[Dato che siamo in periodo-maturità, e nella fattispecie alla drammatica vigilia della terza prova, ho pensato di riesumare e riproporre il resoconto della mia terza prova, in quel glorioso giugno 2007. Leggendola, forse vi tirerete su un po’ il morale, sapendo che nella merda ci sono stati altri prima di voi 😀
Ah, per la cronaca alla fine ho preso 11/15, e 83 come voto finale. Ho visto di meglio… ma ho preso di peggio!]
 
(intervento del 26 giugno 2007)
 
Buonasera, miei fausti e borchiati lettori,
mi sono goduto la prima, vera, giornata di autentico fancazzismo dopo tanto tempo. Troppo.
Prima però ho dovuto affrontare la regina delle rotture di coglioni; LA TERZA PROVA.
5 materie (greco, filosofia, matematica, inglese e educazione fisica. Sì, alla maturità c’è anche educazione fisica; noi del Parini siamo troppo avanti), 2 domande ciascuna, argomenti che spaziavano dalla concezione storiografica di Plutarco alle regole della pallavolo. Inglese ed educazione fisica le ho liquidate abbastanza facilmente, idem per la domanda di greco sul brano della Contro Eratostene (una lamentosa orazione di un certo Lisia contro i tiranni che avevano preso il potere ad Atene e fatto la festa a suo fratello); quanto a Plutarco, ho seguito un semplice ragionamento: ha scritto le Vite Parallele –> la sua concezione storiografica è che ci sono delle persone che hanno vissuto vite parallele. Cioè che non si incontravano mai.
Matematica: lasciata ovviamente in bianco la disequazione goniometrica (non ne ho risulta una in tutto l’anno, non vedo perchè interrompere questa tradizione proprio ora che siamo alla fine), sono riuscito in qualche modo a risolvere il problema relativo al teorema del coseno; tra l’altro, se in un attimo di pietà il commissario non ci avesse detto che era un altro nome per indicare il teorema di Carnot, ero ancora lì che guardavo perplesso il foglio disegnando triangoli con le dita.
Ma, modestamente, il meglio di me l’ho dato nella scheda di filosofia: domanda su Nietzsche, che non avevo fatto in tempo a studiare, e la trasvalutazione dei valori: dato che non ero sicuro di cosa scrivere, perchè non mischiare un po’ alla rinfusa tutte le nozioni che possono essere lontanamente collegate? Quindi ultimo uomo, morte di Dio, mondo e retromondo, oltreuomo del Monte che dice sì alla natura, Zarathustra, e via discorrendo. Ora che ci penso, non ci ho ficcato dentro apollineo e dionisiaco e l’eterno ritorno: se mi segano e mi ricapita un’altra domanda su Nietzsche, devo ricordarmi di aggiungerli.
Ma nella seconda domanda, su struttura e sovrastruttura in Marx, veramente non sapevo che cazzo scrivere (e l’avevo pure studiato, rendiamoci conto). Sono rimasto a fissare inebetito il foglio per un buon quarto d’ora, frugando nei meandri dei miei neuroni qualcosa che potesse c’entrare con questi due concetti: ma nulla che potesse essere sintetizzato sotto forma di risposta; però, d’altro canto, mi seccava lasciare un’altra domanda in bianco, perciò mi sono detto "O la va o la spacca!" e ho buttato giù la prima roba su Marx che mi veniva in mente…
 
"La struttura sono i proletari che con il loro lavoro permettono la sopravvivenza della società capitalista; la sovrastruttura sono i borghesi che sfruttano il proletariato".
 
Per quello che mi ricordavo, poteva anche essere struttura = negri e sovrastruttura = cinesi; ma anche cani e gatti, interisti e milanisti, uomini e donne, Berlusconi e Prodi, giorno e notte, i Nightwish e Burzum… qualunque dualismo del mondo poteva essere ricondotto a quell’elementare contrasto tra poli opposti e simmetrici, struttura e sovrastruttura… devo ammettere che, messa giù così, è quasi credibile.
Peccato che, una volta consegnato il compito e confrontate le risposte con quelle dei miei compagni, il commento più lusinghiero che ho ricevuto sia stato "Non posso credere che tu abbia veramente scritto una simile stronzata!". Gente senza fantasia.
 
Ciò detto, penso che vi paccherò e me andrò a dormire, cullato dalle dolci note dei Korpiklaani (soprattutto Palovana, che è un pezzo meraviglioso perchè il ritornello continua a ripetere "katsoo!", cioè "guarda!" in finlandese, e non smetto di ridere): domani devo svegliarmi presto, perchè a scuola espongono i punteggi totali degli scritti, e sono curioso di vedere se almeno l’insegnante esterna di filosofia avrà colto il senso artistico della mia risposta… (spero solo non sia una comunista convinta e non pensi che abbia voluto deridere il pensiero di Marx :D)
 
Alla prossima!