Archive for ottobre 2010

Notizie dal mondo #11

Buonasera,
questa è la Voce del Fato che vi dà il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, l’unico webgiornale totalmente ecologico, fatto al 100% di stupidità riciclata.
Passiamo alla rassegna principale.

L’EROE DEL GIORNO: eroina, in questo caso. Si chiama Olga e gestisce un emporio a Meshchovsk, Russia. Un bel giorno, un giovane tenta una rapina nel suo negozio, ma lei con un’abile mossa lo disarma e lo immobilizza. A quel punto, una persona normale avrebbe chiamato la polizia; Olga invece ha mandato via le commesse, ha imbottito il rapinatore di VIAGRA e l’ha costretto a SCOPARLA, per TRE GIORNI, pena la denuncia agli sbirri.
http://www.levanteonline.net/esteri/europa/2134-russia-uomo-tenta-rapina-lei-lo-cattura-e-lo-stupra-per-tre-giorni.html
Alla fine lo ha sfamato, gli ha dato un po’ di soldi per il “disturbo” e lo ha lasciato andare, ma ciò non le ha impedito di essere arrestata per sequesto di persona e violenza sessuale.
“Che ingrato!” ha commentato, “dopo tutto quello che ho fatto per lui!”. Beh, proprio tutti i torti non li ha…

CRONACA: qual è l’antifurto perfetto? Inferriate, serrature blindate, complicati sistemi d’allarme elettronici? Beh, se il ladro è un tipo particolare come questo 45enne rumeno, basta una cantina ben fornita di vino. E’ andata proprio così a Dego, in provincia di Savona: il signor Daniel Irymita si era introdotto nella casa vuota, aveva già rubato un po’ di oggetti di valore e stava per andarsene, quando si è imbattuto nella cantina. Ha aperto una bottiglia; poi un’altra; poi un’altra ancora; quando sono tornati i proprietari, l’hanno trovato ancora lì a tazzare, ubriaco come una spugna e con la refurtiva accanto.
http://www.ivg.it/2010/10/ladro-tradito-dal-vino-svaligia-una-casa-e-poi-si-ferma-a-bere-arrestato-a-dego/
Io un po’ lo stimo: va bene l’argenteria, gli orologi, i gioielli ecc.; ma pure bere gratis a volontà ha il suo fascino, che diamine.

ESTERI: farsi le seghe fa diventare ciechi? E’ una teoria ampiamente smentita e sconfessata. Questo però non significa che non si possa perdere la vista in un contesto sessuale: è quello che ha rischiato di subire Michael Ireland, colpito in un occhio dal tacco di una lap-dancer.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/10/15/visualizza_new.html_1731849296.html
E tutto sommato gli è andata ancora bene… esiste anche il rischio di morire soffocati dalle tette di una spogliarellista (se ve lo state chiedendo sì, pare sia successo davvero)

SOCIETA’: Nuova Zelanda: terra esotica dalle foreste rigogliose e dalle acque cristalline, popolata fondamentalmente da rugbisti, surfisti e kiwi; ma oggi, anche da ubriaconi. Sì, perchè in seguito a un forte calo dei prezzi dovuto a un eccesso di produzione, oggi in Nuova Zelanda il vino costa MENO dell’acqua: un bicchiere di vino vale esattamente 33 centesimi di euro, meno di un caffè in Italia.
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Nuova-Zelanda-vino-costa-meno-acqua/15-10-2010/1-A_000133099.shtml
Suggerisco di organizzare lì il prossimo raduno dei fan dei Folkstone; sì, è un po’ fuori mano e difficilmente il folk metal di ispirazione celtica è apprezzato da quelle parti, ma volete mettere?

SALUTE: ricordate quando, nei gloriosi anni Novanta, Fabrizio Frizzi diceva che ascoltare musica classica aumenta l’intelligenza del 20%? No? Peccato. Comunque, oggi un suo emulo, il viticoltore Giancarlo Cignozzi, sostiene che le vigne, coltivate con la musica di compositori come Mozart e Tchaikovskij in sottofondo, migliorano sensibilmente la loro resa.
http://city.corriere.it/2010/10/25/milano/protagonisti/con-mozart-sottofondo-vigne-producono-piu-30921909919.shtml
Gli effetti di Beethoven non sono documentati… secondo me le viti sclerano, si imbottiscono di Latte+ e vanno in giro per i campi a stuprare e pestare le altre piantine.

TECNOLOGIA: stupore nel mondo informatico: la nuova versione di Internet Explorer, IE 9, attualmente in fase di testing, NON girerà su Windows XP. Che, per la cronaca, è il sistema operativo usato da oltre il 60% del mercato mondiale. Secondo alcuni esperti, i vertici di Microsoft hanno deciso questa audace mossa per spingere privati e aziende ad adottare in massa Windows 7; di fatto, è come se io producessi sia automobili che carburante, e spendessi miliardi per sviluppare un nuovo rivoluziario tipo di benzina, che non funziona su 2/3 delle mie vetture in circolazione.
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=13040
E nel frattempo, per la prima volta nella storia, gli utilizzatori di Explorer sono meno numerosi degli utilizzatori di altri browser non Microsoft (49,8%, addirittura 40,2% in Europa). Chi ha detto che criticare Microsoft è solo una moda?

In chiusura, un breve messaggio: la Voce del Fato vi comunica che nessun membro della redazione di MuseoNewz si è recato ad Avetrana, ha intervistato membri delle famiglie Misseri e Scazzi, o ha organizzato comitive di turisti sul luogo del delitto; il che rende questo webgiornale culturalmente superiore alla quasi totalità dei mezzi di informazione del Paese.

Anche per oggi è tutto. Arrivederci alla prossima puntata.

Killing in the name of

Avetrana, provincia di Taranto: una ragazzina quindicenne scompare nel nulla, e alcune settimane dopo lo zio confessa di averla uccisa, aver violentato il cadavere e averlo nascosto in un pozzo.
Novi, provincia di Modena: un operaio pakistano ammazza la moglie, che sosteneva la figlia ventenne nel suo rifiuto a un matrimonio combinato.

Due storie di cronaca nera, che si sono guadagnate una notevole rilevanza mediatica, in mezzo a sclerate di Berlusconi contro i magistrati e pettegolezzi sui vip. Due storie che in comune hanno non solo l’epilogo più tragico, ma anche la forte sensazione suscitata nell’opinione pubblica, che attraverso le piattaforme più disparate (social network in primis) non ha mancato di commentare il caso, e suggerire pene e soluzioni. A mio parere, dicendo un sacco di cazzate.
La storia di Avetrana e di Sarah Scazzi dimostra, una volta di più, quello che la maggior parte dei criminologi sostiene da tempo: che la stragrande maggioranza dei delitti a sfondo sessuale è commessa da parenti, colleghi e amici della vittima. Ciononostante, la prima cosa a cui molti hanno pensato, appena si è diffusa la notizia della scomparsa, è stata che ci fosse lo zampino dell’immigrato di turno: del resto, telegiornali di provata serietà e imparzialità tipo Studio Aperto non mancano mai di riportare a gran voce notizie di stupri e omicidi commessi da rumeni o albanesi, con il poco velato scopo di instaurare negli spettatori la convinzione che gli immigrati sono la principale minaccia per la nostra sicurezza. Ma questo delitto è puramente tricolore, così come quelli di Cogne, Novi Ligure, Erba, Garlasco e gli altri casi che hanno scioccato il paese. Che anche gli immigrati commettano reati, come in ogni paese del mondo, è fuori discussione, ma noi non siamo certo gli agnellini innocenti che i media vogliono farci credere.
Questo ci porta direttamente all’altro fatto di cronaca. Si sono sprecati, nei giorni seguenti la diffusione della notizia, i commenti degli esperti di turno sulla pericolosità e la malvagità insite nella fede islamica, sull’impossibilità categorica dell’integrazione tra esponenti di culture tanto diverse, sulla necessità di liberarsi di questo fardello che ostacola tutti noi ecc.; e di nuovo, viene fatto passare sotto silenzio il fatto che, in Italia, esistono musulmani che invece si sono integrati, lavorano (magari svolgendo professioni che noi italiani consideriamo ormai degradanti, salvo poi incazzarci se nessuno le fa), mandano i figli a scuola (magari trovandoseli in classi di soli immigrati, non sia mai che rallentino l’apprendimento dei nostri pargoli), e si accontenterebbero di poter pregare in una vera moschea e non in un garage. No, un caso limite viene eretto a norma, e le persone sopracitate devono anche convivere con l’ostilità gratuita di chi è costretto dalla propria chiusura mentale a fare di tutta l’erba un fascio, e li ritiene perfettamente uguali all’operaio pakistano di Novi: potenziali assassini e individui da sdradicare.
Io, personalmente, in questa storia non voglio sentire parlare di Islam (come se i matrimoni combinati imposti dalla famiglia non fossero propri anche di altre società come quella indiana o cinese), di eredità culturale, di rimpatri e balle varie: qui non abbiamo a che fare con un turista che fa una cazzata perchè non conosce le usanze locali, qui c’è uno straniero residente in Italia da anni, che commette un crimine in Italia, e da una corte italiana va processato e condannato secondo le leggi italiane. Rispedirlo in Pakistan come un semplice clandestino sarebbe un grave torto verso chi, italiano, per lo stesso delitto si vede dare l’ergastolo. Crimini del genere non hanno colore nè bandiera: per questo il signor operaio pakistano, così come lo zio necrofilo, vanno semplicemente presi e buttati in una cella, e la chiave della suddetta cella va fusa e trasformata in un pendaglio per collane, in modo che non si possa ritrovare neanche per caso. Invece, per tornare al delitto di Avetrana, in questi giorni la folla inferocita, al grido di “Dagli all’orco!” (parola talmente inflazionata da risultare insopportabile), ha invocato da più parti pene di morte, torture e punizioni corporali di vario tipo.
Il legittimo sconvogimento emotivo dovuto all’orrore di questa vicenda non può assolutamente giustificare simili prese di posizione. Pena di morte? Da parte di chi? Dei parenti della vittima, che a loro volta spingeranno qualcun altro a ripagarli della stessa moneta, causando una faida fatta di vendette e contro-vendette senza fine, secondo la classica legge dell'”occhio per occhio, dente per dente”? Oppure dello Stato, struttura creata dai cittadini affinchè venissero tutelati i propri diritti, che ha quindi doveri ben diversi dal singolo cittadino? Beccaria aveva cercato di insegnarcelo – invano, a quanto pare – più di duecento anni fa: “Non è l’intensione della pena che fa il maggior effetto sull’animo umano, ma l’estensione di essa; perché la nostra sensibilità è piú facilmente e stabilmente mossa da minime ma replicate impressioni che da un forte ma passeggiero movimento” (Dei delitti e delle pene, cap. XXVIII). Per non parlare della tortura: si criticano tanto i paesi cosiddetti “del Terzo Mondo” per le loro barbare pratiche di giustizia, e poi se ne promuove l’adozione anche nella civilissima Italia? Di nuovo Beccaria dimostra di averci visto giusto: “Altro ridicolo motivo della tortura è la purgazione dell’infamia…Si crede che il dolore, che è una sensazione, purghi l’infamia, che è un mero rapporto morale […] l’infamia è un sentimento non soggetto né alle leggi né alla ragione, ma alla opinione comune. La tortura medesima cagiona una reale infamia a chi ne è la vittima.” (cap. XVI). Tra l’altro, sarei pronto a scommettere che buona parte di questi urlatori della giustizia fai-da-te, poi firma le petizioni e scende in strada a manifestare contro la pena di morte a Sakineh, l’adultera iraniana. Dicesi incoerenza: se si è contro la pena di morte, lo si è a prescindere, non solo quando ci è simpatico l’imputato. Usare due pesi e due misure in modo così sfacciato, è esattamente come pretendere il rispetto della Costituzione quando Berlusconi ha i suoi deliri di onnipotenza, e per il resto fregarsene e considerarla qualcosa di superato: ipocrisia, incoerenza.

L’auspicio, ora che, come si suol dire, il danno è fatto, è che queste due storie almeno ci insegnino qualcosa: che gli stranieri non sono peggiori di noi a prescindere; che è meglio lavorare e battersi per l’equità e la certezza della pena, invece che invocare il boia per chi ci sta sulle palle; e che in generale, prima di vomitare in Rete la propria frustrazione e aprire la caccia alle streghe, sarebbe cosa utile accendere il cervello.

Notizie dal mondo #10

Buongiorno,
reduce dal trasferimento coatto su una piattaforma di merda, la Voce del Fato torna a darvi il benvenuto per una nuova puntata di MuseoNewz, il webgiornale che da oggi è anche in edicola, ma non vi diciamo quale, dovrete scoprirlo da soli. Qui il tempo è freddo e piovoso, ma sarete felici di sapere che invece in Cambogia c’è il sole e fa caldo.
Passiamo alla rassegna principale.

L’EROE DEL GIORNO: si chiama Fabrizio Mirabelli, 63enne di Palermo; da tempo desiderava che i vicini gli vendessero il loro appartamento, ma questi si erano sempre rifiutati. Lui l’ha presa con sportività: ha DATO FUOCO alla casa, con loro dentro. Solo la segnalazione di un automobilista di passaggio ai Vigili del Fuoco ha evitato la tragedia.
http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_04/casa-vicini-incendio_feda0228-cf9b-11df-8a5d-00144f02aabe.shtml
Che vi serva di lezione, bambini: se desiderate qualcosa con tutte le vostre forze e non riuscite in alcun modo a ottenerlo… distruggetelo (tra l’altro lui l’aveva capito da tempo).

CRONACA: chi di noi non ha mai acquistato qualcosa dai cinesi? Magari qualche pezzo di ricambio a basso costo, o un vestito ben realizzato ma di marca ARMENI o SCIANEL. Mal che vada dura poche settimane e poi si rompe, voi però avete risparmiato un po’ di soldi… a meno che non facciate la fine di questo giovane di Sora: ha comprato su internet una batteria per il cellulare made in China, ha messo il cellulare sotto carica, e questo è ESPLOSO. Oltre al cellulare da buttare, rischia di perdere un occhio.
http://notizieincredibili.scuolazoo.com/incredibile/compra-batteria-made-in-china-per-il-cellulare-e-il-telefono
Ecco perchè io di cinese mi limito alla cucina: magari non sarà il massimo da digerire, ma finora non mi è mai detonata nello stomaco.

ESTERI: guardate questo animale: viene voglia di coccolarlo, vero? E’ un vombato, un marsupiale australiano simile a un grosso tasso, talmente popolare da aver dato il suo nome, tra le altre cose, a un asteroide e a una squadra di calcio. In genere ha un carattere tranquillo e amichevole, tant’è che spesso, negli zoo, i visitatori gli si avvicinano senza problemi. Peccato che a volte sia un po’ irascibile: se si sveglia con le palle girate, può uccidere con estrema facilità. Ne sa qualcosa un sessantenne di Flowerdale, inspiegabilmente aggredito e ferito gravemente a collo, braccia e gambe da un vombato particolarmente scazzato; è stato necessario l’intervento di un vicino, che ha abbattuto l’animale a colpi d’ascia, per salvargli la vita.
http://www.wakeupnews.eu/mortal-wombat-carini-coccolosi-e-letali/
In Australia è già nato il tormentone: MORTAL WOMBAT. A quando il videogioco?
(grazie a Grim per l’ottima segnalazione)

CULTURA: siete appassionati di lingue e siete sempre stati insoddisfatti dall’attenzione che i dizionari dedicano alle parolacce? Lavorate tutti i giorni con un collega straniero e siete ansiosi di comunicargli il vostro affetto in modo a lui familiare? Oggi internet vi viene in aiuto: ecco voi YOUSWEAR, il sito che vi insegna a essere volgari in tutte le lingue del mondo!
http://www.youswear.com/
Non so voi, ma per me, scoprire che in polacco “puttana” si dice “SUKA” è un’emozione fortissima.

SALUTE: in una società frenetica e asfissiante come quella moderna, lo yoga è particolarmente apprezzato per la capacità di donare serenità e relax a chi lo pratica. Le canne sono apprezzate per la stessa ragione; proprio per questo in Canada qualcuno ha avuto la brillante idea di unire le due cose: è nato il GANJA YOGA!
http://hempyreum.org/varie/1489-canada-yoga-e-cannabis.html
Ogni lezione, mezz’ora di conversazione e settantacinque minuti di esercizi da fumati. Mi piacerebbe un casino vedere come vengono fuori, secondo me non stanno neanche in piedi.

SPECIALE SCIENZE – PREMI IG NOBEL 2010: per finire, quattro giorni fa ad Harvard si è tenuta la cerimonia di consegna dei Premi Ig Nobel 2010; come molti di voi sapranno, si tratta di veri riconoscimenti scientifici, assegnati a chi si è distinto nelle ricerche più INUTILI, RIDICOLE e PARADOSSALI dell’ambiente scientifico. Anche quest’anno sono stati premiati esperimenti e studi davvero portentosi: vediamoli nel dettaglio.

MANAGEMENT: Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo dell’Università di Catania, che hanno dimostrato che una società ottiene risultati migliori assegnando i posti di lavoro in modo casuale e non in base al merito singolo.

MEDICINA: Simon Rietveld e Ilja van Beest, dell’università di Amsterdam, per aver scoperto che chi soffre d’asma respira meglio dopo essere andato sull’OTTOVOLANTE.

FISICA: Lianne Parkin e la sua squadra di ricercatori dell’università di Otago, Nuova Zelanda, per aver scoperto che indossare le calze SOPRA LE SCARPE aiuta a scivolare di meno camminando sul ghiaccio.

BIOLOGIA: la Bristol University, che in collaborazione con un’equipe cinese, ha rilevato che la fellatio nei PIPISTRELLI DELLA FRUTTA aumenta la durata del rapporto sessuale.

PACE: Richard Stephens della Keele University, per aver dimostrato scientificamente che IMPRECARE aiuta a sopportare il dolore fisico.

INGEGNERIA: Karina Acevedo-Whitehouse dell’Institute of Zoology di Londra, per aver progettato un mini-elicottero telecomandato in grado di raccogliere il MUCO delle BALENE.

TRASPORTI: Mark Fricher e Dan Bebber dell’università di Oxford, che hanno studiato un nuovo modo di posizionare i binari delle ferrovie osservando le MUFFE sul terreno.

SALUTE PUBBLICA: Manuel Barbeito dell’Industrial Health and Safety Office del Maryland, per aver dimostrato come i microbi si annidino nella BARBA.

CHIMICA: i ricercatori della British Petroleum, per aver smentito il concetto che acqua e olio non possono mescolarsi: la prova è il disastro della Deepwater Horizon del 20 aprile scorso.

ECONOMIA: i vertici di Goldman Sachs, Lehman Brothers e altri magnati della finanza americana, direttamente coinvolti nell’attuale crisi economica mondiale, “per aver promosso nuovi modi di investire il denaro”. A scapito degli investitori.

Per oggi è tutto. La Voce del Fato invita tutti i lettori a non lasciarsi sconfiggere dalla malvagità di WordPress, e vi dà appuntamento alla prossima puntata.

Idea del cazzo

Bene!

Non so chi abbia avuto quest’idea, quale fosse il suo scopo e chi possa avergliela appoggiata. Non mi sembrava di chiedere poi tanto: avevo il mio bel blog, con i suoi simpatici elenchi, i link ai blog e ai siti di amici, le sue foto trash uppate quando ancora caricare foto su Live Space era a misura d’uomo, e la procedura non era una copia idiota di Facebook. Mi piaceva, il mio blog. Certo, pubblicavo solo cagate e mi leggevano in cinque-sei (avrei firmato per i ventitrè lettori di Manzoni…); soprattutto, dovevo periodicamente fronteggiare modifiche non richieste del signor Microsoft e spacciate per un miglioramento votato all’unanimità. Ma ci stavo dentro.

Oggi mi ritrovo, 2 ottobre dell’Anno del Signore 2010, su un’altra piattaforma; mi è stato detto “scegli liberamente di migrare su WordPress! Occhio però che se non lo fai prendiamo il tuo blog e lo buttiamo nel cesso”; ho passato due ore a cercare una fottuta skin che permettesse di leggere interventi scritti per uno sfondo nero, quindi illeggibili sullo sfondo chiaro di default; ho cercato invano di rimettere tutti gli elenchi che prima abbellivano un minimo il mio Space; ho cercato invano di modificare l’intestazione del blog (adesso ha un sottotitolo che, oltre a sforare dai margini, è scritto in bianco su sfondo beige); non c’è traccia delle mie foto, che non erano obbiettivamente un granchè, ma avendo impiegato ORE a caricarle, nominarle e metterle in ordine, avevano almeno un valore affettivo; infine, sto scrivendo in un form che va a capo di due righe ogni volta, e non trovo il modo di settarlo. Però mi mostra il conteggio delle parole usate, quindi è pheego. Tutto ciò va oltre le varie modifiche rompicoglioni di Live Space: a confronto, quando hanno cambiato l’impostazione dei profili costringendo i blogger a scrivere nome e cognome, ero felice.

Insomma, una mattinata che poteva essere utilizzata per dormire, mangiare Pringles, masturbarmi, giocare a Defcon o a Subbuteo, persino studiare, è stata spesa per cercare di far funzionare un account su cui sono stato trasferito con un autentico ricatto. La mia sola consolazione, è che tutti quelli che difendevano a spada tratta Microsoft e i suoi prodotti, accusando chi li criticava di “conformarsi a una moda”, se avevano un blog su Live Space se la pigliano meritatamente nel culo. Mal comune, mezzo gaudio.

Non so che cazzo farò a questo punto… sono tentato di mandare affanculo WordPress e aprirmi un blog su una piattaforma che mi offra un minimo di stabilità e non mi costringa ogni mese a impararmi da zero un’interfaccia sconosciuta. Ma sono troppo affezionato alle minchiate che ho scritto su sto benedetto blog, ai report dei concerti, ai frasari, al webgiornale e a tutto il resto;  mi farebbe soffrire perdere tutto. Mi inventerò qualcosa, ben conscio che, qualunque soluzioni trovi, sarà quella sbagliata.

Rock on.