A distanza di 24 ore, torno a scrivere, stavolta su toni completamente differenti, e su un argomento molto meno serio.
Come avrà saputo chiunque possieda un televisore e non esaurisca il proprio concetto di "sport" in Tetris e Pacman, ieri l’Inter ha vinto il campionato. Una vittoria arrivata sul filo di lana, ma comunque meritata, ottenuta dalla squadra più forte e che ha espresso maggiore continuità durante le 38 giornate del torneo. Si tratta ormai della quinta vittoria consecutiva, la quarta sul campo, quindi per me che sono milanista ormai non dovrebbe fare più nè caldo nè freddo: al primo successo dei rivali storici ci rimani di merda, al secondo ti girano i coglioni, dopo un po’ ci fai quasi il callo. Perchè allora questo intervento?
Stamattina ho letto qualcosa che mi ha fatto pensare. La firma è di uno dei tifosi interisti più illustri, il giornalista del Corriere Beppe Severgnini. L’articolo vorrebbe essere una celebrazione personale della grande stagione nerazzurra, ma ai miei occhi di avversario, costituisce l’emblema della mentalità classica interista (pur nella sua rappresentazione più rispettabile e meno becera). Riporto alcuni stralci:
"Qualcuno ora dice: eravate più simpatici prima! Ovvio, ma è una qualità cui rinunciamo volentieri. C’è una simpatia che scivola nella compassione; e noi l’abbiamo rischiata, anni fa. […] Com’è possibile che la nostra gioia non susciti un po’ d’invidia, e l’invidia cerchi le sue giustificazioni? Josè Mourinho, per esempio? Sarebbe lui il generatore di antipatia? Ma quando mai! L’avete visto ieri a Siena? Commosso e con gli occhi lucidi. Va be’, un’ora dopo ha trovato il modo di ricordare che gli avversari, una volta ancora, vanno in vacanza con "zero tituli". Ma che ci volete fare? Il Comandante Mou è un timido-aggressivo […]. Oppure è Moratti che non si fa amare? Ma se gliene hanno dette e fatte di tutti i colori, per anni! L’uomo che non sa di calcio, il miliardario pollo e spendaccione, il membro poco furbo della famiglia, e via carogneggiando. Dal ’95 al 2005 ha imparato il mestiere, mentre intorno a lui trafficavano in modo indegno. […] Ho capito: siamo noi interisti a essere antipatici. Perchè, da qualche anno, vinciamo? Se fosse così, ditecelo subito. Siamo disposti a continuare, antipaticamente, così. PS: la chiamate antipatia. Ma non è piuttoso, invidia?"
No, caro Severgnini: quella nei vostri confronti è antipatia, o meglio odio, ed è tutto meritato.
Ve lo siete meritato inneggiando a uno scudetto "vinto in segreteria" (Mourinho dixit: proprio lui, il vostro eroe!), in un campionato in cui siete arrivati terzi a più di 10 punti dalla vetta; ve lo siete meritato con quella squallida pantomima del "vinciamo senza rubare"; ve lo siete meritato blaterando di complotti al primo rigore a favore del Milan (quando voi non ne avete avuti contro per oltre un anno); ve lo siete meritato facendo quadrato intorno a Mourinho, il vostro duce, arrivando a inventare le giustificazioni più acrobatiche per difendere i suoi eccessi, anche quelli obiettivamente indifendibili. Già, Mourinho. "Sarebbe lui il generatore di antipatia?": beh, a me uno che, di fronte a due espulsioni CORRETTE dei suoi giocatori, sfoggia il gesto delle manette in diretta nazionale, come a dire "guardate, ci stanno derubando di ciò che è nostro di diritto!", proprio l’esempio per antonomasia della simpatia e della sportività non sembra. Ma questo non ha importanza per voi: Mourinho vi ha portati in finale di Champions, quindi è il solo dio dell’universo. Ormai molti interisti hanno sviluppato un tale amore incondizionato per il loro condottiero, che se lui si presentasse a casa loro e stuprasse le loro madri, non solo non si incazzerebbero, ma troverebbero il modo di ringraziarlo, perchè sicuramente era giusto così, e se non l’hanno capito, è colpa loro che non sono intelligenti come lui. Ed effettivamente tutto si può dire di Mourinho, tranne che non sia intelligente: anzi, è un fantastico parlatore. Uno di quelli che, se facesse il venditore porta-a-porta, in mezza giornata piazzerebbe l’intero stock. Ma questo non vuol dire che sia perfetto: perchè, altrimenti, con una squadra talmente più forte delle avversarie che molti panchinari sarebbero titolari da qualsiasi altra parte, ha vinto lo scudetto solo all’ultima giornata, facendosi mangiare un distacco di 14 punti sulla seconda? Forse perchè ha a tal punto esaltato i suoi giocatori con le sue deliranti teorie complottiste, che questi sono finiti a febbraio sull’orlo dell’esaurimento nervoso? No, naturalmente: il distacco si è perso perchè c’era il complotto. La verità, cari miei, è che se Mourinho si fosse fatto più i cazzi suoi, l’Inter avrebbe vinto lo scudetto con tre-quattro giornate d’anticipo, senza patemi.
Quanto a Moratti, il signor "lo scudetto 2006 ce lo teniamo perchè è la prova che noi siamo onesti", tutto quello che gli hanno detto contro è vero: non sapeva di calcio, perchè i fenomeni che ha ingaggiato nell’Inter pre-2006 non glieli ho comprati io; era pollo e spendaccione, perchè 600 milioni di euro per vincere una Coppa Uefa in undici anni di presidenza non sono esattamente un affare da Zio Paperone; è il membro poco furbo della famiglia, perchè altrimenti sarebbe in Saras, dove certo non gli permetterebbero di spendere e spandere senza conseguire risultati tanto a lungo. Ora le cose vanno meglio perchè, almeno lui, ha imparato a stare zitto, e ha saputo circondarsi di persone che, almeno loro, gli affari li sanno portare a termine.
E veniamo a voi, cari interisti: voi siete non solo antipatici, ma più propriamente insopportabili. Perchè anche in questa stagione in cui vi va veramente tutto per il verso giusto, in cui non solo voi vincete, ma le vostre rivali storiche annaspano nel fango, non siete capaci di limitarvi a godere, ma dovete per forza lamentarvi e vomitare accuse ridicole, come avete fatto per decenni: gli arbitri, il Palazzo, rigori di qui, espulsioni di là… Questa è la vostra natura: lamentarvi e negare la realtà. Siete stati capaci, nel giro di quattro anni, di passare da "non abbiamo vinto per colpa degli arbitri" a "vinciamo perchè siamo i più forti, non perchè gli arbitri ci aiutano", fino a "vinciamo nonostante gli arbitri tentino di impedircelo": congratulazioni, un simile esempio di bispensiero è degno del miglior Orwell.
Ma è la memoria il vostro punto debole, lo è sempre stato. Quando, negli anni passati, Milan e Juve si contendevano gli scudetti (voi dite rubando, io dico che il Milan è stato condannato per qualcosa che avete fatto anche voi, ovvero avere rapporti privilegiati con i designatori), gli interisti non si trovavano neanche col radar: al massimo, la risposta standard era "sì, simpatizzo per l’Inter, ma non è che segua tanto il calcio". Ora che l’Inter vince, magia! gli interisti si sono moltiplicati più dei pani e dei pesci quel giorno in Galilea; e anche quelli che, prima del 2006, pensavano che il calcio fosse quell’elemento chimico che fa bene alle ossa, ora sfoggiano fieri foto di Zanetti e Milito, ripetono come tanti pappagalli "zeru tituli!" (a proposito, grazie. Ennesimo tormentone di cui non sentivamo il bisogno) e fanno gli spacconi a destra e a manca. E sono assolutamente certo che, se tra qualche anno l’Inter dovesse tornare nelle retrovie, anche loro ritornerebbero nelle grotte in cui si sono nascosti per quindici anni.
Ma si può continuare! Per esempio, ora sfottete il Milan perchè compra solo vecchi e bidoni, e avete ragione, ci sfottiamo noi da soli: ma mi permettete di ricordarvi i fuoriclasse che avete orgogliosamente schierato in campo, diciamo, dal 1997 al 2006 (quando, per intenderci, non vincevate per colpa di Moggi e Galliani)? Eccone alcuni: Galante, Colonnese, Zè Elias, Domoraud, Farinòs, Dalmat, Gresko, Pasquale, Emre, Van Der Meyde, Brechet, ecc.; tutta che gente che nell’Inter attuale non vedrebbe neanche la panchina, e allora era semi-titolare. Oppure ci sfottete perchè due anni fa non ci siamo qualificati per la Champions e abbiamo giocato la Uefa; magari sabato vincete la finale e amen, ma fino ad oggi, 17 maggio 2010, i vostri unici trofei europei in epoca non paleolitica sono proprio tre coppe Uefa: 1991, 1994 (nell’anno in cui avete chiuso il campionato a UN PUNTO dalla serie B!) e 1998; a casa mia questo si chiama "sputare nel piatto in cui si mangia". Ci avete sfottuto perchè Kakà, dopo aver detto che sarebbe rimasto, se n’è andato al Real: io ricordo tanti di voi, nell’estate del 2002, cantare sotto la sede della società "Ronaldo bastardo!" e "Zoppo di merda!". Potrei andare avanti tutta notte, a enumerare gli esempi di coerenza interista; ma sarebbe come ribadire che il mare è salato.

La realtà dei fatti rimane la stessa: l’Inter è la squadra che ha vinto di più in questi anni, quindi voi interisti avete diritto di essere considerati vincitori. Vincenti però, quello no, non lo siete e non lo sarete mai. Non è nel vostro dna, come la serie B.