"Forse lì c’è qualcuno che non dorme, be’ comunque che ci siate oppure
no, io c’ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio
amico; lui… lui è uno di quelli bravi, bravi a credere in quello in
cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose
non crede in niente. Be’ non è vero… anch’io credo…Credo nelle
rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards."


Come può immaginare chi sa da cosa è tratto questo monologo, stasera ho visto il film "Radiofreccia" di Ligabue. Non l’avevo mai visto, e nonostante sostenga da sempre che Accorsi non sia un granchè a recitare (e questo film non mi ha fatto cambiare idea), devo dire che mi è piaciuto. Soprattutto le parole di Freccia alla radio, sull’importanza di credere in qualcosa. Ha ragione, non è vero che, se uno non crede in determinate cose, allora significa che non crede in niente. Anch’io credo.
Non credo alle rovesciate di Bonimba nè ai riff di Keith Richards, ma credo nei gol di Van Basten e nella voce di Freddie Mercury.
Credo che, come viene detto nel film, i musicisti ti possano tradire, ma le canzoni, le tue canzoni, non ti tradiranno mai.
Credo che forse quest’intervento fosse più adatto per l’altro blog, ma probabilmente verrà fuori troppo lungo, e alla fine non ho mai detto che non ci debbano essere elementi in comune.
Credo che la politica sia una merda, destra e sinistra non facciano tanta differenza. Credo che non ci sia nessun partito o uomo politico che valga davvero la pena di appoggiare, ma non per questo credo che siamo tutti legittimati a sbattercene i coglioni e fare finta che non ci riguardi. Perchè che ci piaccia o no, siamo tutti cittadini di uno Stato, abbiamo il dovere di informarci su cosa succede, e il diritto di esprimerci attraverso il voto. I più grandi crimini della Storia si sono sempre retti sulle maggioranze silenziose.
Credo che, se le cose continueranno come sono andate finora, il Milan non vincerà più per un bel pezzo, ma quando guardo Leo Messi e il Barcellona mi metto in pace col mondo. E credo che, se un gruppo di teste di cazzo, invece di spendere 600 miliardi di lire per comprare omini Subbuteo un po’ più grossi, si fosse tenuto Robben e Sneijder, a quest’ora una squadra di buffoni non sarebbe uscita agli ottavi per la sesta volta di fila.
Credo che l’odio reciproco tra metallari e truzzi abbia seriamente stancato, perchè fatte le debite proporzioni, sono entrambe facce della stessa medaglia.
Credo che prima o poi smetterò di fare il pirla il 1 di aprile, e me li taglierò davvero i capelli. Ma adesso è troppo presto per pensarci. Non sono ancora stempiato.
Credo che, se per tutto l’anno ci fosse la temperatura che c’è stata in questi due giorni, potrei dire di aver trovato il Paradiso, anche senza la neve.
Credo che la birra non smetterà mai di piacermi, credo che avesse ragione chi diceva che gli alcolizzati, il più delle volte, sono le persone che ci stanno antipatiche e bevono quanto noi, ma voglio sperare che, se dovessi cominciare a perdere il controllo, arrivi qualcuno che mi prenda a schiaffi e mi dica "Ma che cazzo fai, ripigliati".
Credo che la vita complessivamente sia una merda, ma che ci siano singoli momenti o periodi, per cui vale veramente la pena vivere.
Credo che prima o poi dovrò davvero mettermi a studiare sul serio, perchè oggettivamente non mi saranno serviti a un cazzo questi sforzi, se poi tra dieci anni conoscerò la psicologia come adesso conosco il greco.
Credo che a parole tutti quanti detestino i Tokio Hotel, i Finley, Twilight e chissà cos’altro, ma evidentemente se hanno il successo che hanno, significa che qualcuno i cd li compra e il film li va a vedere, e quindi qualcosa non mi torna.
Credo che forse un buco dentro ce l’ho anch’io, ce l’abbiamo tutti; e tutti noi lo riempiamo con cose diverse, ma che alla fine sono sempre le stesse: il lavoro, lo studio, la musica, lo sport, le cazzate con gli amici, il sesso, l’amore.
Credo che alla fine ognuno abbia il sacrosanto diritto di riempirsi questo buco come cazzo vuole, anche distruggendosi, a patto di non danneggiare gli altri. E se vi sembra una cosa banale, provate a spiegarlo agli esegeti della vita, che hanno una risposta per tutto e sono sempre pronti a spiegare agli altri cosa fare, come farlo e perchè.
Credo che un Dio nell’universo non ci sia, anche se non avrò mai le prove nè di una tesi nè del suo opposto. Credo che se ogni persona sulla Terra contasse solo sulle proprie forze e sull’aiuto di chi gli sta vicino, senza appellarsi a potenze invisibili, e si arrendesse alla realtà che le Domande senza Risposta si chiamano così perchè sono davvero senza risposta, vivremmo tutti più felici. Ma forse basterebbe che ognuno riconoscesse all’altro il diritto di credere che il mondo sia stato creato dal Grande Puffo, se gli va.
Credo che i sentimenti come l’affetto, la felicità, la tristezza, la paura, in fondo non siano altro che scosse elettriche che stimolano centri cerebrali. Ma credo anche che spiegare l’impulso di affrontare la morte stessa per difendere qualcuno che ami, o di buttare via la tua vita per dieci minuti di follia in cui ammazzi il tuo peggior nemico, soltanto con impulsi elettrici e secrezioni ghiandolari, sia come descrivere un quadro di Van Gogh dicendo che è un insieme di oli e pigmenti in polvere disposti in un determinato modo su una tela.
Credo che in fondo sia anche per questo motivo che l’uomo è andato sulla Luna, ha scisso l’atomo, ha sterminato milioni di suoi simili e creato imperi millenari, mentre i pinguini, le cavallette e le stelle marine no.
Credo che, nonostante i miei sforzi, non sarò mai in grado di ringraziare adeguatamente chi mi è stato vicino in questi anni, nè di dare a quelli che hanno tentato di rovinarmi ciò che si meritano. L’unica cosa che credo sia sensato fare è di tenermi stretti i primi, e non farmi guastare l’umore dai secondi.
Credo che, per quanto profondi siano gli abissi in cui può sprofondare l’animo umano, ci sarà sempre una soluzione e una via di uscita. Ma non credo che chi la soluzione la trova abbia il diritto di giudicare e condannare chi non ce la fa. Perchè se è vero che stiamo tutti correndo sulla stessa strada, nessuno usa lo stesso paio di scarpe.
Credo che adesso sia davvero tardi, e sia l’ora di andare a dormire.