Archive for agosto 2010

Frasario 2010 – quarta parte

Ben ritrovati, miei inesistenti followers! Non so se sia colpa dell’estate, della concorrenza di Facebook o del fatto che in fondo siamo tutti delle brutte persone, fatto sta che sono sempre meno i volenterosi che cagano quello che scrivo. Pazienza, vorrà dire che si perderanno anche questa nuova eccitante puntata del FRASARIO!


Grim: “Oggi ho ricevuto la laurea all’università BOVINA, ora sono disponibile nelle migliori macellerie!”
Io: “Intendi dire che hai passato l’esame?”
Grim: “No, che mi hanno amabilmente MACELLATO!”

Telecronista: “Ammonito Luis Fabiano!”
Padre: “Ammonito VESPASIANO??”

Dario (parlando del suo rapporto con la geometria): “E’ già tanto che non sono diventato omosessuale, a studiare e odiare tutti quei cazzo di triangoli!”

Io (rivolto a un’ambulanza che suonava con forza dietro di me): “Ma che cazzo, ho capito che dovete passare, ma se non c’è spazio, non c’è spazio! Quando inventeranno le macchine A DECOLLO VERTICALE come gli Harrier, sarò lieto di alzarmi in volo e farvi passare!”

Cappe: “Secondo me all’università dovrebbero dare i voti degli esami usando il d20 + 10!”

Folk: “Come si dice struzzo in inglese?”
Andy: “Ostrich.”
Folk: “Ah, pensavo STRUZZ!”

Io: “Al mio orale di maturità, il prof di fisica mi ha fatto una sola domanda: mi ha chiesto di parlare dei campi magnetici. Io ho risposto seriamente: “Il campo magnetico… è originato… da un magnete!”. Lui mi ha guardato come un conquistador avrebbe guardato un azteco che si trastullava con le perline e poi ha detto: “Bene, passiamo a inglese!”

Folk: “Ho un problema: quando fa caldo come in questo periodo, sento il bisogno di fare troppe docce!”

Giulia: “A stare seduta sui cuscini così, mi sento una vecchia con le EMORROIDI!”

Io: “Ragazzi, ditemi che saremo ancora in contatto quando saremo dei trentenni sfigati con figli appresso!”
Folk: “Di brutto! E ci sarà Tonzo che vivrà in un eremo a distillare grappa di contrabbando, con la barba fino all’ombelico e dietro i Folkstone che bevono il tè… corretto grappa di contrabbando!”

Folk (a cavalcioni su un triciclo): “Ma questo affare fa un male cane alle palle! E’ chiaramente un complotto della lobby ebraica per castrarci tutti e impedirci di avere una discendenza!”

Angelo (fratellino di 6 anni di Veronica): “Ma perchè voi due (io e Dario, ndA) avete gli stessi costumi?”
Io: “Perchè siamo gemelli!”

Angelo (a me): “Ma tu sei troppo GRASSO per tuffarti in piscina!”
Io: “… penso che ti sopprimerò.”
Folk: “Ah, adoro l’innocenza dei bambini!”
(poco dopo)
Folk: “Andre, dopo quel tuffo tu e la grazia siete come Venere e Plutone!”

Io (guardando Angelo che caricava la pistola ad acqua): “Quel gesto ti sarà molto utile da grande!”

Angelo: “Adesso ti do un pugno!”
Io: “Con la tua forza? Non me ne accorgerei neanche!”
Folk: “Non dirgli così, che adesso si incazza, ti strappa una palla e se la mangia!”

Dario: “Chi è Pai Mei? E’ un personaggio di STREET FIGHTER?”

(parlando di versi affettuosi e scemi)
Folk: “A volte, quando sono con Giulia, senza accorgermene, mi scappano dei “Puuu!”, e lei mi guarda con odio!”
Io: “Io con Elena me ne guardo bene, se lo facessi mi caverebbe entrambi gli occhi e li userebbe al posto delle olive nel Martini!”

Folk: “Vorrei essere una donna solo per andare in piscina quando ho il ciclo! Così la gente guarderebbe in acqua e direbbe ‘Aiuto, c’è uno squalo!'”

Io (commentando una mia foto su FB): “Cosa starei osservando con quest’aria sorniona?”
Dario: “Secondo me progetti l’invasione dell’Armenia armato di carrarmatini di Risiko e superalcolici!”

Luca: “Nick, gli ebrei non possono mangiare pancetta! Andrai all’inferno!”
Nick: “Ma un ebreo non va mai all’inferno!”
Luca: “No, hai ragione, dopo la morte vanno direttamente nel CAVEAU di una BANCA!”

Elena (discutendo di un ipotetico futuro da sposati): “E se poi ti viene la crisi di mezza età e hai una storia con la segretaria?”
Io: “No, è impossibile: le segretarie alla COOP non ci sono!”

Livia (a Dario): “Guarda, c’è il SOLE AZZURRO!”

Chrigel (cantante degli Eluveitie): “It’s great to see you all here! You know, I don’t speak Italian, but the word probably is PORCO DIO!”

Folk: “Ma perchè devo avere un computer che va veloce quanto una Lamborghini Countach, ma con una connessione internet che è veloce quanto una 2 cavalli senza motore… in salita… trainata da un gatto??”

Io: “Una teoria come quella di Piaget non poteva essere proposta che da uno svizzero: è una teoria fredda, vuota, triste… il bambino vive in una dimensione costante di egocentrismo cognitivo, isolato nel suo universo, e passa attraverso una serie di stadi forzati, come un pokemon che si evolve!”
Folk: “… il bambino sta cercando di apprendere PISTOLACQUA, ma il bambino non può conoscere più di 4 mosse! Eliminare una nuova mossa per fare spazio a Pistolacqua?”

Cappe: “Ci prendiamo un chili in quattro?”
Folk: “Io no, l’ultima volta che ho mangiato il chili mi ha fatto cagare!”
Io: “Guarda che quello che fanno qui è veramente buono, fidati!”
Folk: “No, non nel senso che era cattivo, nel senso che mi ha fatto proprio CAGARE FIAMME!”

Tonzo (dal nulla): “Ma dove si trova la SPETTROSONDA in POKEMON GIALLO?”

Io: “Sono andato dalla tipa a chiedere quando passa la navetta per Wacken, e mi ha risposto ‘ONE HUNDRED’. Io ho sempre creduto che un’ora fosse fatta di sessanta minuti! Dannazione!! Mi hanno gabbato per oltre vent’anni!”

Omar: “Dio fa, quanto ero sbronzo ieri sera… vado ad aprirmi una birra… combatti il fuoco col fuoco!”

Omar e Claudio: “GIANNI MORANDI MANGIA LA MERDA OOH OOH OH OH OH!!” (frase ripetuta IN CONTINUAZIONE per tutto Wacken, ndA)

Io (guardando un tedesco): “Ma quanto è magro quello?? Il mio CAZZO è spesso quanto il suo BRACCIO!”

Omar: “Io i Van Canto li ho visti quest’anno al Gods… dovevo mettermi due dita in culo per non sboccare!”

Omar (riferendosi a una tipa che aveva quasi rimorchiato): “Non mi fido ad andare a cercarla alla tenda… rischio di trovarmi davanti il padre con un’ascia che mi fa: ‘Tu no potere scopare mia figlia, nein!’, e mi taglia l’uccello!”

Io: “Non è possibile che qui di mattina la tenda sia un forno a 100 gradi… è proprio vero che la Germania è il paese dei FORNI!”

Mary: “Non ti conviene chiedere lo scotch a quei tedeschi, rischi che ti diano una BOTTIGLIA!”

Neckro-Wacken, part 2: And then there was music


(consueta “””breve””” carrellata sui musicisti/artisti/ominidi vari visti all’opera sui 5 palchi di Wacken)


FIDDLER’S GREEN

Il mio personale Wacken comincia al Wackinger Stage con questo gruppo tedesco che, come suggerisce il nome (il fiddle è il tradizionale violino irlandese), propone il folk rock tipico dell’Isola di Smeraldo. Non inventano nulla, anzi, qua e là si sentono richiami fin troppo pesanti ai classici del genere (Pogues, Flogging Molly, Dropkick Murphys ecc.), ma l’energia c’è, l’atmosfera da pub di Dublino pure, e i pezzi si lasciano ascoltare senza problemi. Un gradevole antipasto.
Voto: 7

SVARTSOT

Rischiavano seriamente di scomparire, i folk metallers danesi, dopo il buon debutto “Ravnenes Saga”: per fortuna, con una formazione ricostituita da zero, sono tornati in pista con un ottimo cd, e a Wacken hanno dimostrato di avere ancora molto da dire. Nonostanti dei suoni non perfetti, brani come Jotunheimf
ærden e Lindisfarne sono la prova di uno stato di forma sicuramente positivo. Purtroppo ho perso l’ultimo quarto d’ora di concerto per arrivare in tempo al True Metal Stage; ma dato che dubito che nel tempo rimamente si siano lanciati in cover dei Bathory, il giudizio non cambia.
Voto: 7,5


ALICE COOPER

Gli anni passano, ma i vecchi maestri restano: proprio nell’anno in cui ci lascia Ronnie James Dio, lo zio Alice (classe 1948) alla pensione proprio non ci pensa, e lo dimostra con un grande spettacolo. La voce naturalmente non è quella degli anni d’oro, ma la setlist è un vero manuale rock: School’s Out, No More Mr. Nice Guy, I’m Eighteen, Guilty, Billion Dollar Babies, Under MY Wheels, l’immancabile Poison, praticamente ogni pezzo è un classico. Il tutto, naturalmente, corredato con le trovate di scena a cui il Nostro ci ha abituati: ecco quindi ghigliottine, patiboli, sangue finto e chi più ne ha più ne metta. La classe non è acqua, del resto.
Voto: 8

IRON MAIDEN

C’è poco da fare: gli Iron Maiden, anche quando respirano e vanno al cesso, non smettono di scatenare polemiche, alimentare discussioni, spaccare a metà i fan. Figuriamoci quando più di metà dei brani suonati sono tratti dagli ultimi tre album, che certo non hanno riscosso consensi unanimi. Ma loro possono permetterselo: del resto, quando Steve Harris e co. aprono sparandoti in faccia The Wicker Man, ripescano dai cassetti perle un po’ trascurate come Blood Brothers e Running Free, e sono così in forma da rendere trascinanti anche pezzi “normali” come The Reincarnation Of Benjamin Breeg e il nuovo singolo El Dorado, cosa vuoi fare, se non applaudire? E a questo punto la domanda, per i sostenitori come per i detrattori, rimane la stessa: quando la Vergine di Ferro appenderà gli strumenti al chiodo, chi ne raccoglierà il testimone? Ma vabbè, c’è ancora gente che rimpiange Paul Di Anno…
Voto: 8
Setlist: The Wicker Man – Ghost In The Navigator – Wrathchild – El Dorado – Dance Of Death – The Reincarnation Of Benjamin Breeg – These Colours Don’t Run – Blood Brothers – Wildest Dreams – No More Lies – Brave New World – Fear Of The Dark – Iron Maiden. Encore: The Number Of The Beast – Hallowed Be Thy Name – Running Free

AMORPHIS

Purtroppo, anche a causa dell’orario decisamente poco generoso (prima di mezzogiorno), non sono riuscito a vedere per intero la loro esibizione: l’impressione è di essermi perso molto, perchè quanto visto testimonia una band davvero valida, tecnicamente preparata (soprattutto il cantante, davvero abile nel passare dal growl al pulito) e dal sound ammaliante ed evocativo. Da applausi la doppietta finale Black Winter Day + My Kantele. Dopo averli sfiorati due volte di fila negli anni precedenti, valeva proprio la pena fare lo sforzo.
Voto: 8

ORPHANED LAND

Di sicuro non capita tutti i giorni di vedere sul palco una band israeliana, dedita a un prog-death con forti influenze di musica tradizionale araba, e un cantante vestito come Gesù Cristo (come lui stesso si diverte a sottolineare): purtroppo, sono stati il classico esempio di quanto sia difficile, a volte, trasporre dal vivo il feeling presente su disco. Intendiamoci, la tecnica c’è, e brani come Sapari e Halo Dies lo dimostrano, ma alla lunga sono risultati un po’ prolissi e pesanti. E l’assenza dal vivo dei suggestivi cori femminili orientali, sostituiti da versioni pre-registrate, non migliora le cose. Un peccato.
Voto: 7

DIE APOKALYPTISCHEN REITER

Suoni a dir poco discutibili e una scaletta troppo, troppo incentrata sull’ultimo album, considerato che siamo in un festival e non in un concerto da headliner. E allora perchè un voto così alto? Perchè i Reiter sono sempre i Reiter: quindi carisma da vendere, risate assicurate dalle cazzate del Dr. Pest e pezzi che, senza far gridare al miracolo di tecnica e inventiva, saprebbero resuscitare anche i morti. E in questo senso, pur con assenze dolorose come Reitermania e Riders On The Storm, si possono apprezzare anche due brani inediti dal vivo come Roll My Heart e Der Adler. Certo, il concerto del 2007 era un’altra cosa: si può dire che hanno portato a casa la pagnotta. Ma come lo fanno loro, ne sono capaci davvero in pochi, nella scena metal odierna.
Voto: 8
Setlist: Wir Sind Das Licht – Revolution – Friede Sei Mit Dir – Unter Der Asche – Es Wird Schlimmer – Erhelle Meine Seele – Drums Solo – Adrenalin – Nach Der Ebbe – Der Adler – Roll My Heart – Der Weg – We Will Never Die – Seemann

SCHELMISH

Al Summer Breeze 2008, tra una balla e l’altra, non ero riuscito a vedere il loro concerto per intero: stavolta ho cura di arrivare in buon anticipo, e vengo premiato con una prova coinvolgente e ben eseguita. Nulla per cui strapparsi i capelli, però: le canzoni hanno presa, ma la band dà il meglio di sè quando lascia libero sfogo a bombarde e cornamuse, alla Igni Gena o Aequinoctium; quando invece la vena folk viene messa in secondo piano a favore del metal comunemente inteso, ecco che emergono diverse pecche di originalità e qualità. E’ questo che, a mio parere, ancora li divide dai giganti del genere, In Extremo e Schandmaul. Bravi, comunque.
Voto: 7

GRAVE DIGGER

Sapori di Scozia si diffondono sul True Metal Stage. Quello dei tombaroli tedeschi non è uno show normale: per la prima, e probabilmente ultima volta, viene proposto integralmente il classico “Tunes Of War”, che celebra otto secoli di storia scozzese, da re Malcom ai Giacobiti. Quello che viene proposto al pubblico è un vero campionario di heavy metal: cavalcate mozzafiato (The Battle Of Flodden, Killing Time), ballate commoventi (The Ballad Of Mary, ospite speciale Doro Pesch) e cori emblematici (le celebri Scotland United e Rebellion, quest’ultima con partecipazione speciale di Hansi Kursch e dei Van Canto). E quando le nostre menti sono ancora sui campi di battaglia delle Highlands, ecco che si ritorna al presente con un paio di bordate come Excalibur e Heavy Metal Breakdown. Immortali, inossidabili.
Voto: 8,5
Setlist: The Brave – Scotland United – In The Dark Of The Sun – William Wallace – The Bruce – The Battle Of Flodden – The Ballad Of Mary – The Truth – Cry For Freedom – Killing Time – Rebellion – Culledon Muir – Ballad Of A Hangman – Excalibur – Heavy Metal Breakdown

IHSAHN

Dimenticate il black metal canonico: l’ex leader degli Emperor da solista è più dedito a un avantgarde visionario e molto tecnico, supportato da una band eccellente sotto tutti gli aspetti. Intelligente la scaletta, che pesca in maniera abbastanza equanime dai tre capitoli della discografia solista, compreso l’eccellente “After”, targato 2010. Da segnalare le ottime Scarab e The Frozen Lakes Of Mars, e in generale la bravura del polistrumentista norvegese: uno che, per talento e per curriculum, meriterebbe qualcosa in più che 45 minuti nel palco coperto.
Voto: 8
Setlist: The Barren Lands – A Grave Inversed – Scarab – Emancipation – Invocation – Called By Fire – Unhealer – The Frozen Lakes Of Mars

KAMPFAR

Chitarre taglienti, sfuriate black, fuochi sul palco e tanta grinta: i Kampfar danno un bel calcio nelle chiappe di chi li considera una band di serie B nel panorama viking. Certamente il sole infuocato del primo pomeriggio non è l’alleato migliore di chi fa dell’oscurità e del gelo nordico i propri stendardi, ma se i risultati sono questi, ringraziamo e portiamo a casa. Promossi senza troppi dubbi.
Voto: 7,5

OVERKILL

Una parola: devastanti. Che la band fosse in gran forma come ai tempi d’oro lo ha dimostrato l’ultimo, ottimo studio album “Ironbound”, ma dal vivo le sensazioni sono ancora migliori. Già la doppietta iniziale The Green And The Black + Rotten To The Core lascia il pubblico senza fiato: figurarsi dopo mazzate come Hello From The Gutter, Coma, In Union We Stand e Bring Me The Night… il tutto condito da assoli folgoranti e una batteria precisa e brutale. I migliori insieme ai Grave Digger. Chi ha detto che il thrash è morto?
Voto: 8,5

METSATÖLL

Stesso discorso degli Skyforger allo scorso Summer Breeze: anche loro provenienti dal Baltico (precisamente dall’Estonia), anche loro dediti a un folk metal roccioso e molto anni ’90, ricco di influenze della loro terra d’origine (grazie anche all’uso di strumenti a corda tipici), forse meno estremo di altri colleghi ma molto energico. Forse le linee vocali dei pezzi sono un po’ troppo banali, ma l’impressione generale è positiva.
Voto: 7

STRATOVARIUS

Come molti sanno, negli ultimi anni i finlandesi sono passati attraverso una serie impressionante di problemi, culminati con l’abbandono del leader storico Timo Tolkki: gli Stratovarius del 2010 sono una band rinnovata nei componenti e nello spirito, desiderosa di fare bene ma senza dimenticarsi del glorioso passato; lo dimostra la scaletta, ricca di classici dei bei tempi che furono come Paradise e The Kiss Of Judas. Nonostante l’ottima prova, anche per il nuovo materiale, il voto non può essere troppo alto per una serie di imprecisioni, sia di suoni che dei musicisti: Kotipelto che non accende il microfono e canna l’attacco della prima canzone (!), Michael che si perde le battute perchè impegnato a fare il tamarro prendendo al volo le bacchette che gli lancia lo staff… promossi in ogni caso; nota di merito al bassista Lauri Porra, freddino ma tecnicamente davvero inattacabile. (post scriptum: se non merita i palchi principali una band come questa, che ha scritto la storia di un genere, cosa si dovrebbe dire di improbabili carneadi come Ill Nino, Dew-Scented e The Bosshoss?)
Voto: 7,5
Setlist: Hunting High And Low – Higher We Go – Speed Of Light – The Kiss Of Judas – Deep Unknown – Against The Wind – Eagleheart – Winter Skies – Phoenix – Paradise – Black Diamond

EDGUY

A conti fatti, quelli che ho gradito di meno. Non tanto per l’annosa questione della svolta power metal – hard rock (che comunque non ho mai mandato giù fino in fondo), quanto per due semplici motivi. Innanzitutto, con un’ora sola a disposizione, è folle perdere troppo tempo a fare cori, incitare la folla, chiacchierare tra un pezzo e l’altro ecc.: d’accordo che coinvolgere il pubblico è importante, ma se si fossero limati un po’ di eccessi, due pezzi in più in scaletta ci sarebbero stati. Secondo, il Tobias Sammet che ricordo io è un animale da palco senza uguali, mai fermo un attimo e con una voce potente e precisa: quello visto a Wacken mi è sembrato poco in salute e piuttosto stanco, anche se i suoni non l’hanno aiutato. Il resto della band si è espresso su ottimi livelli (da segnalare la partecipazione del bassista degli Helloween Markus Grosskopf, all’opera su Lavatory Love Machine e Superheroes), anche se pure sulla setlist qualcosa da ridire c’è: va bene che il power appartiene al passato, ma tre pezzi dal mediocrissimo Rocket Ride e zero da Theater Of Salvation mi sembra veramente una scelta inconcepibile. Insomma: svolto il compitino, ma dei fenomeni impazziti del Gods 2006 non si è visto granchè.
Voto: 6,5
Setlist: Dead Or Rock – Speedhoven – Tears Of A Mandrake – Vain Glory Opera – Lavatory Love Machine – Superheroes – Sacrifice – Save Me – King Of Fools

Neckro-Wacken, part 1: Back in the trash


Anche il Wacken è andato.
Nonostante le pessime premesse iniziali, nonostante le incognite sulla compagnia, le improvvisazioni dell’ultimo giorno, le condizioni climatiche avverse (nulla in confronto ai vari Sonisphere in giro per l’Europa…) e tutto il resto, alla fine è stata una bella esperienza.
Nulla da dire sulla qualità delle esibizioni musicali (oggetto del prossimo intervento), paragonabile a quella del mio primo W.O.A. targato 2007, forse persino superiore: per sintetizzare al massimo, Overkill e Grave Digger sugli scudi, seguiti da Alice Cooper, Ihsahn e Die Apokalyptischen Reiter, mentre un po’ di delusione per Edguy e Orphaned Land, sempre comunque nell’ambito di un’esibizione positiva.
Parlando di questioni extra-musicali, c’è poco di cui lamentarsi. Una cosa, come detto, è il clima: la pioggia è caduta a fasi alterne i primi giorni, graziandoci poi nelle giornate dei concerti; ma il vero problema è stato il freddo notturno, un freddo umido, penetrante, capace di lasciare la tenda fradicia anche col cielo sereno; un freddo che veniva poi sostituito da un cocente sole estivo, che fin dalle prime ore della mattina arrostiva le tende rendendole dei veri e propri forni;  oltre alle difficoltà per dormire decentemente, una simile escursione termica non è l’ideale per la salute (anche se pressochè nulla a Wacken lo è :D), e lo dimostrano i numerosi raffreddori e influenze.
Un’altra cosa, ma era inevitabile e preventivato, è il numero di persone presenti. Naturalmente per gli organizzatori è un motivo di vanto, ma per i fruitori, vedere i concerti da distanze siderali, impiegare mezz’ora per arrivare dall’area concerti alla propria zona di campeggio e dover sopportare file interminabili per usare cessi e docce (quando uno naturalmente non vuole usare i cespugli e tenersi il tanfo…) può non essere altrettanto gratificante. Al Summer Breeze, dove il pubblico è meno della metà, tutto dà l’impressione di essere "a misura d’uomo", qui purtroppo è un concetto che ormai si è perso. Del resto, è il prezzo da pagare per avere un festival di livello mondiale, con gruppi altrettanto importanti.
Un’altra piccola delusione, e qui parlo davvero a titolo personale, è il Metal Market: passino i 2,50 euro di ingresso una tantum, ma una volta dentro mi aspettavo una scelta francamente più variegata. Capisco che il metallaro medio non brilli per apertura mentale quanto i fan di altri generi, quindi non mi aspettavo le discografie complete di Pink Floyd, Flogging Molly o Hendrix; ma almeno nell’ambito del metal stesso, esporre i soliti due-tre cd (di solito best of o studio album sfigati) di molti gruppi hard, heavy e power importanti, e invece centinaia di dischi dei gruppi black e grindcore più disgraziati, misconosciuti e underground, non mi sembra molto invitante.
Quanto alle cose positive, per fortuna la lista è più lunga. Per mangiare – a meno che uno non sia a dieta – c’è davvero l’imbarazzo della scelta, comprese diverse specialità etniche; l’introduzione del villaggio vichingo e del tendone ha portato alla gente un’ottima alternativa ai concerti e al vagabondaggio nel campeggio (soprattutto il villaggio, con la sua vasta offerta di idromele, vini speziati e altre gustose specialità, è stata una meta frequente). Anche i trasporti alla fine non hanno dato problemi particolari: certo, la metropolitana di Amburgo è un enigma difficile da risolvere per chiunque non sia tedesco, ma con un po’ di buona volontà e l’aiuto dei passanti ne siamo venuti a capo; persino dormire in aeroporto l’ultima notte è stato sopportabile (lo sarebbe stato di più, se una cazzo di guardia non ci avesse svegliati dicendoci che il terminal stava per essere chiuso per la notte, salvo poi chiederci scusa e farci tornare dove eravamo… non sono più riuscito ad addormentarmi così bene!).
Ma la vera nota felice di questo Wacken, soprattutto se confrontata ai dubbi della vigilia, è stata la compagnia: tanti ragazzi, di diversa età, provenienza (dalla Sardegna al Trentino) e gusti musicali, accomunati dalla voglia di divertirsi, cazzeggiare… e scroccare il cesso del camper XD. Trattandosi di un gruppo abbastanza numeroso, inevitabilmente si sono formati dei gruppetti, ma i rapporti sono stati allegri tra tutti. L’eroe vero e proprio però è Omar, l’ultras granata, l’uomo che si sveglia la mattina, fuma una sigaretta, beve una birra e riprende a dormire: tra i tentativi di approccio alle tedesche finiti in sfacelo (una lo ha fatto aspettare fuori dal camper al freddo per mezz’ora e non si è fatta viva, un’altra gli si è avvinghiata addosso e ha rischiato di farlo pestare dal fidanzato enorme e incazzato), l’epica sbronza finale a base di Jagermeister e soprattutto "GIANNI MORANDI MANGIA LA MERDA OOH OOH OOH OH OH" (tormentone ufficiale del Wacken 2010), si è guadagnato un posto speciale nei cuori di tutti noi. Ma di gente da ringraziare ce n’è tanta… Claudio, l’anziano del gruppo, che in un certo senso ha reso possibile tutto questo prenotando il camper e l’area del campeggio (per non parlare dei suoi boxer ultra-fashion di Tigro); Claudio-col-pizzetto e la sua irrefrenabile parlantina bergamasca, Serena che ha fatto da avamposto a Wacken un mese prima del festival (io mi sarei suicidato molto prima), il thrasher Davide, Barabba che ci ha aiutati a montare la tenda al buio, Lorenzo, Marta e tutto il gruppo dei romani… siete stati migliori di quanto mi sarei mai aspettato!
Discorso a parte per la mitica Mary, che merita solidarietà a prescindere per essere stata coinvolta in un casino che non la riguardava, e che ha rischiato di compromettere la sua (e mia) partecipazione a questo festival, ma che alla prova dei fatti si è rivelata un’ottima compagna di tenda e di avventure, raccogliendo ai miei occhi l’eredità che per tre anni è stata del Defender. Grazie soprattutto a te, da solo non mi sarei certo divertito così.
Un vero peccato che altre persone non possano essere incluse in questo intervento… ma in fondo ognuno raccoglie quel che semina; di certo non ho seminato da solo, e di certo non rimpiango la mia decisione e non ho intenzione di fare marcia indietro. Tanto siamo tutti soddisfatti in fin dei conti, no?
Bene folks, direi che ho scritto tutto. Prossimamente la seconda parte sulle varie band; le foto, come sapete, su questo blog non saranno inserite, ma potete trovarle su Faccialibro. Quanto al futuro, dubito che l’anno prossimo ci saranno tempo e fondi per un altro festival… ma mantengo un minimo di spazio per cambi di programma. Almeno stavolta, so che la compagnia è affidabile.
Long live rock and roll!

Notizie dal mondo #9

                                                                  

Buongiorno,
nonostante il caldo, l’afa e l’assenza di gran parte dei suoi fan causa vacanze, la Voce del Fato si ostina a darvi il benvenuto per un’altra puntata di MuseoNewz, il webgiornale più letto a Hogwarts, Sim City e GTA San Andreas.
Si ricorda che questo è l’ultimo aggiornamento del dominio prima della pausa estiva.
Passiamo alla rassegna principale.

L’EROE DEL GIORNO: si chiama Ozge Kirimlioglu, è uno studente americano appassionato di ingegneria informatica, e ha ideato il congegno definitivo per promuovere il rispetto della netiquette e della buona educazione in Rete: un dispositivo che PUZZA se SCRIVI PAROLACCE. Il marchingegno, significativamente chiamato "Pepper Mouth", si collega al computer tramite una normale porta usb, ed è in grado di riconoscere la scrittura di termini volgari ed offensivi: a quel punto accende una spia rossa e, se l’utilizzatore non rimuove l’espressione segnalata, attiva una serie di bombolette puzzolenti dall’odore insopportabile.
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_giugno_23/pc-manda-cattivo-odore-%20se-scrivi-parolacce_69959200-7eaf-11df-b520-00144f02aabe.shtml
Mr. Kirimlioglu ha dichiarato di essersi ispirato ai sistemi educativi di sua nonna. Ho come la sensazione che, al suo confronto, i figli di Ned Flanders siano dei teppisti.

CRONACA: siete mai stati attratti dall’idea di taccheggiare in un supermercato? Abbandonatela: il rischio è di finire come questo ventinovenne di Lodi, arrestato dai carabinieri per avere rubato 50 grammi di PROSCIUTTO. L’uomo era stato scoperto già sul luogo del delitto, ma era riuscito a fuggire evitando gli addetti alla sicurezza: le forze dell’ordine lo hanno trovato mentre si gustava serenamente il corpo del reato.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/22/news/lodi_ruba_un_etto_di_prosciutto_cotto_e_finisce_in_carcere_per_rapina_impropria-5758648/?ref=HREC2-9
L’accusa è di "rapina impropria", e ora rischia una pena fino a dieci anni di carcere. Il valore del bottino è di 1 EURO E 9 CENTESIMI. Il rapporto tra guadagno e pena più squilibrato della storia dell’umanità.

ESTERI: i bambini, si sa, spesso sanno essere davvero turbolenti e indisciplinati: a volte le loro marachelle coinvolgono anche le persone intorno, provocando veri danni; e quando i richiami verbali non sono sufficienti, alcuni genitori si affidano anche a sberle, sculacciate e punizioni corporali. E’ il caso di questo genitore inglese, che è stato punito dalla legge per aver preso a ceffoni il figlio di sette anni. Va detto che anche il bimbo c’era andato pesante: aveva tentato di INCOLLARE la nonna sulla tazza del CESSO.
http://notizieincredibili.scuolazoo.com/incredibile/prova-ad-incollare-la-nonna-sul-water-padre-gli-da-uno
Oltre al danno, la beffa: la nonna ha dichiarato di essersi divertita. Chissà, magari ha dato un ceffone pure a lei.

TECNOLOGIA: come ben sapete, MuseoNewz si è sempre schierato a favore del risparmio energetico e dell’energia rinnovabile: ricordate il lampione che funziona a merda e la batteria alimentata a piscia? Bene, ecco un’altra eco-meraviglia: lo SCIACQUONE ENERGETICO!
http://www.greenme.it/abitare/risparmio-energetico/2827-hydro-power-produrre-energia-elettrica-scaricando-il-water
Si chiama HyDro-Power e funziona fondamentalmente come una centrale idroelettrica: l’acqua scaricata dal water mette in moto una turbina che produce elettricità, specie nei palazzi a più piani. E’ ufficiale dunque: andare al cesso fa risparmiare e aiuta l’ambiente! Da domani peperonata e prugne per tutti.

AMBIENTE: vi ricordate quando abbiamo parlato dei rutti dei mammut che riscaldavano la Terra? Bene, ecco il rovescio della medaglia: le SCORREGGE degli animali da fattoria aumentano l’effetto-serra.
http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/2777-allevamento-le-spezie-riducono-i-gas-serra-un-qtocco-di-coriandoloq-contro-le-emissioni
Ma non temete, amici agricoltori: basta una dieta ricca di spezie (per esempio zenzero, cannella e chiodi di garofano) e i vostri bovini potranno petare di meno, e la Terra sarà salva! E anche voi potrete riporre i deodoranti negli armadi.

CULTURA: per finire, un po’ di religione, che non guasta mai. Voi tutti conoscete di certo reliquie celebri come la Sacra Sindone o la Corona Ferrea, che ancora oggi richiamano migliaia di pellegrini e visitatori nei luoghi dove sono custodite. Una reliquia che invece è ingiustamente poco considerata è il SANTO PREPUZIO: si tratta, naturalmente, del prepuzio di Gesù Cristo in persona, asportatogli in seguito alla circoncisione rituale a cui anche lui, come ogni buon ebreo, fu sottoposto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Prepuzio
Pensate, nel Medioevo ci furono persino diciotto diversi Santi Prepuzi, ognuno spacciato per quello vero! Oggi, purtroppo, se ne sono perse le tracce… ed è un vero peccato: era l’unico culto cristiano che poteva essere definito, oltre ogni ragionevole dubbio, un CULTO DEL CAZZO.

Anche per oggi è tutto. La Voce del Fato augura a tutti buone vacanze, e vi ricorda che, se per caso doveste trovarvi nelle vicinanze dello Schleswig-Holstein dal 3 al 9 agosto, potete farci visita qui.
Arrivederci alla prossima puntata.