Bene!

Non so chi abbia avuto quest’idea, quale fosse il suo scopo e chi possa avergliela appoggiata. Non mi sembrava di chiedere poi tanto: avevo il mio bel blog, con i suoi simpatici elenchi, i link ai blog e ai siti di amici, le sue foto trash uppate quando ancora caricare foto su Live Space era a misura d’uomo, e la procedura non era una copia idiota di Facebook. Mi piaceva, il mio blog. Certo, pubblicavo solo cagate e mi leggevano in cinque-sei (avrei firmato per i ventitrè lettori di Manzoni…); soprattutto, dovevo periodicamente fronteggiare modifiche non richieste del signor Microsoft e spacciate per un miglioramento votato all’unanimità. Ma ci stavo dentro.

Oggi mi ritrovo, 2 ottobre dell’Anno del Signore 2010, su un’altra piattaforma; mi è stato detto “scegli liberamente di migrare su WordPress! Occhio però che se non lo fai prendiamo il tuo blog e lo buttiamo nel cesso”; ho passato due ore a cercare una fottuta skin che permettesse di leggere interventi scritti per uno sfondo nero, quindi illeggibili sullo sfondo chiaro di default; ho cercato invano di rimettere tutti gli elenchi che prima abbellivano un minimo il mio Space; ho cercato invano di modificare l’intestazione del blog (adesso ha un sottotitolo che, oltre a sforare dai margini, è scritto in bianco su sfondo beige); non c’è traccia delle mie foto, che non erano obbiettivamente un granchè, ma avendo impiegato ORE a caricarle, nominarle e metterle in ordine, avevano almeno un valore affettivo; infine, sto scrivendo in un form che va a capo di due righe ogni volta, e non trovo il modo di settarlo. Però mi mostra il conteggio delle parole usate, quindi è pheego. Tutto ciò va oltre le varie modifiche rompicoglioni di Live Space: a confronto, quando hanno cambiato l’impostazione dei profili costringendo i blogger a scrivere nome e cognome, ero felice.

Insomma, una mattinata che poteva essere utilizzata per dormire, mangiare Pringles, masturbarmi, giocare a Defcon o a Subbuteo, persino studiare, è stata spesa per cercare di far funzionare un account su cui sono stato trasferito con un autentico ricatto. La mia sola consolazione, è che tutti quelli che difendevano a spada tratta Microsoft e i suoi prodotti, accusando chi li criticava di “conformarsi a una moda”, se avevano un blog su Live Space se la pigliano meritatamente nel culo. Mal comune, mezzo gaudio.

Non so che cazzo farò a questo punto… sono tentato di mandare affanculo WordPress e aprirmi un blog su una piattaforma che mi offra un minimo di stabilità e non mi costringa ogni mese a impararmi da zero un’interfaccia sconosciuta. Ma sono troppo affezionato alle minchiate che ho scritto su sto benedetto blog, ai report dei concerti, ai frasari, al webgiornale e a tutto il resto;  mi farebbe soffrire perdere tutto. Mi inventerò qualcosa, ben conscio che, qualunque soluzioni trovi, sarà quella sbagliata.

Rock on.