntata.

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Frasario 2011 – Secondo capitolo

Buonasera, miei prodi!
Tra una cazzata e l’altra, siamo già allegramente arrivati al momento della seconda puntata dell’immarcescibile FRASARIO! E se vi sembra passato poco tempo dalla puntata precedente, pensate che questa era pronta già da due settimane! Volevo solo far passare un minimo di tempo tra le due… Il segreto di tanta fecondità? Semplice, questo capitolo contiene il frasario integrale di TORRIGGIA! Quindi, se vi state chiedendo cosa possa aver contribuito a generare certe idiozie, la risposta è: vino. Non ricordo quante bottiglie, di sicuro un numero a due cifre. Ma perchè sto ancora scrivendo? Lasciamo parlare il degrado esistenziale!

(Padre sta mangiando un Flauto al latte, io e madre arriviamo e ne prendiamo un pezzetto a testa)
Madre: “Io sono stata parca!”
Padre: “Lui invece è stato PORCO!”

Io: “Quelli della Gialappa’s sono talmente abituati a prendere per il culo tutti, compresi quelli che lavorano nel loro programma, che secondo me nella vita di tutti i giorni sono dei menosi pazzeschi.”
Folk: “Probabilmente sì. Il fatto è che trovo che non abbiano NESSUNA abilità. Penso che il loro mestiere sia paragonabile a quello di un ciccione che si fa pagare dai passanti per chiedere loro “tira il dito” e scorreggiare frenandosi i boxer. Ammesso che tale mestiere esista… E in tal caso servirebbe almeno l’abilità di produrre aria intestinale a comando.”

(Io ed Elena siamo seduti su una panchina al parco, si avvicina un cane)
Io: “Cane, cane! Qui bello, vieni!”
(il cane mi ignora e tira dritto)
Elena: “E’ inutile, non ti caga!”
Io: “Tu però mi caghi, non come quel cane, stupido cane!”
Elena: “Per un attimo ho pensato che dicessi ‘tu mi caghi non come quel cane, virgola, o stupido cane, vocativo!'”

(Io e Roberta, fuori dall’U6, notiamo un bambino che osserva interessato dei buchi rotondi nella pavimentazione)
Roberta: “Gli piacciono I BUCHI… ha già capito tutto della vita!”

Padre: “Un mio collega siciliano mi ha detto che a Lampedusa sono disperati, anche perchè, se scoppia un’epidemia, manca l’ospedale.”
Luca: “Non c’è un ospedale IN TUTTA L’ISOLA??? E quel coglione (Silvio, ndA) va lì a promettere campi da golf?? Voglio proprio vedere se scoppia un’epidemia di LEBBRA, battono uno swing e insieme alla mazza gli parte tutto il braccio!”

(durante la mia operazione)
Io: “Purtroppo, per il pensiero comune, gli psicologi sono considerati dei ciarlatani con finti ciondoli e amuleti magici…”
Medico: “Ma voi siete così infatti!”
Io: “Non è vero!”
Medico: “Le ricordo che ho il suo PISELLO in mano… insieme a un BISTURI!”
Io: “… lei ha assolutamente ragione, qualunque cosa dica.”

Io: “Ho individuato tre cose che mi causano dolore alla cicatrice: ridere forte; respirare profondamente; sentir nominare PIO IX!”

Padre: “Doni (giocatore che mio padre detesta senza motivo, ndA) oggi può segnare, il giorno dopo il derby vinto sono generoso!”
Luca: “Sei come Don Corleone il giorno del matrimonio della figlia?”

Madre di Dario: “Ma Pidgeotto non era quello di GUERRE STELLARI?”
Dario e sorella: “Ma no, è un Pokemon!”
Madre di Dario: “E’ un PORNO???”
Dario e sorella: “UN POKEMOOOOON!”
Madre di Dario: “Ah… ma quello di Guerre Stellari non si chiamava CBO?”
Dario e sorella: “Quello è un panino del McDonald’s…”

Dario: “Il T9, al posto di ‘mignolo’, scrive ‘OHIONKO’!”

(Io ho appena informato Folk della sconfitta dell’Inter per 5-2 in Champions)
Folk: “L’Inter cosa dice? Mourinho sta già acquistando bombette da consumare in stile Rockerduck?”
Io: “Ma Mourinho non è più l’allenatore dell’Inter da un anno!”
Folk: “Ah, e chi cazzo li allena ora? Topo Gigio? Doraemon? Dodò? MAC??”
Io: “Leonardo!”
Folk: “Quello delle Tartarughe Ninja? Comunque mai sentito.”

Folk (parlando del pubblico di un concerto): “C’era una tipa che mi guardava con occhi famelici… ma probabilmente non voleva sesso ma COSTINE!”

Dario: “‘GROPELLO’ (PV) mi sembra un’onomatopea per uno scroto grattato!”

Io (notando sul parabrezza dell’auto di Dario i bollini per l’autostrada svizzera ancora del 2009): “Ma quando saremo nel 2030, e avrai il parabrezza coperto da tutti i bollini scaduti che non hai tolto, guiderai guardando la strada nell’unica fessura libera?”

Folk: “Sapete che per l’iPhone hanno inventato anche un’applicazione per confessarsi?”
Io: “E cosa ci scrivi? ‘Padre perdonami xkè ho pekkato, assolvimi plz!’?”

Andrea: “Io non compio gli anni, io LEVELLO!”

Dario: “Credo che dimenticare a casa le cuffie sia una delle cose più fastidiose per l’uomo medio moderno, insieme ad avere le emorroidi grosse come prugne ed essersi dimenticati di ricaricare la tessera di Mediaset Premium prima del derby.”

Luca: “Perchè il gatto non sa di FREGNA?? Lo bacerei di più!”

Io: “Tuo padre non è in casa?”
Elena: “Sì, è in camera, sta stuccando.”
Io: “Si sta STRUCCANDO???”

(vigilia di Torriggia)
Io: “Ho guardato le previsioni per il weekend, danno brutto tempo per domani!”
Dario: “Guarda, queste previsioni di merda vogliono incularci, ma siccome noi siamo pro, berremo finchè non crederemo di essere nel Sahara e cavalcheremo Grim scambiandolo per un cammello. Tutto questo sotto uno scrosciante diluvio.”

Dario: “Qualcuno ha un paio di pile?”
Folk: “Se vuoi ho le mie gambe per pedalare in una rudimentale dinamo!”

Io (rivolto a Dario con quest’espressione): “Sembri affetto da una trisomia a caso! Ti faccio scegliere quale cromosoma!”

Folk (osservando Cappe): “Sembri un Sim creato con il generatore casuale di vestiti!”

Io: “Quando faccio l’imitazione del bambino down, Elena ride fino alle convulsioni!”
Dario: “Fino alle COMBUSTIONI??”

Tonzo (rimproverandomi perchè non colpivo la legna abbastanza forte con l’ascia): “Più violento, cazzo!! Non è mica una DONNA!”

Folk: “Il brodo lo sposto dal davanzale, se no la notte arriva un figlio di puttana ALATO che lo butta giù!”

Folk: “Penso che i russi traggano ogni cosa dalle patate: anche il dentifricio! Che guarda caso, sa di vodka, è alcolico… ed è vodka!”

Dario (riferendosi alla preparazione del fragolino): “Se ha successo, la programmiamo anche per l’ANNO SCORSO!”

Io: “Ragazzi, ma il Milan ha vinto! Potremmo vincere lo scudetto già domenica prossima!”
Folk: “Ma sai che noi qui amiamo il calcio più o meno come gli ebrei amano le cotture al forno?”

Io (assaggiando il fragolino corretto grappa): “Ragazzi, è buonissimo! Chi ha avuto l’idea?”
Folk: “Io ovviamente! Chi vuoi che sia, che aggiunge grappa alle cose?”
Cappe: “‘Cara, il bambino è irrequieto.’ ‘Aggiungi GRAPPA al latte in polvere!'”

(Tonzo ha appena confessato di detestare le uova di pesce e la pasta fredda)
Folk: “E se la donna dei tuoi sogni ti invita a una cenetta romantica, in riva al lago, in una tiepida notte d’estate, a base di pasta fredda e uova di lompo?”
Tonzo: “… passo direttamente alla BANANA!”

Folk (osservando il tavolo illuminato solo da una fila di lumini): “Sembra una messa nera!”
Io: “Potremmo evocare Chtulhu!”
Folk: “E una volta che l’abbiamo evocato?”
Io: “Eh… gli facciamo pulire la cucina!”

Tonzo (che ha spento uno dei lumini ridendo): “Noo, l’ho spento col riso!… non quello dei CINESI però!”

Folk: “Ragazzi, io non sono uno da eufemismi: se dico a una ragazza ‘Voglio dormire con te’, è proprio perchè voglio veramente dormire insieme a lei. Altrimenti le direi ‘Voglio SPANARTI come una VITE!'”

Folk: “‘Zum’ è un’opea… un’omotop… onop… PONOMATOPEA!”

Dario (tostando le fette di pane sulla pioda): “Il problema sarà quando non riusciremo a distinguere i pezzi di pane dal colore della pioda!”

Cappe (commentando la scena del Padrino in cui Apollonia muore in un attentato esplosivo accendendo la macchina): “La morale della storia è: le donne non devono guidare!”

Dario (rivolto a me): “Tu che vuoi che studiare psicologia dello sviluppo: ti va di venire a vedere uno spettacolo a teatro sulla pedofilia? E’ realizzato partendo da un’impostazione psicanalitica.”
Grim: “Vincono i pedofili?”

Tonzo (imprecando contro la protezione anti-bambino degli accendini): “Dio beduino che gioca a GRAND THEFT CAMEL!!!” (detto questo, l’ha estratta dall’accendino a COLTELLATE, ndA)

A night to remember: Atheist live in Trezzo sull’Adda, 27/04/2011

1993: la guerra infuria nei Balcani, Mandela vince il Nobel per la pace e la politica italiana è sconvolta dalle fondamenta dallo scandalo ribattezzato “Tangentopoli”. Da un punto di vista meno impegnato, è anche l’anno in cui il mondo del death metal viene rivoluzionato da una serie di uscite destinate a cambiare la storia di un genere ancora giovane. Death, Cynic, Pestilence e Atheist: quattro nomi diversi (tre americani e uno olandese), con esperienze diverse alle spalle, ma tutti attivi in quel fatidico anno. Le loro pubblicazioni, rispettivamente “Individual Thought Patterns”, “Focus”, “Spheres” e “Elements”, inondarono di creatività un ambiente ancora saldamente legato alle istruzioni impartite per primi da Possessed e Slayer, e ribadite dai primi colossi della scena svedese e americana: picchiare più duro e più veloce possibile. Senza dimenticare l’aspetto prettamente violento della propria proposta musicale, questo ristretto gruppo di pazzi visionari riempì i propri spartiti di cambi di tempo continui, assoli intricatissimi, follie compositive, influenze prog, fusion, persino elettroniche. Sembrava l’esordio di un nuovo importante genere, ma il seguito della storia è ben noto: i Death proseguirono fino a raggiungere l’eccellenza assoluta, prima di spegnersi tragicamente insieme al loro fondatore e profeta, l’immenso Chuck Schuldiner; quanto alle altre tre band, si resero semplicemente conto di non poter superare il livello di quei dischi mitici, e decisero di sciogliersi e percorrere altre strade.
Ma la tentazione di rimettersi in gioco a quanto pare era troppo forte, o forse lo era la devozione dei fan più anziani che non avevano dimenticato, o di quelli più giovani che avevano scoperto in ritardo quelle perle: così nel 2006 si avvera il sogno di ogni appassionato del cosiddetto “technical death metal”, con la reunion di Atheist e Cynic, seguiti qualche tempo dopo dai Pestilence. All’inizio solo qualche data live, giusto per riscoprire i sapori di una volta; poi arriva il momento della prova più difficile, il ritorno in studio per comporre nuovo materiale. Ed è qui che i primi nasi iniziano a storcersi: i Pestilence pagano un calo di ispirazione inaspettato, bloccandosi su un livello qualitativo francamente mediocre, mentre i Cynic, pur mantenendo intatta la bellezza della loro musica, troncano quasi ogni legame con il death, avvicinandosi sempre di più al prog propriamente detto. E gli Atheist? Il quintetto capitanato dall’acciaccato Kelly Schaefer (che deve accontentarsi del microfono a causa di una brutta tendinite, che da tempo gli impedisce di suonare la chitarra) è stato quello che ha impiegato più tempo a dare alle stampe il nuovo album, ma l’attesa è stata ripagata: “Jupiter”, uscito a fine 2010, è un disco violento, veloce, tecnico e ispirato; un disco che non arriverà ai livelli di “Elements”, e forse neanche del debut “Piece Of Time”, ma che suona Atheist al 101%, e da cui nessun fan potrebbe dirsi deluso.

Perchè questo lungo preambolo? Per cercare di farvi capire l’importanza storica e artistica della band che mercoledì 27 è salita sul palco del Live Club di Trezzo, e quanto sia stata penosamente scarsa, a confronto, l’affluenza di pubblico. Che la musica degli Atheist non sia facile da digerire per molti palati (anche quelli più metallici) è evidente, ma vedendo gruppi di post-adolescenti senza un quarto della loro bravura che hanno un successo ampiamente maggiore, non si può non pensare che i conti non tornino.
Tornando invece allo show, ad aprire per gli Atheist sono gli Exhumed, band che onestamente avevo sentito nominare solo un paio di volte, senza mai ascoltare nulla: mi aspettavo il “solito” gruppo grind marcio e standardizzato, ma i californiani mi hanno sorpreso con pezzi sicuramente molto pesanti, ma ricchi di inserti melodici ed elaborati, soprattutto negli assoli; evidentemente il gruppo, nel corso della propria carriera, ha deciso di innovarsi alleggerendo e variando il sound. Molti puristi avranno da ridire, ma la mia impressione personale è positiva, grazie anche alla loro ottima presenza scenica: se dovessi incrociarli di nuovo in qualche festival, cercherò di non mancare al bis.
Ma con l’headliner si sale di livello, e di parecchio: guidata dal carisma e dalla voce al vetriolo di Kelly, fisico da ventenne anoressico ma grinta da veterano qual è, la band è in grande forma e spara in faccia ai pochi, fortunati presenti una carrellata di brani che non hanno bisogno di presentazioni. Unquestionable Presence, Mineral, Your Life’s Retribution, Mother Man sono solo alcuni dei pezzi più convincenti, suonati con grande energia e in modo impeccabile, nonostante la notevole difficoltà tecnica; quanto alle nuove canzoni, come Second To Sun e Faux King Christ, dal vivo dimostrano di non avere molto da invidiare ai classici; anche i suoni, un po’ confusi per gli Exhumed, dopo qualche imperfezione iniziale vengono sistemati a dovere, permettendo di apprezzare anche il complesso lavoro di basso di Travis Morgan, che non fa rimpiangere un autentico mostro sacro del genere come Tony Choy. Perfette le chitarre, un po’ in ombra forse Steve Flynn alla batteria, che comunque non sbaglia un colpo. L’unico piccolo neo riguarda la scaletta, che oltre a essere un po’ troppo breve, pur essendo abbastanza eterogenea, finisce per trascurare paradossalmente proprio “Elements” (due soli pezzi suonati), che secondo gran parte di critica e pubblico rappresenta il loro lavoro migliore.
L’aspetto che forse mi ha colpito più positivamente, però, è l’atteggiamento disponibile e umile della band: Kelly per buona parte del concerto esorta il pubblico a rimanere al locale “per fumare e bere con lui”, e anche i suoi compagni mantengono la parola data; poco dopo la chiusura sulle note di Piece Of Time, tutti i musicisti si prestano volentieri all'”assedio” degli spettatori, per firmare autografi, scattare foto o anche scambiare quattro chiacchiere sorridenti. Sicuramente il ristretto numero dei presenti ha facilitato questo clima di intimità, ma a mio parere rimane qualcosa di lodevole: vedere una band che, pur avendo (come ho detto all’inizio) più di un motivo per tirarsela, dimostra di avere a cuore i propri fan e di passare volentieri del tempo con loro, fa sicuramente piacere… e porta anche a pensare a certi artisti che si credono divinità scese in terra e trattano i propri ammiratori con distacco e quasi fastidio, a volte senza neppure poterselo permettere.
Poco male, lode agli Atheist e speriamo che il futuro, stavolta, sia più stabile e fruttuoso.

P.S. ultima considerazione: il Live non sarà capiente come l’Alcatraz nè tantomeno vicino al centro, ma è accogliente, comodo da raggiungere (5 minuti dall’uscita di Trezzo dell’A4), ha un ampio parcheggio, una sala fumatori con giardino interno e all’aperto (non come lo sgabuzzino di via Valtellina), si beve bene e anche l’acustica è assolutamente all’altezza. Forse i promoter dovrebbero tenerlo più in considerazione.

SETLIST:

Unquestionable Presence
On They Slay
Second To Sun
Mineral
Fraudulent Cloth
An Incarnation’s Dream
Live And Live Again
Your Life’s Retribution
Air
Mother Man
Faux King Christ
————————
Piece Of Time

Notizie dal mondo #12

Buongiorno,
questa è la Voce del Fato che, dopo una sosta interminabile, vi dà il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, il webgiornale che esce a scadenza irregolare, ma comunque più spesso di Berserk.
Si ricorda che oggi, 5 maggio, ricorre l’anniversario della nascita di Onofrio del Grillo, che i più ricorderanno per questo. Oltre, ovviamente, all’anniversario di un altro evento ben più importante.
Passiamo alla rassegna principale.

L’EROE DEL GIORNO: riconoscimento davvero meritato. Su Youtube si fa chiamare Akiyuky, gli amici non lo chiamano in nessun modo perchè probabilmente non ne ha: d’altronde, una persona sana con un’equilibrata vita sociale non si metterebbe a fare questo:
http://www.youtube.com/watch?v=rWd3vgLaA_M
E’ proprio quello che pensate: un’autentica catena di montaggio Lego, composta da VENTI moduli separati e una struttura ciclica, interamente automatizzata. Naturalmente, come tutte le figate geek, ha avuto una VALANGA di visualizzazioni.
Di fronte a un’opera del genere, gli interrogativi sono molteplici. Non voglio però sceglierne uno ovvio, tipo “Quanto ci ha messo?”, “quanto gli è costato?”, “quanti metri quadrati occupa ‘sta cosa?”, nemmeno  (e sarebbe davvero interessante scoprirlo) “a cosa cazzo serve?”. Il mio interrogativo è: ma quest’uomo, nella vita, TROMBERA’ mai?

CRONACA: immaginatevi questa scena: un bambino in un supermercato chiede ai genitori di comprargli un uovo di Pasqua; i genitori, naturalmente, acconsentono; il bambino prende l’uovo, lo scarta, lo rompe per vedere la sorpresa… e trova dentro due GOLDONI. Non è una barzelletta sconcia, è una cosa realmente accaduta a Bari:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2011/26-aprile-2011/nell-uovo-pasqua-sorpresa-luci-rosseil-bimbo-trova-scatola-preservativi-190514867412.shtml
A quanto pare, è stato uno scherzo burlone di qualche dipendente della casa produttrice. Sarebbe invece interessante scoprire cosa si sono inventati i genitori come spiegazione per il bambino… una simpatica poteva essere “è quell’oggetto che, se fosse stato integro tanti anni fa, oggi tu non saresti qui!”.

SOCIETA’: suppongo che chiunque di voi abbia sentito almeno una volta una leggenda metropolitana spacciata per vera: animali misteriosi nelle fogne delle grandi città, rapimenti a scopo espianto, avvistamenti di Elvis ecc. In questi giorni, dopo la morte di Bin Laden, una di queste leggende sta tornando prepotentemente di moda. Cambiano i dettagli ma la sostanza è sempre la stessa: una ragazza trova un oggetto di valore in metropolitana, lo restituisce al legittimo proprietario (un tizio arabo, africano o comunque straniero) che, per sdebitarsi, le dà un sinistro consiglio: “Signorina, non prenda la metropolitana qui nella città X nel tal mese, perchè succederà qualcosa di molto brutto”: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_maggio_4/leggenda-metropolitana-attentato-metropolitana-maggio-osama-190565480843.shtml
Ovviamente è una bufala: come l’inappuntabile Paolo Attivissimo ha ampiamente dimostrato, questa storiella gira da anni, riferita a decine di città diverse, senza che sia successo nulla; senza contare che un simile numero di terroristi così idioti da perdere cose in giro, e così generosi da rivelare preziosi dettagli del proprio piano a dei perfetti estranei, sarebbe la garanzia migliore della pace nel mondo. Eppure se la stanno bevendo a migliaia, e personalmente non mi stupisco: sto ancora aspettando che Messenger diventi a pagamento e mi arrivi la fattura a casa…

CULTURA: che non si dica che MuseoNewz non è sensibile all’arte: oggi infatti vi parliamo di un artista rivoluzionario e innovativo. Si chiama Keisuke Yamada ed è uno scultore specializzato in volti di personaggi di storie epiche e fantasy. Rivoluzionario, nella fattispecie, è il materiale: Yamada scolpisce le sue opere nelle BANANE.
http://www.tgcom.mediaset.it/magazine/articoli/1007774/keisuke-yamada-lartista-delle-banane.shtml
Qui potrete trovare una breve carrellata dei suoi lavori più riusciti: http://www.tgcom.mediaset.it/magazine/fotogallery/1002835/keisuke-yamada-lartista-delle-banane.shtml
Purtroppo non le vedrete esposte in nessuna galleria d’arte: per evitare che le banane vadano a male, Yamada le fotografa e poi le mangia. E’ proprio arte per tutti i palati.

SALUTE: imprecare quando si prova un forte dolore fisico è qualcosa di naturale per chiunque: dal semplice “Accidenti!” a interminabili cataloghi di bestemmie contro tutte le divinità passate, presenti e future, si tratta ugualmente di un gesto spontaneo e liberatorio. Da oggi, anche scienficamente corretto: lo dimostra uno studio della Keele University:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=146483
Purtroppo, il metodo consisteva banalmente nel tenere cubetti di ghiaccio in mano: l’idea di ricevere fondi per un esperimento basato su, chessò, prendere a martellate sugli alluci la gente e misurarne le pulsazioni mi avrebbe attirato irresistibilmente. Del resto, negli ultimi anni sono state sovvenzionate ricerche ben più malate.

SPETTACOLI: siamo partiti da Monicelli per il Marchese del Grillo, e in un ideale cerchio, a Monicelli torniamo per l’ultima notizia: quanti di voi, fan della mitica trilogia di Amici Miei, hanno lanciato insulti vari a Neri Parenti, De Sica, Panariello, De Laurentiis e tutti quelli coinvolti nell’infausto progetto del quarto capitolo della serie, cameramen compresi? Bene, sappiate che vostre preghiere sono state esaudite:
http://www.lospettacolodevecontinuare.com/2011/04/amici-miei-come-tutto-ebbe-fine.html
Le cifre non mentono: nonostante una collocazione strategica, una concorrenza risibile, milioni di euro spesi in pubblicità ovunque e ospitate dei protagonisti in qualunque programma di qualunque rete televisiva nazionale, il progetto “estendiamo lo stile dei cine-panettoni ai classici della commedia all’italiana” naufraga miseramente, battuto da pellicole che a momenti la gente neanche sapeva che fossero nelle sale. Un risultato del genere anche per il prossimo “Natale a…”, e potrei QUASI dire che l’Italia ha un futuro. Quasi, eh.

Anche per oggi è tutto. Arrivederci alla prossima puntata.

L’angolo della letteratura: R. A. Heinlein, “Stella doppia”

Bentornati, miei sparuti amici!
Sono ben lieto di riaprire l’angolo della letteratura, per la prima volta dopo… uhm… cinque anni?
Il libro che vi recensirò oggi è “Stella doppia” di Robert Anson Heinlein, uno dei “pezzi da novanta” della letteratura fantascientifica americana: il romanzo, uscito nel 1956, è stato subito oggetto di critiche positive, e ha vinto il Premio Hugo per il miglior romanzo (l'”Oscar” della fantascienza), premio che Heinlein vincerà altre tre volte negli anni ’60.
La storia è ambientata in un futuro non meglio precisato, in un Sistema Solare abitato da altre razze oltre a quella terrestre: l’umanità ha colonizzato buona parte dei pianeti vicini, intrattenendo con gli indigeni rapporti che vanno dalla pacifica indifferenza allo sfruttamento vero e proprio. Politicamente, le nazioni della Terra sono state riunite in un unico impero interplanetario, guidato dalla casata d’Orange, e la forma di governo in uso è una monarchia parlamentare bipartitica: alla maggioranza c’è il Partito dell’Umanità, xenofobo, populista e fortemente conservatore, che si batte appunto per la supremazia della razza umana e vede nello Spazio una terra di conquista da sfruttare; all’opposizione c’è invece il Partito Espansionista, progressista e liberale, che aspira a una galassia basata sul libero scambio di merci e persone, dove tutte le razze abbiano pari diritti.
In questo scenario si muove il protagonista, Lorenzo Smythe, in arte “Il Grande Lorenzo”: un attore di teatro sveglio e talentuoso ma perennemente al verde, dotato di una parlantina sciolta e una discreta faccia tosta. Un giorno, seduto a un bar, attacca bottone con uno “spaziale” (ovvero una persona che, per lavoro o altri motivi, è spesso via dal pianeta) di nome Dak Broadbent, sperando di entrare nelle sue grazie quel tanto che basta da farsi prestare qualche soldo: effettivamente il suo sforzo è premiato, perchè di lì a poco, un preoccupatissimo Broadbent lo contatta per offrirgli un lavoro urgente e ben retribuito. Purtroppo non è quello che Lorenzo si aspetta: appena arriva a destinazione, assiste all’omicidio di un marziano che tentava di aggredire lui e il suo nuovo datore di lavoro, ed è anche costretto ad occultare il cadavere e darsi alla fuga. Broadbent, senza troppe spiegazioni, lo trascina in un razzo in partenza dalla Terra e scappa con lui alla volta di Marte. Solo nello spazio aperto si decide a raccontare la verità all’esterrefatto attore: lui e i suoi uomini lavorano per il Partito Espansionista, il cui leader, l’onorevole John Joseph Bonforte, è stato rapito da ignoti senza lasciare traccia.
La situazione è estremamente critica: Bonforte è l’uomo più amato e odiato sulla Terra, metà dell’umanità lo venera come il Messia di una nuova era di pace tra terrestri ed extraterrestri, mentre l’altra metà lo considera un traditore degli ideali dei suoi simili. Come se non bastasse, il rapimento è avvenuto alla vigilia di un fondamentale evento politico: Bonforte era infatti diretto su Marte per partecipare a una complessa cerimonia indigena, al termine della quale sarebbe stato “adottato” da una famiglia del pianeta, diventando un marziano a tutti gli effetti; un gesto senza precedenti che avrebbe avvicinato due culture molto distanti, garantendo enormi vantaggi politici, economici e sociali a entrambe le parti. Se Bonforte non riuscisse a presenziare a quella cerimonia, sarebbe un disastro: la popolazione marziana, incredibilmente tradizionalista e orgogliosa, non perdonerebbe mai uno sgarbo simile e nessuna giustificazione verrebbe accettata: anni di sforzi e trattati verrebbero vanificati, si correrebbe persino il rischio di una sanguinosa guerra tra i due pianeti. Per questo motivo lui, Lorenzo (scelto tra migliaia di altri attori grazie anche alle sue caratteristiche fisiche), dovrà impersonare Bonforte, andare su Marte e partecipare alla cerimonia di adozione, senza che nessuno sospetti nulla. Non solo dovrà appropiarsi dell’aspetto, della voce e della mimica di Bonforte, ma anche memorizzare una quantità incalcolabile di nozioni e ricordi in modo da “ingannare” anche gli amici intimi del suo personaggio, oltre a imparare il complesso rituale marziano senza la minima esitazione; un’impresa quasi impossibile, considerando anche che Smythe non sa nulla di politica e i marziani li detesta, al punto da non sopportarne neanche l’odore.
Ma questa rischia di non essere neppure la più difficile delle sfide che il nostro attore è destinato ad affrontare: sì, perchè il Bonforte originale deve ancora essere trovato; e anche qualora ciò accadesse, chi può garantire che le sue condizioni siano abbastanza buone da permettergli di riprendersi il suo posto?
La storia – narrata in prima persona – si dipana così tra colpi di scena e situazioni paradossali, sempre scandita dalla pungente ironia del protagonista (autentica maschera per i pensieri e le idee dell’autore). E’ forse questo il vero punto di forza del romanzo: vengono trattati argomenti profondi e attuali allora come oggi, tra cui i pregi e i difetti della monarchia e della democrazia, la contrapposizione tra liberismo e protezionismo, il rapporto tra popolazioni evolute e primitive, i diritti umani ecc., sempre con un linguaggio vivido, scorrevole e sagace, che stimola il lettore alle stesse riflessioni dei personaggi. In più, è da evidenziare il lucidissimo realismo con cui Heinlein descrive i marziani: usanze, abitudini, aspetto fisico e persino la lingua sono trattate in modo assolutamente credibile. Lo stesso vale per gli aspetti più “futuristici” e tecnologici, come i viaggi spaziali e le città su altri pianeti: nulla viene dato per scontato o lasciato al caso.
Per concludere, si tratta del romanzo più politico di Heinlein e uno dei suoi più riusciti: chiunque sia appassionato di politica e di fantascienza troverà pane per i propri denti, ma si farà apprezzare anche da molti lettori abituati ad altri generi.