Buongiorno,

questa è la Voce del Fato, con un’eccezionale sorpresa per voi: in collaborazione con l’amico Defender, siamo riusciti a contattare e intervistare FIST, eroe contemporaneo e maestro della demistificazione, nonchè idolo dei giovani di tutte le età. Per maggiori informazioni, suggerisco questo link. Buona lettura!
(V: Voce del Fato; D: Defender; F: Fist)

V: Benvenuto su MuseoNewz! Presentati ai nostri lettori che non conoscono le tue imprese.

F: Ciao, mi chiamo Fist e nella vita faccio il demistificatore.

D: Ecco, spiega a tutti cosa intendi con “demistificatore”.

F: Beh, la demistificazione è un’arte per la quale servono anni e anni di esercitazioni con fantocci ripieni di escrementi. Essenziale per riuscire bene a demistificare è avere la certezza assoluta di fare centro e tirare fuori l’urlo dal demistificato, che ha una potenza standard di 1000 decibel e una frequenza di 7000hertz.

D: Ehm, sì… quindi?

F: Quindi demistificare significa spanare l’ano del demistificato di almeno 30cm.

V: Ma qual è lo scopo?

F: Il demistificato viene così purificato dai suoi peccati e dalla sporcizia interiore, e rinasce come uomo nuovo e lindo, mentre il demistificatore trova giovamento nell’anima per l’opera di catarsi. E poi gli fa passare il prurito alle dita.

D: Ah, quindi è proprio una corrente religiosa?

F: Diciamo di sì, è un’arte proveniente dall’antica Babilonia, miracolosamente conservatasi e tramandata con dei vasetti nei quali venivano raccolte le feci dei demistificati.

D: Ci parleresti delle tue origini? Molte parti della tua storia sono ancora oscure ai più…

F: Vengo da una famiglia povera: mio padre lavorava come schiacciatore di olive, mia madre al circo come donna barbuta; io ero il settimo di cinque fratelli. La mia è stata un’infanzia difficile, che ancora mi fa male ricordare. Appena nato, mio padre tentò di barattarmi al mercato nero in cambio di un decoder per il digitale terrestre.

D: Oddio, invece alla fine?

F: Alla fine mi ha attaccato una antenna sulle spalle e mi ha mandato sopra un monte a 1600m, dicendomi “Tranquillo, quando avrai il segnale verrò a riprenderti!”

V: Una storia molto triste…

F: E’ solo l’inizio. Mio padre spendeva tutti i nostri soldi in whisky e miniature di Warhammer, per cui fin dall’età di 4 anni fui mandato a lavorare. Svolsi mestieri umili e degradanti: lavapiatti, lustrascarpe, leccatore di francobolli, concorrente di reality, riserva di Dida nel Milan… Ho tentato anche la carta dello studio: per un po’ ho studiato Ingegneria alla facoltà di Lettere, poi ho capito che i libri non facevano per me.

V: Quando migliorarono le cose?

F: Quando, durante una consegna di pizza a domicilio, mi ritrovai in un antico tempio della demistificazione, e gli adepti tentarono di demistificarmi, ma riuscii a sfuggire a tutti i loro tentativi… fu allora che capirono di avere davanti un futuro maestro. Iniziarono così a darmi gratuitamente lezioni di demistificazione… Pensate che gli altri allievi venivano spediti regolarmente in Vaticano per raccogliere i fondi per il tempio….

V: Quanto durò l’addestramento?

F: Sei anni, sei mesi e sei giorni, secondo l’antica tradizione. Alla fine fui sottoposto alla terribile prova conclusiva: demistificare un bufalo inferocito. Riuscii a superarla e il mio maestro mi conferì l’ambita cintura marrone (il massimo grado), insieme a un pratico copri-dita in lattice e un set di pentole Mondial Casa.

D: Dopodiché cosa hai fatto?

F: Ho venduto le pentole e mi sono fatto un viaggio rotolando in America.

V: E qui giungiamo alla svolta nella tua carriera…

F: Esatto. Mentre rotolavo, mi fermai in un bar e chiesi un Martini. L’oste si rifiutò di servirmi a causa del mio cattivo odore, così lo demistificai davanti ai clienti, tra cui un noto produttore cinematografico che rimase colpito dal mio stile, e decise di scritturarmi per una serie di film d’azione.

D: Si, sappiamo che hai fatto diverse comparsate in vari film…

F: Certo… All’inizio era dura, mi facevano fare ruoli come ad esempio la controfigura di Chewbacca in Star Wars nelle scene in cui aveva la pelliccia bagnata… Ma quando mi videro demistificare Luke fuori dal set, pensarono di darmi una parte da protagonista.

V: Ti riferisci a “Fist And Furious”?

F: Sì, è stato il mio primo ruolo da protagonista, e quello a cui sono più legato. Poi vennero altri film, come “L’urlo di Fist terrorizza l’Occidente” e “A FISTful of Dollars”. La critica non li accolse troppo bene, ma mi ero creato lentamente un pubblico fedele, soprattutto tra i coprofili e i trans.

D: Allora come mai hai abbandonato il mondo del cinema?

F: Gli ani degli attori non mi davano soddisfazione: erano troppo aperti.

V: Che hai fatto in seguito?

F: Ho provato a riciclarmi per un’emittente televisiva tedesca, Ausfahrt TV, dove ho condotto per un po’ un programma per bambini, “The Happy Hour of Demistification”: fondamentalmente demistificavo vari cattivi dei cartoni, come Ursula, Jafar e il nonno di Heidi.

D: Ma te ne sei andato anche da là…

F: Sì, poi ho intrapreso una normalissima carriera da carceriere freelance: mi chiamano quando c’è qualcuno da mettere in riga… Ho scoperto la potenza delle saponette.

V: Sappiamo che sei anche attivo nel mondo della musica…

F: sì, ho prodotto il primo album dei Fist Of Rage, e di tanto in tanto collaboro con il mio amico Nergal dei Behemoth.

V: Ora qualche domanda più personale, per conoscere meglio le tue abitudini e i tuoi gusti. C’è un libro che preferisci in particolare?

F: “Cento demistificazioni prima di andare a dormire”; l’ha scritto il mio maestro, è un po’ una guida per chiunque voglia avvicinarsi a questa disciplina.

D: Ah, e si può reperire?

F: Solo in certi tipi di librerie, però vi consiglio di stare attenti al vostro ano quando ci entrate.

V: Ok, e che musica ascolti?

F: Naturalmente i Behemoth, di cui conosco tutti gli album a memoria. Poi mi piacciono molto quei generi un po’ di nicchia come il grind atmosferico, l’epic jazz e il folk dell’isola di Pasqua.

D: Hai qualche hobby?

F: Certo, costruisco trapani in casa, saltuariamente demolisco palazzi e colleziono guanti di tutte le epoche. Poi allevo alcuni animali: un ornitorinco, un’istrice e Bill Kaulitz.

V: Il tuo piatto preferito?

F: Il pasticcio di carne alla Tolkki. E’ un piatto molto difficile da preparare, soprattutto per gli ingredienti: consiste nel prendere un grosso involtino di pastasfoglia e riempirlo delle budella di un esemplare per ogni genere di mammiferi: canidi, felini, suidi, mustelidi, equini, cervidi, ungulati e cetacei.

V: Credi negli extraterrestri?

F: Certo, sono convinto che una civiltà di muffe super-intelligenti si sia sviluppata all’interno di una forma di gorgonzola scaduta che tengo in frigo.

D: “Qual è il tuo porno-attore preferito?

F: Naturalmente Lex Steele, le cui urla sono state una grande fonte di ispirazione.

V: Per concludere: progetti per il futuro?

F: Sì, pensavo di aprire una catena di fast food e un’altra di soluzioni per stitici, in modo che le due cose si concilino tra di loro. Poi desidererei incontrare il Sommo Maestro Demistificatorio, che è nascosto da qualche parte in Cina… Si dice che non caghi da almeno 50 anni e che sia diventato piccolo e viola.

V: Ok, ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo in bocca al lupo per l’avvenire!

F: Grazie a voi, continuate così e forse non sarete demistificati. Approfitto della situazione per salutare il mio amico Giuliano e il biker Enzo, sicuro che leggeranno queste righe.