Ebbene, miei affezionatissimi, anche l’Annus Domini Suini MMIX volge al termine. Mancano ancora quattro giorni, ma dubito che la mia esistenza possa venire stravolta in così poco tempo; per cui le riflessioni seguenti hanno valore anche per quei giorni.

(on air: Alcest – Souvenirs D’Un Autre Monde)

Partirei dal fondo: per la seconda volta consecutiva, mi trovo costretto a commentare: è stato un anno pacco. In modo diverso e volendo meno frustrante del 2008, ma ancora una volta le mie aspettative sono state deluse: sono partito a gennaio con tanti progetti, obiettivi e speranze, e dopo dodici mesi devo ammettere che solo pochi di essi si sono conclusi in modo soddisfacente. Molto ha influito l’autunno: l’ho sempre sostenuto, quando le temperature iniziano ad abbassarsi e il cielo a coprirsi di nuvole, la gente perde magicamente gran parte della propria diplomazia, e finisce per litigare e incazzarsi per i motivi più disparati, spesso ingiustificati, quasi sempre futili. Ho visto andarci di mezzo persone a me care, e ahimè, è toccato anche a me.
Dal punto di vista universitario, la situazione in realtà è leggermente migliorata: ancora sono lontano dal potermi definire "in pari", ma se non altro ho fatto un discreto passo avanti verso l’agognato traguardo della laurea; le prossime due sessioni saranno decisive, e in caso di esito positivo mi troverei veramente con un piede nella specialistica. La media, beh… quella va a farsi fottere. Non sono nella condizione per snobbare i voti bassi, anche quelli immeritati come l’ultimo esame; e considerati gli esami che mi restano da dare (tre nomi su tutti: Psicologia Generale, Attendibilità e Validità, e il famigerato Fondamenti Anatomo-Fisiologici dell’Attività Psichica, il mio peggior nemico universitario), sarò costretto ad accettare qualunque voto mi permetta di archiviarli una volta per tutti. Come diceva mio padre ai tempi del militare: "Con la pioggia o col sereno, ogni giorno è un giorno in meno". 

(on air: Deep Purple – Mistreated)

Parlando di hobby – tempo libero, non mi posso poi lamentare troppo. Come l’anno scorso, ho vissuto due eccellenti vacanze estive: la prima a Barcellona con i miei compagni di università, che ha consolidato ulteriormente i miei rapporti di amicizia con loro, e tolte alcune divergenze sulle proprie concezioni di "intrattenimento notturno" (quanti giri di parole per dire che le discoteche MI FANNO CAGARE :D), è stata sicuramente un’esperienza positiva; la seconda nuovamente in Baviera per il Summer Breeze, funestata da qualche paranoia di troppo, ma comunque foriera di risate e situazioni memorabili, grazie soprattutto a una compagnia di veri pazzi scatenati, di sicuro la migliore con cui mi sia mai trovato nel contesto di un festival estivo.
Ho poi vissuto diverse piacevoli serate con amici, grandi concerti, sono sempre riuscito a ritagliarmi del tempo per distrarmi, insomma: sotto questo aspetto il bilancio è sicuramente in attivo.

(on air: Premiata Forneria Marconi – L’Isola Di Niente)

Dal punto di vista dei rapporti umani, purtroppo, non tutto è stato così sereno e appagante. Nonostante sia riuscito a consolidare più di un’amicizia, altre volte ho corso il serio rischio di perdere pezzi per strada, anche per colpe non mie; pezzi molto, molto importanti. E’ stato un anno decisamente strano sotto quest’aspetto, quasi surreale. Dopo aver passato quasi tutto il 2008 prigioniero del pensiero di una persona, sono riuscito finalmente a liberarmene all’inizio dell’anno, salvo poi rischiare di ricaderci nello stesso modo per un’altra, stavolta decisamente più insospettabile. Ero stato messo in guardia in proposito, da uno dei miei più fidati amici: togliti questo pensiero dalla testa, mi ha detto, o sarebbe l’Apocalisse. Non sono stato in grado di dargli ascolto, o forse non ho voluto fino in fondo: e ho pagato le conseguenze di questo "errore" in modo fin troppo salato, da luglio a fine novembre; mesi di silenzi, seghe mentali, parole nascoste o dette a metà, torti fatti e subìti, sfoghi con le poche anime pie al corrente della situazione. Sono riuscito a tirarmi fuori, prima che fosse troppo tardi, prima che la situazione mi sfuggisse completamente di mano; ma il prezzo da pagare è stato alto. Ancora adesso, nonostante sia convinto di aver fatto la cosa giusta, non posso non dispiacermi di come siano andate le cose, al pensiero che la situazione poteva essere gestita in modo diverso. Ma tant’è, a poco serve stare a recriminare: l’unica cosa utile è fare tesoro di quest’esperienza, e sperare che nel 2010 non si ripetano le stesse vicende. Sarebbe un bel traguardo effettivamente, dopo tre anni passati a soffrire per tre persone diverse, e con tre diversi esiti.

(on air: Pink Floyd – Echoes)

Insomma, se al 2008 avrei dato un 4 secco, il 2009 arriva a ridosso della sufficienza, un classico 5.5, che ai tempi del liceo doveva teoricamente suonare da stimolo a migliorarsi, e invece finiva col risultare una presa per il culo.
Il vuoto che sento dentro di me non si è ancora colmato: chissà se il prossimo sarà l’anno buono. In compenso, se sono riuscito a superare indenne le tempeste e le insidie di questi dodici mesi, lo devo ad alcune persone che mi sono state vicine, mi hanno supportato e hanno raccolto i miei sfoghi e le mie confidenze. Non farò nomi, non ne ho mai fatti su questo blog e non penso proprio che romperò ora la tradizione: vi basti sapere che alcuni sono i "soliti" amici, colonne portanti della mia vita del cui valore non ho mai dubitato, e che nuovamente hanno dimostrato di meritare tutta la mia stima e la mia fiducia; altre invece sono state gradevoli sorprese. Tra queste, due meritano il ringraziamento più caloroso, per quanto hanno fatto per me: un caro amico, con cui negli ultimi mesi ho visto crescere una sintonia davvero incredibile, che ha dimostrato di ragionare nel mio stesso identico modo, e che quindi è in grado meglio di chiunque altro di capire i miei stati d’animo e i miei pensieri, una persona degna di infinito rispetto; e una ragazza, la sua ragazza, che conosco da appena un paio di mesi, ma che ha saputo letteralmente "bruciare le tappe", guadagnandosi la mia fiducia più in fretta di quasi chiunque altro; una persona di quelle che si incontrano di rado, e proprio per questo si apprezzano ancora di più; una persona con cui – vale come proposito per l’anno nuovo – intendo far nascere un’amicizia di quelle che rimangono nel tempo.
A loro vadano dunque i miei ringraziamenti e i miei simbolici abbracci, insieme a tutti i miei amici, alla mia famiglia, alle persone con cui ho passato momenti felici in questo 2009, a Fabrizio De Andrè che mi guida dal Valhalla, e al mio gatto, che è sempre tanto tanto bello, e adesso sta facendo le fusa sulla scrivania.
Speriamo che il 2010 sia più clemente.
Ave atque vale