Archive for aprile 2010

Frasario 2010 – seconda parte


Belzebù!
Un’accurata analisi socio-demo-brutal-statistica ha dimostrato che, quando posto roba trash, nerd e demenziale tipo i frasari o il notiziario, il pubblico di questo blog si esalta e accorre in "massa", mentre quando gli interventi sono colti e impegnati, non mi caga un cane di nessuno. Forse di queste nozioni, sono felice di presentarvi la nuova puntata del frasario 2010! *si sentono risate pre-registrate*
Ricordo ai lettori che "WoW" sta per "World Of Warcraft", che tutte queste frasi sono state realmente pronunciate da esseri umani in carne ed ossa, e che se nessuno rimarrà offeso o scandalizzato dal contenuto di questo intervento, vorrà dire che avrò fallito nel mio scopo; la prossima volta mi impegnerò di più.

Cantante dei Lou Quinse: "Voglio vedere le mani alzate!"
Io: "Vuole vedere le MELANZANE?"

Folk: "Perchè non prendiamo una pizza al salame piccante, aggiungiamo olio piccante, poi facciamo un’assicurazione al BUCO DEL CULO e viviamo da nababbi per il resto della vita?"

Dario: "Ma i peccatori, dopo la morte, vanno nella GIINA?" (sarebbe la GEHENNA, ndA)

Folk: "Se dovessi gestire la mia prenotazione e il mio volo da solo, probabilmente invece che a Stoccolma mi ritroverei in Darfur!"

Grim (rivolto a me): "Tu che sei uno psicologo, interpretami questo sogno: l’altro giorno ho sognato che ero nel futuro, e dovevo combattere contro un impero malvagio…"
Cappe: "Te lo spiego io: devi smetterla di mangiare peperonata e guardare Guerre Stellari prima di dormire!"

Folk: "Per come si è svolta la mia adolescenza, sono stato io per primo a beccare mio padre che scaricava pornazzi, che lui a beccare me!"

Folk (parlando del suo viaggio a Stoccolma): "Per comodità riguardanti il volo, ci tratterremo un giorno in più rispetto al previsto, e stiamo pensando dove andare a finire in quel giorno vacante, dato che ci scazza farci ospitare così un giorno in più dalle famiglie. La prima ipotesi è stata il vagabondaggio (con tanto di ricerce riguardanti l’esistenza o meno del reato di vagabondaggio in Svezia). La seconda ipotesi è stata quella di farci ARRESTARE per passare la notte al caldo. L’ultima, che ha riscosso grandioso successo, è quella di dormire in una TENDA in una delle foreste che ci sono sulla strada tra la città e l’aeroporto. […] Probabilmente finiremmo o morti ibernati causa alcool e notte al gelo, o sbranati da un orso poi andato in letargo etilico, o fermati da un guardiacaccia gay di Malmö e sodomizzati in una guardiola." (in realtà non è proprio partito, l’eruzione dell’Eyjafjallajokull ha
cancellato anche il suo volo, ndA)


Compagna di corso di Roberta: "Robi, non riesco più ad aprire il pennarello! Prova tu, che hai a che fare più spesso con le COSE DURE!"

Dario: "Anche stavolta Cappe è in ritardo: sta accumulando PUNTI-BRANDINA!"

Io: "Ma io non ho scarponi da montagna! Sono un umano di classe CITIZEN!"

Folk (osservando delle galline): "Non ti deprimi pensando che loro sono i discendenti diretti dei dinosauri?"

Grim: "Ma si dice ‘uncorrect’ o ‘SCORRECT’?"
Dario: "Ma no, si dice VRONG!" (pronunciato proprio così, ndA)

Cappe: "La tua voce è come un kazoo impazzito durante la Nona di Beethoven!"

Io (commentando una foto in cui compaiono Dario e Folk): "Come siete belli! Soprattutto Dario!"
Dario e Folk (contemporaneamente): "Quale?"

Grim (dal nulla, nel silenzio generale): "Secondo voi, quando muore il Papa?"

Folk: "Ci vedo tutto sommato bene, nonostante le seghe!"
Io: "Beh, le due cose non sono collegate…"
Folk: "O forse è la cecità a portare alla masturbazione!"

Dario: "Speriamo che mio padre non scopra che abbiamo sciolto la cera sul camino…"
Cappe: "Ma non è che tuo padre entra in casa, e la prima cosa che fa è chiamare quelli di CSI, dicendogli: ‘Scoprite come ha fatto della cera a finire sul camino’!"

Io (osservando Folk con una mantella impermeabile nera): "Sembri la versione SITH dei fantasmini di Pacman!"

Cappe: "Prendi un gatto, mettilo in un tosaerba con chiodi di garofano e chiodi veri, accendi, e il suono che ne esce è la Lingua Nera di Mordor!"

Cappe: "Ma Dario sta usando il cellulare? Ah no, è un TOPOLINO!"
Io: "Va che non sono due oggetti simili…"
Cappe: "Ma Dario è sempre al cellulare! Anche se venisse decapitato, il suo corpo senza testa continuerebbe a scrivere messaggi!"

Grim: "Io appena arrivo a casa mi sbatto sotto la doccia!"
Tonzo: "Io mi metto a mangiare come un porco!"
Folk: "Io mi faccio una sega! E con questo vi pwno tutti!"

Cappe: "Quando l’uomo col mouse e la tastiera incontra l’uomo col controller, l’uomo col controller viene PERMAKILLATO!"

Dario: "Ma il sentiero non era così ripido all’andata!"
Cappe: "Forse un fenomeno orogenetico ha fatto sì che tutti i monti intorno a Torriggia si alzassero!"
Io: "O forse non siamo noi a camminare sul sentiero, ma è il sentiero a muoversi sotto i nostri piedi."
Folk: "Secondo me, in realtà siamo tutti morti intossicati ieri notte, e questa è un’allucinazione collettiva, come in ‘Così è la vita’."
Cappe: "Proviamo a entrare in un bagno femminile: se non ci nota nessuno, è vero!"

Io (commentando lo sconforto di mio padre di fronte a una partita del Milan): "Sto immaginando una scena tipo Arancia Meccanica, dove il papi viene legato a una sedia e costretto col divaricatore oculare a guardare ininterrottamente il Milan che prende gol, con in sottofondo l’Inno Alla Gioia!"

Dario (prima del concerto degli Haggard): "Arriveremo un po’ in ritardo perchè le sorelle Mutinelli hanno la velocità di preparazione di una SPELL D’ALTO LIVELLO DI WOW!"

Dario: "Togo: finissimo stato africano, ricoperto da un sottile strato di cioccolato."

Padre: "Conoscete la precessione degli equinozi?"
Madre: "La PERCEZIONE DEI FINOCCHI??"

Danny (parlando del campionato di calcio dell’isola Reunion): "Minchia, io sarei un fuoriclasse lì! Anche perchè la squadra sarà formata da: talentuoso ragazzo di 18 anni un po’ in carne, il vecchietto che passa tutti gli altri giorni al bar, tre gemelli disadattati e semiciechi, un cane, un cavallo e un 40enne che rifiuta la sua età ed è convinto di essere un 15enne. Allenatore: la mamma dei tre gemelli, con mattarello in mano che urla insulti in dialetto e che minaccia la sua squadra di mandarli a letto senza cena se non giocano bene."

Vecchia sulla metro: "Ma… sei AMERICANO?"
Io: "No, perchè?"
Vecchia: "Hai l’aria di un americano!" (chiedendomelo in italiano, tra l’altro, ndA)

Io (parlando di un esercizio dell’esame di Attendibilità): "Tutti dicono sempre ‘massì, basta guardare le domande dei vecchi esami, sono sempre quelle!’; a parte il fatto che non è vero, ma poi quando davvero si ripetono, mancano i dati per risolverle! E’ come se ti dicessi di trovare l’area di un triangolo la cui base è 3. E l’altezza? Non la puoi sapere; però, se ti è d’aiuto, posso dirti che è ROSSO!"

“O tempora, o mores…!”

Buondì, miei prodi
non dovrei essere qui a scrivere, dato che domattina ho un esame; ma a volte l’ispirazione brilla senza alcun preavviso, senza badare a impegni, e scompare in fretta, per cui è necessario riversare su "carta" i propri pensieri, prima di rischiare di perdere l’attimo. Lo prenderò come un intervallo tra l’articolo sul reato di stupro e il libro sui furti ("Ma tu non facevi psicologia?", eh, cazzo vi devo dire… :D)
Il post di oggi origina da una mia riflessione di stamattina. Con l’intento preciso di evitare ogni programma/mezzo d’informazione che mi ricordasse che l’Inter ieri ha battuto il mio Barcellona, ho acceso la tv su History Channel, dove trasmettevano un documentario sull’invasione sovietica dell’Afghanistan, paragonandola a quella americana del Vietnam. In particolare, mi ha colpito la parte in cui si spiegava che, in entrambi i casi, gli occidentali provarono a conquistarsi i favori della popolazione civile tramite l’introduzione della modernità: denaro contante al posto del baratto, scuole, infrastrutture, una vera e propria opera di "conversione" che mirava a vincere le resistenze degli autoctoni con il benessere, per poi piegarli alla propria ideologia. Questa strategia aveva però portato i risultati opposti: la popolazione, spaventata da tutte queste novità improvvise, aveva finito per abbracciare il fanatismo dei capi-clan e dell’autorità locale, pronta a mettere gli abitanti in guardia contro gli invasori stranieri che volevano cancellare le loro tradizioni e la loro identità.
Abbiamo assistito a un fenomeno del genere anche in tempi recenti, con l’intervento americano in Iraq e in Afghanistan: le forze di occupazione non sono riuscite, e non riescono tuttora, a spiegarsi come sia possibile che, nel Terzo Millennio, dove la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche permettono di collegare in poche ore mondi separati per secoli come l’Europa e il Medio Oriente, ci siano ancora paesi che rifiutano apertamente democrazia e progresso in nome di uno stile di vita tribale, arretrato, dove i più basilari diritti civili vengono calpestati e l’unica legge è quella dei testi sacri. La spiegazione che tutti, me compreso, hanno adottato, è che l’Occidente – America in primis – ha sempre avuto la presunzione di considerare il proprio modello di società il migliore possibile, commettendo l’errore di pensare che chiunque, dopo averlo sperimentato, non potesse fare altro che accettarlo entusiasticamente. Ma ora mi chiedo: per quanto tempo ancora le cose andranno avanti in questo modo?
L’Occidente, e l’Europa in particolare, sono arrivati a costruire la civiltà in cui viviamo oggi passando attraverso una serie di avvenimenti storici che, in un modo o nell’altro, hanno modificato l’impostazione precedente per creare un nuovo modello: Medioevo, Rinascimento, guerre di religione, Illuminismo, tutto ciò ha contribuito a plasmare la società odierna; processo che non è avvenuto invece in Oriente, i cui abitanti hanno condiviso solo la parte esteriore e "pratica" del nostro stile di vita (jeans, Coca-Cola, calcio, ecc.), mantenendo però intatte per secoli le proprie abitudini. Ma sto iniziando a pensare che una nuova rivoluzione sia all’orizzonte: qualcosa che non si realizzerà in pochi decenni, più probabilmente richiederà secoli, ma alla fine arriverà a massificare e "conformare" il genere umano, facendo leva sui suoi bisogni più elementari: benessere, socialità, spiritualità. E’ facile continuare il proprio stile di vita in un ambiente isolato e chiuso dall’interno; ma quando scopri cosa succede fuori, quando vieni a sapere che altrove non esistono fenomeni che hai sempre considerato fastidiosi ma inevitabili, cosa fai? Quando scopri che un certo comportamento è piacevole, e altrove puoi farlo liberamente, mentre nel tuo paese è proibito?
Pochi ci pensano, ma la Sicilia di inizio ‘900 non era poi così diversa da altre località oggi considerate "Terzo Mondo": la legge religiosa non era messa in discussione, l’onore di famiglia e il pubblico decoro venivano prima delle libertà individuali, e la legge dello Stato era spesso e volentieri rimpiazzata dalla più antica legge del "clan". Ma adesso i tempi sono cambiati, le nuove generazioni si staccano dalla famiglia, vanno a studiare e a lavorare all’estero e nelle grandi città, e una volta venute a contatto con la modernità, spesso e volentieri rifiutano il proprio retaggio culturale. Quando la generazione dei nostri nonni e genitori sarà scomparsa, e gli "anziani" saranno i nati negli anni ’70 e ’80, è possibile che dell’antica società pre-Internet non rimangano che poche superficiali tracce. Qualcosa di simile a quello che al Nord è già accaduto: ci sono ancora le persone che parlano in dialetto e si esaltano pensando ai Celti e alle rivalità tra i Comuni, ci sono ancora le processioni nelle strade del borgo, le feste patronali e le manifestazioni con gli abiti medievali; ma non sono altro che momentanee evasioni dalla routine quotidiana. Qualche ora di rievocazione storica e poi tutti tornano alla propria esistenza fatta di adsl, discoteche e Italia 1. Possiamo escludere che, con il tempo necessario, anche in Iraq possa avvenire la stessa cosa? Possiamo escludere che la sedicenne afghana del 2110, vestita come la coetanea di Londra, ascolti con aria annoiata l’imam che recita passi del Corano, mentre pensa "Sisicerto, tutto molto bello, però ora dacci un taglio che devo andare a sballarmi", e tiene una birra in una mano e un Big Mac nell’altra? Qualcosa di simile sta già accadendo in paesi come l’Iran, dove la popolazione più giovane comincia a contrastare seriamente il potere dominante, reclamando diritti che in Occidente sono visti come ovvi e fondamentali, e là sono considerati sovversivi e demoniaci.
Va oltretutto considerato un altro fattore, quando si parla di Medio Oriente: mentre il Cristianesimo ha iniziato a diffondersi nella prima metà del I secolo, quando gli Apostoli iniziarono a diffondere gli insegnamenti di Gesù, l’Islam è nato come religione nel VI secolo; vale a dire che ha oltre 500 anni di "ritardo" rispetto al Cristianesimo. E 500 anni fa il mondo cristiano (o meglio cattolico, prendendo in esame la confessione dominante in Europa) non era certo più tollerante dell’Islam odierno: riuscite a immaginare un europeo di allora che se ne usciva con frasi come "E’ giusto che gli omosessuali vedano tutelati i propri diritti", "Libera Chiesa in libero Stato" o "Secondo me Dio non esiste!" ? Non penso che sarebbe rimasto in vita molto a lungo… Chi può immaginare cosa sarà il mondo islamico tra cinquecento anni, quando avrà recuperato il gap temporale con l’Occidente moderno?
In sintesi, la mia opinione è che, in sostanza, agli esseri umani piace fare le stesse cose, quale che sia il loro luogo di nascita, credo o colore della pelle. A tutti piace scopare, divertirsi, fare quello che si vuole senza che ci sia qualcuno che dice "Non si fa perchè Dio/il prete/il capo/il papà non vuole". E il potere religioso non potrà impedire all’infinito che la popolazione sfugga ai suoi dogmi per abbracciare l’invidualismo e il relativismo culturale. Per dirla come uno che vorrebbe citare Marx ma è ignorante, le spinte della Storia convergono in un’unica direzione. Si tratta solo di stare a guardare.

Credo


"Forse lì c’è qualcuno che non dorme, be’ comunque che ci siate oppure
no, io c’ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio
amico; lui… lui è uno di quelli bravi, bravi a credere in quello in
cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose
non crede in niente. Be’ non è vero… anch’io credo…Credo nelle
rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards."


Come può immaginare chi sa da cosa è tratto questo monologo, stasera ho visto il film "Radiofreccia" di Ligabue. Non l’avevo mai visto, e nonostante sostenga da sempre che Accorsi non sia un granchè a recitare (e questo film non mi ha fatto cambiare idea), devo dire che mi è piaciuto. Soprattutto le parole di Freccia alla radio, sull’importanza di credere in qualcosa. Ha ragione, non è vero che, se uno non crede in determinate cose, allora significa che non crede in niente. Anch’io credo.
Non credo alle rovesciate di Bonimba nè ai riff di Keith Richards, ma credo nei gol di Van Basten e nella voce di Freddie Mercury.
Credo che, come viene detto nel film, i musicisti ti possano tradire, ma le canzoni, le tue canzoni, non ti tradiranno mai.
Credo che forse quest’intervento fosse più adatto per l’altro blog, ma probabilmente verrà fuori troppo lungo, e alla fine non ho mai detto che non ci debbano essere elementi in comune.
Credo che la politica sia una merda, destra e sinistra non facciano tanta differenza. Credo che non ci sia nessun partito o uomo politico che valga davvero la pena di appoggiare, ma non per questo credo che siamo tutti legittimati a sbattercene i coglioni e fare finta che non ci riguardi. Perchè che ci piaccia o no, siamo tutti cittadini di uno Stato, abbiamo il dovere di informarci su cosa succede, e il diritto di esprimerci attraverso il voto. I più grandi crimini della Storia si sono sempre retti sulle maggioranze silenziose.
Credo che, se le cose continueranno come sono andate finora, il Milan non vincerà più per un bel pezzo, ma quando guardo Leo Messi e il Barcellona mi metto in pace col mondo. E credo che, se un gruppo di teste di cazzo, invece di spendere 600 miliardi di lire per comprare omini Subbuteo un po’ più grossi, si fosse tenuto Robben e Sneijder, a quest’ora una squadra di buffoni non sarebbe uscita agli ottavi per la sesta volta di fila.
Credo che l’odio reciproco tra metallari e truzzi abbia seriamente stancato, perchè fatte le debite proporzioni, sono entrambe facce della stessa medaglia.
Credo che prima o poi smetterò di fare il pirla il 1 di aprile, e me li taglierò davvero i capelli. Ma adesso è troppo presto per pensarci. Non sono ancora stempiato.
Credo che, se per tutto l’anno ci fosse la temperatura che c’è stata in questi due giorni, potrei dire di aver trovato il Paradiso, anche senza la neve.
Credo che la birra non smetterà mai di piacermi, credo che avesse ragione chi diceva che gli alcolizzati, il più delle volte, sono le persone che ci stanno antipatiche e bevono quanto noi, ma voglio sperare che, se dovessi cominciare a perdere il controllo, arrivi qualcuno che mi prenda a schiaffi e mi dica "Ma che cazzo fai, ripigliati".
Credo che la vita complessivamente sia una merda, ma che ci siano singoli momenti o periodi, per cui vale veramente la pena vivere.
Credo che prima o poi dovrò davvero mettermi a studiare sul serio, perchè oggettivamente non mi saranno serviti a un cazzo questi sforzi, se poi tra dieci anni conoscerò la psicologia come adesso conosco il greco.
Credo che a parole tutti quanti detestino i Tokio Hotel, i Finley, Twilight e chissà cos’altro, ma evidentemente se hanno il successo che hanno, significa che qualcuno i cd li compra e il film li va a vedere, e quindi qualcosa non mi torna.
Credo che forse un buco dentro ce l’ho anch’io, ce l’abbiamo tutti; e tutti noi lo riempiamo con cose diverse, ma che alla fine sono sempre le stesse: il lavoro, lo studio, la musica, lo sport, le cazzate con gli amici, il sesso, l’amore.
Credo che alla fine ognuno abbia il sacrosanto diritto di riempirsi questo buco come cazzo vuole, anche distruggendosi, a patto di non danneggiare gli altri. E se vi sembra una cosa banale, provate a spiegarlo agli esegeti della vita, che hanno una risposta per tutto e sono sempre pronti a spiegare agli altri cosa fare, come farlo e perchè.
Credo che un Dio nell’universo non ci sia, anche se non avrò mai le prove nè di una tesi nè del suo opposto. Credo che se ogni persona sulla Terra contasse solo sulle proprie forze e sull’aiuto di chi gli sta vicino, senza appellarsi a potenze invisibili, e si arrendesse alla realtà che le Domande senza Risposta si chiamano così perchè sono davvero senza risposta, vivremmo tutti più felici. Ma forse basterebbe che ognuno riconoscesse all’altro il diritto di credere che il mondo sia stato creato dal Grande Puffo, se gli va.
Credo che i sentimenti come l’affetto, la felicità, la tristezza, la paura, in fondo non siano altro che scosse elettriche che stimolano centri cerebrali. Ma credo anche che spiegare l’impulso di affrontare la morte stessa per difendere qualcuno che ami, o di buttare via la tua vita per dieci minuti di follia in cui ammazzi il tuo peggior nemico, soltanto con impulsi elettrici e secrezioni ghiandolari, sia come descrivere un quadro di Van Gogh dicendo che è un insieme di oli e pigmenti in polvere disposti in un determinato modo su una tela.
Credo che in fondo sia anche per questo motivo che l’uomo è andato sulla Luna, ha scisso l’atomo, ha sterminato milioni di suoi simili e creato imperi millenari, mentre i pinguini, le cavallette e le stelle marine no.
Credo che, nonostante i miei sforzi, non sarò mai in grado di ringraziare adeguatamente chi mi è stato vicino in questi anni, nè di dare a quelli che hanno tentato di rovinarmi ciò che si meritano. L’unica cosa che credo sia sensato fare è di tenermi stretti i primi, e non farmi guastare l’umore dai secondi.
Credo che, per quanto profondi siano gli abissi in cui può sprofondare l’animo umano, ci sarà sempre una soluzione e una via di uscita. Ma non credo che chi la soluzione la trova abbia il diritto di giudicare e condannare chi non ce la fa. Perchè se è vero che stiamo tutti correndo sulla stessa strada, nessuno usa lo stesso paio di scarpe.
Credo che adesso sia davvero tardi, e sia l’ora di andare a dormire.