Miei protetti,
è di nuovo il tempo di un intervento serio, anche se non particolarmente impegnato. Ritengo che l’argomento, sebbene non di primaria importanza in tempi travagliati come questi, interessi comunque molti di noi, soprattutto ora che da più parti si parla di censura del web, di misure restrittive ecc.: mi riferisco al file-sharing, ovvero alla condivisione in rete e download di materiale coperto da diritto d’autore, e più nello specifico al download di musica.
Come nel caso del post sull’Inter, la molla è stata un discorso altrui, questa volta l’intervista a Fenrir, redattore del sito Truemetal: riporto la sua risposta alla domanda "qual è il lato negativo dell’mp3":

"Il lato negativo è quello degli scaricomani, che amo definire "ladri" a tutto tondo. La gente che prende l’ultimo album del gruppo X, lo scarica tutto, lo mette nella sua bella cartellina, lo ascolta qualche volta e se ne va in giro su internet a dire "io ce l’ho – io ce l’ho – io l’ho sentito" come fossero grandi intenditori, e in realtà a casa non hanno altro che un cimitero di band compresse in un disco ottico o due. Lì il mercato agonizza e muore, e questa gentaglia ha il coraggio di chiamarsi metallara quando invece non è altro che una "McDonaldara" del metal. Va al suo fast food di Emule, si scarica il suo bel big mac di 10-20 band, ascolta un po’ e passa al prossimo panino. Poi ci credo che escono fuori con i discorsi ‘ormai il metal m’ha annoiato / è tutto uguale’. Con che faccia poi vanno ai concerti e guardano in faccia i propri idoli, cantando a memoria canzoni che stanno nei loro hard-disk. Se quelle band sono lì sopra non è certo per merito loro, e magari si lamentano pure che non suonano mai in Italia. Mesi, anni di lavoro di professionisti dell’intrattenimento rubati e sviliti da una banda di ragazzetti criminali che si vantano con sfrontatezza dei loro Hard Disk pieni, sapendo tanto di essere protetti da uno schermo che non li farà mai scoprire. In molti tentano di giustificare certi ladrocini nelle maniere più disparate, ma se davvero pensate che sia giusto farlo andate dai vostri idoli e chiedetegli che ne pensano del fatto che avete scaricato tutta la loro discografia, e fategli autografare magari un album copiato. Alcune band sono pro pirateria – pace all’anima loro. Molte altre non lo sono, e nascondersi dietro a uno schermo non rende meno criminali di uno scippatore di vecchiette. È la classica vigliaccheria dei criminali da salotto, insomma. L’MP3 è un mezzo meraviglioso rovinato dai soliti furbi che pensano che la vita sia tutta in corsia preferenziale, in barba a chi sta in fila al casello."

Fermi restando il diritto di ognuno di esprimere la propria opinione, e la stima professionale per chi considero uno dei massimi esperti e migliori recensori italiani di black-viking, mi sento in dovere di dire la mia: io penso che questa risposta sia un ammasso quasi totale di cazzate, e spiego il perchè.
In primo luogo, la definizione di download di mp3 come furto non sussiste. Il furto implica la sottrazione di una proprietà altrui, mentre chi scarica musica da internet non sottrae nulla, al massimo duplica: il materiale messo in condivisione in rete viene riprodotto negli hard disk. Può sembrare un artificio retorico-giuridico, ma è la verità: un’operazione a costo 0 e guadagno 0 (tralascio volutamente chi vende cd di musica scaricata, quelli lucrano ed è tutt’altro discorso).
In secondo luogo, il discorso del "il metal mi ha annoiato" (tra l’altro, è poi così grave? Si tratta pur sempre di gusti personali) non è certo imputabile ai soli mp3. Che il download di musica da internet porti necessariamente a un ascolto superficiale e infine allo stancarsi delle band è una generalizzazione bella e buona: non nego certo che ci siano casi del genere, ma dipende dalla coscienza di ognuno, dal proprio attaccamento alla musica e dall’apertura mentale. Si può anche ascoltare mille volte e conoscere a memoria un album scaricato che si ama, e cancellarne un altro perchè, nonostante l’interesse iniziale, non è piaciuto. Io stesso, che il metal lo adoro ed è il genere che sicuramente conosco meglio, ho sempre ascoltato anche artisti diversi, dal rock classico, al folk, ai cantautori. Ma nessun genere mi ha ancora stancato, nè mi sogno di definirlo "tutto uguale". Chi dice così è solo un ascoltatore distratto, e in quel caso gli mp3 possono peggiorare la situazione, ma non originarla.
Il "peggio di sè" però, Fenrir lo dà parlando degli autografi sui dischi masterizzati, provocazione per dimostrare che chi scarica vantandosene e dandosi arie da esperto ascoltatore, in realtà sa in cuor proprio di essere nel torto. Beh, caro Fenrir, io non avrei alcun problema morale nel dire a un artista che sono andato a vedere dal vivo, che ho scaricato tutta la sua discografia: semplicemente perchè, se non l’avessi fatto, io quell’artista lo conoscerei solo di fama, e certo non sborserei il prezzo del biglietto (che nella MIGLIORE delle ipotesi è 20 euro, più di quasi ogni album, anche nuovo) per vedere qualcuno di cui ho letto solo qualche recensione, e al massimo sentito qualcosa su Youtube. A tal proposito voglio raccontare un aneddoto personale.
Qualche mese fa, per documentarmi sui gruppi che avrebbero suonato all’Italian Gods Of Metal, ho ascoltato un paio di canzoni degli In Tormentata Quiete sul loro Myspace, e sono rimasto assolutamente a bocca aperta per la bellezza, l’originalità e l’altissimo tasso tecnico delle tracce: mi sono quindi fiondato a scaricare la loro discografia, ascoltandola ripetutamente e diventando in breve tempo un loro convinto fan. Il giorno del concerto, finita l’esibizione, ho incontrato tra il pubblico il cantante della band (ragazzo umile, simpatico e gentilissimo), che mi ha venduto entrambi i cd a un prezzo "da amico", e abbiamo parlato un po’. "Ma come facevi a conoscere le nostre canzoni?" mi chiede. Io gli rispondo, senza problema: "Ho scaricato gli album da internet". Lui mi sorride e dice: "Hai fatto benissimo!"
Questo cosa vuol dimostrare? Che per i gruppi piccoli, quelli che ai concerti chiamano 50 persone e non riescono neanche a mantenersi con la musica, il download è una manna dal cielo, perchè permette di diffondere il loro nome e le loro opere a un pubblico potenzialmente vastissimo: quelli intelligenti lo hanno già capito, e spesso offrono la possibilità di scaricare l’album direttamente dal loro sito. Le band celebri invece, quelle che riempiono gli stadi, i soldi li fanno in altri modi, coi tour, la pubblicità e contratti milionari: naturalmente è giusto che anche loro, se i loro lavori meritano, vedano acquistati dai fan i loro cd, ma se si lamentano degli mp3 che gli "fanno perdere soldi", è unicamente per avidità, e non meritano più scrupoli di quanti loro stessi ne abbiano in merito (qualcuno ha detto Metallica?).
La verità, è che tutta questa polemica nasce da un errore di fondo: e cioè che chi scarica un album poi non sia interessato a comprarlo. Questo è un luogo comune da smontare, così come è da smontare la convinzione che il mercato discografico si rivolga soprattutto ad adulti con stipendi veri e propri da spendere in musica: guardiamoci in faccia, chi acquista più cd sono ragazzi e adolescenti, gente che va al liceo o all’università, e che le uniche entrate su cui può fare affidamento sono la paghetta dei genitori, gli spiccioli delle ripetizioni e qualche lavoretto estivo. Come si può pretendere che comprino tutto quello che ascoltano? Ma nel loro piccolo ci provano, supportano le band preferite e girano per negozi e webshop, come faccio anch’io: ormai mi sono segnato i siti che vendono album a buon mercato, e quando ho un po’ di soldi da parte non manco di procurarmi i miei titoli preferiti. E devo dire che, se scoprire dal nulla un disco che si rivela splendido è una gran soddisfazione, lo è anche apprendere che in uno sconosciuto sito bulgaro, il suddetto disco è in vendita a 10 euro in meno del prezzo al negozio in centro.
Queste sono le cose che ti fanno dire di amare la musica. E io mi ritengo questo, un amante della musica, non permetto a nessuno di chiamarmi ladro, dato che da anni ormai compro più di un cd al mese. Non esistono i ragazzetti criminali di cui blatera Fenrir, esistono solo persone serie che fanno quello che possono per comprare i dischi, e persone meno serie che scaricano e basta. Ma prendersela con il p2p, parlare di vigliaccheria da salotto per un sistema che, piaccia o non piaccia, permette a gruppi minori di avere un seguito (e parla chi, tra concerti e festival, ha visto oltre 70 band live), vuol dire proprio pisciare fuori dal vaso.
Long live Emule, and long live Rock ‘n’ Roll.