Archive for dicembre 2008

Auguri…

… a quelli che oggi affronteranno l’invasione dei parenti a casa, sperando che il mio decalogo li possa aiutare.
… a quelli che nel Natale non ci credono, ma il clima di festa generale sotto sotto lo apprezzano.
… a quelli che odiano il consumismo, ma che il consumo di cioccolatini e vinello, in fondo, ci sta.
… a quelli che stanno preparando un esame, e nel dì di festa non si studia.
… a quelli che in pausa-studio ci sono da tempo, e domani, promesso, si rimettono sotto… forse.
… a quelli che hanno un po’ di nostalgia ripensando alle giornate in uni a fare bordello e cruciverba.
… a quelli che in uni si fanno il culo seriamente, ma la nostalgia ce l’hanno lo stesso.
… a quelli che guardano fuori dalla finestra, non vedono neve e si incazzano.
… a quelli che guardano fuori dalla finestra, non vedono alberi in fiore e il termometro sopra i 30°, e si incazzano.
… a quelli che guardano fuori dalla finestra, vedono che il mondo gira in tondo, e capiscono che sono ubriachi.
… a quelli che hanno ricevuto tonnellate di auguri su Facebook da persone che, nel mondo analogico, non vedono da una vita.
… a quelli che per Natale hanno regalato solo cagate perchè "basta il pensiero".
… a quelli che si sono sbattuti per trovare un regalo decente, hanno ricevuto in cambio solo cagate, e il pensiero vorrebbero ficcarlo su per il…
… a quelli che in regalo avrebbero voluto un altro governo.
… a quelli che si sarebbero accontentati di un 8 nella versione di greco, ma poi si ricordano che il prof è Vilardo.
… a quelli che hanno comprato 5 chili di biglietti di auguri, perchè le "tradizioni sono importanti".
… a quelli che i biglietti di auguri li hanno scritti in runico, per spregio.
… a quelli che, quando è entrato in casa il prete per la benedizione, hanno capovolto tutti i crocifissi e si sono chiusi al cesso, fingendo di parlare al telefono in sloveno.
… a quelli che vorrebbero che la Chiesa Cattolica donasse l’otto per mille a loro, tanto sarebbe speso meglio.
… a quelli che, 2008 anni fa a Betlemme, non è successo proprio un cazzo (ciao Jovan XD).
… a quelli che sentono le canzoni natalizie e si commuovono.
… a quelli che le canzoni natalizie le sentirebbero meglio con due chitarre distorte, blast-beat e cantate da Abbath.
… a quelli che le canzoni natalizie non le sentono proprio, perchè stanno tutto il giorno a nerdare su internet.
… a quelli che stanno ascoltando "Chinese Democracy, e si chiedono se non sia in realtà il 25 dicembre 2024.
… a quelli che speravano di vedere Mourinho che non mangiava il panettone, ma che "è ancora in tempo per non mangiare la colomba".
… a quelli che il panettone lo offrirebbero volentieri alla dirigenza del Milan. Avvelenato.
… a quelli che si aspettavano di passare un Natale diverso, e non sono stati accontentati.
… a quelli che sono stati accontentati, ma a Capodanno si sfonderanno di birra comunque, per principio.
… a quelli che non pensavano di sopravvivere a questo 2008, ma ce l’hanno fatta.
… a quelli che si stanno toccando le palle perchè "manca ancora una settimana!".
… a quelli che si sono presi le loro brave tranvate in faccia, ma stanno ancora in piedi, sapendo che ogni cicatrice li rende più forti.
… a quelli che soffrono, a quelli che tengono duro, a quelli che sperano e a quelli che sanno per certo, a quelli che hanno il cuore spezzato e a quelli che vedono tutto rosa, a quelli che vivono per ridere e a quelli che ridono della vita, a quelli che sognano il futuro e a quelli che rimpiangono il passato, a quelli che giocano su tutto e a quelli che si prendono troppo sul serio, a quelli che si arrendono troppe volte e a quelli che non si danno mai per vinti, a quelli che non hanno mai toccato le stelle e a quelli che stanno risalendo dal fondo, a quelli che si emozionano, che piangono, che amano, che pensano, che lottano, che cadono e si rialzano, che perdono e imparano dalla sconfitta, che vincono e rimangono con i piedi per terra… a quelli che non hanno ancora smesso di vivere, e a quelli che hanno appena cominciato.


A tutti voi, che state leggendo questa pagina, auguro che il prossimo sia un anno felice, e che riusciate a trovare ciò che state cercando.
Qualunque cosa sia.


Quanto a me, non chiedetevi il perchè di questo intervento: sarà l’inverno, saranno gli anni che passano, ma stasera mi sento insolitamente romantico…

 

Mind editing

Non sarebbe meraviglioso?
Se il cervello umano fosse come un gigantesco hard-disk, dove a ogni pensiero, idea, sentimento corrisponde un determinato file in una determinata cartella, quanti problemi in meno dovremmo affrontare?
Non riesci a liberarti del ricordo di un avvenimento, o di una persona, che continua a tormentarti nella veglia come nei sogni? Un clic, e puoi cancellarla per sempre dalla memoria. Non è mai successo, non è mai esistito.
Soffri di un amore non corrisposto? Le hai provate tutte, ma ancora non riesci a smettere di pensarci, a vederla come una semplice amica e non come l’oggetto di un desiderio irrealizzabile? E’ semplice, basta spostarla dalla directory delle passioni amorose a quella degli amici. Un banalissimo drag-and-drop può riuscire dove mesi di seghe mentali, buoni propositi, frasi a metà, distrazioni e silenzi hanno fallito.
Eri certo di sapere qualcosa, ma ora ti sembra di averla dimenticata? Una bella ricerca ed è fatta, tutte le tue conoscenze ordinate e pronte per essere consultate. Oppure, se sai dove si trova ma pensi che abbia una valenza eccessiva o insufficiente, fai un resize, e magicamente torna ad avere l’importanza che le spetta.
Ogni elemento al suo posto, nessuna possibilità di errore. Se qualcosa non è di tuo gusto puoi cancellarlo, se non è collocato correttamente puoi spostarlo, se non ha il giusto peso puoi ridimensionarlo. E chissà quale miriade di possibili applicazioni ho tralasciato.
Sarebbe una prospettiva dannatamente affascinante… se solo non fosse impossibile.

 

Orwell – 1984

[…]
"Sta’ a sentire. Il Partito ricerca il potere esclusivamente per i suoi fini. Il bene degli altri non ci interessa affatto; ci interessa soltanto il potere. Nè la ricchezza, nè il lusso, nè una vita lunga, nè la felicità hanno interesse per noi; ci interessa soltanto il potere, il potere puro. Ti dico subito cosa significa potere puro. La differenza tra noi e le oligarchie del passato consiste in questo, che noi sappiamo quel che facciamo. Tutti gli altri, anche quelli che ci rassomigliarono più da vicino, erano tutti vili e ipocriti. I nazisti tedeschi e i comunisti russi si avvicinarono molto ai nostri metodi, ma non ebbero mai il coraggio di dichiarare apertamente i loro motivi, le loro ragioni. Essi pretesero, e forse perfino credettero, di essersi impadroniti del potere contro la propria elezione e iniziativa, e per un tempo limitato, e che all’angolo della strada ci fosse un paradiso nel quale gli uomini potessero essere liberi e uguali. Noi siamo tutt’altra cosa. Noi sappiamo benissimo che nessuno si impadronisce del potere con l’intenzione di abbandonarlo in seguito. Il potere non è un mezzo, è un fine. Non stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.
[…]
Noi siamo i sacerdoti del potere. Iddio è il potere. Ma in questo momento, per quanto riguarda te, il potere è soltanto una parola. Siamo arrivati al punto in cui è bene tu abbia una qualche idea di che cosa realmente significhi il potere. La prima cosa che tu devi capire è che il potere è collettivo. L’individuo raggiunge il potere solo in quanto cessa di essere individuo. Tu conosci lo slogan del Partito: "La libertà è schiavitù". Hai mai pensato che si può rovesciarlo? La schiavitù è libertà. Fino a quando è solo e libero, l’essere umano è sempre condannato alla sconfitta. Deve essere così, perchè ogni essere umano è condannato a morire, il che costituisce la maggiore di tutte le possibili sconfitte. Ma se egli riesce a fare una completa, totale sottomissione e rinuncia, se riesce a evadere dalla sua stessa identità, se si può completamente immedesimare nel Partito, in modo da fare che egli sia il Partito, solo allora riesce a essere onnipotente e immortale. La seconda cosa che devi capire è che il potere significa il potere sugli uomini. Sul corpo… ma soprattutto sulla mente. Il potere sulla materia, quella che tu chiami realtà esterna, non è importante. Il nostro della materia è già assoluto, totale."
Per un attimo Winston ignorò il quadrante. Fece uno sforzo per sollevarsi a sedere e riuscì, seppure con pena, a piegare un po’ il corpo.
"Ma come potete controllare la materia?" esplose. "Non riuscite nemmeno a controllare le condizioni atmosferiche o la legge di gravità. E ci sono le malattie, il dolore, la morte…"
Con la mano O’Brien gli fece cenno di tacere. "Noi controlliamo la materia perchè controlliamo lo spirito. La realtà sta dentro il cranio. Tu impari, a poco a poco, Winston. Non c’è nulla che noi non possiamo fare. Invisibilità… levitazione… tutto! Io potrei librarmi su questo pavimento come una bolla di sapone, se volessi. Non lo voglio, perchè il Partito non lo vuole. Devi mettere da parte, devi liberarti di quelle tali cognizioni ottocentesche attorno alle leggi di natura. Le facciamo noi, le leggi di natura."
"Ma non le fate affatto voi! Non siete nemmeno padroni di tutt’intero questo pianeta. Che dirai dell’Eurasia e dell’Estasia? Non le avete ancora vinte!"
"Questo non ha nessuna importanza. Le vinceremo quando sarà necessario. E se non lo abbiamo ancora fatto, che differenza ne viene? Le possiamo cancellare dall’esistenza. L’Oceania è il mondo."
"Ma il mondo stesso non è che un granello di polvere. E l’uomo è piccolo… disarmato! Da quanto tempo esiste? Per milioni di anni la terra rimase disabitata."
"Sciocchezze. La terra è vecchia quanto siamo vecchi noi: ha la nostra stessa età. Come potrebbe averne una maggiore? Non esiste nulla se non nella mente dell’uomo."
"Ma le rocce sono piene di ossa di animali estinti… mastodonti, mammuth, rettili enormi che già vivevano su questo pianeta, moltissimo tempo prima che si sentisse mai parlare dell’uomo."
"Hai mai veduto queste ossa, Winston? Naturalmente no. I biologi del diciannovesimo secolo le inventarono. Prima dell’uomo non c’era niente. Dopo l’uomo, s’egli dovesse, infine, esaurirsi, non vi sarebbe più niente. Non c’è niente al di fuori e oltre l’uomo."
"Ma l’intero universo è fuori di noi. Guarda le stelle! Alcune di esse sono lontane da noi milioni di anni-luce. Esse saranno per sempre fuori della nostra portata."
"Che cosa sono le stelle?" chiese O’Brien senza scomporsi. "Sono frammenti di fuoco distanti qualche chilometro. Potremmo benissimo raggiungerle, se volessimo. Come potremmo anche eliminarle. La terra è il centro dell’universo. Il sole e le stelle ci girano attorno."
Winston ebbe nuovamente un sussulto. Ma stavolta non disse nulla. O’Brien continuò, come se rispondesse mentalmente a un’obiezione mossagli da Winston.
"In un certo senso, e per certi determinati fini, naturalmente, questo non è vero. Quando navighiamo sull’Oceano, ovvero quando dobbiamo predire un’eclissi, risulta assai più conveniente ritenere che sia la terra a girare intorno al sole e che le stelle si trovino a milioni di milioni di chilometri di distanza. E con ciò? Credi davvero che non sia possibile stabilire un doppio sistema astronomico? Le stelle possono essere vicine o lontane, a seconda delle necessità che ci si presentano. Credi davvero che i nostri matematici non arrivino a dimostrare una simile verità? Ti sei già scordato del bispensiero?
[…]
"Ma tutto ciò non è che una parentesi, una digressione" aggiunse in un tono diverso di voce. "Il potere reale, quello per cui noi combattiamo notte e giorno, non è il potere sulle cose ma il potere sugli uomini."
Tacque, e per un momento riprese quella sua aria da maestro di scuola che fa le domande a uno scolaretto promettente:
"Come fa un uomo ad affermare il suo potere su un altro uomo, Winston?"
Winston ci penso un po’ su. "Facendolo soffrire" disse infine.
"Esattamente. Facendolo soffrire. L’obbedienza non basta. Se egli non soffre, come si fa a essere sicuri che non sta obbedendo alla sua volontà, anzichè alla tua? Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento. Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato. Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente chè è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà. Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza. Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull’amore e sulla giustizia. La nostra è fondata sull’odio. Nel nostro mondo non vi saranno altri sentimenti che la paura, il furore, il trionfo e l’automortificazione. Tutto il resto verrà distrutto, completamente distrutto. Già stiamo abbattendo i residui del pensiero che erano sopravvissuti da prima della Rivoluzione. Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo, tra uomo e donna. Nessuno ha più il coraggio di fidarsi della propria moglie, del proprio figlio; nel futuro non ci saranno nè mogli, nè amici. I bambini verranno presi appena nati alle loro madri così come le uova vengono sottratte alle galline. L’istinto sessuale verrà sradicato. La procreazione diventerà una formalità annuale come il rinnovo della tessera annonaria. Noi aboliremo lo stesso piacere sessuale. I nostri neurologi stanno facendo ricerche in proposito. Non esisterà più il concetto di lealtà, a meno che non si tratti di lealtà verso il Partito. Non ci sarà più amore, eccetto l’amore per il Grande Fratello. Non ci sarà più il riso, eccetto il riso di trionfo su un nemico sconfitto. Non ci sarà più arte, più letteratura, più scienza. Una volta onnipotenti, non avremo più alcun bisogno della scienza. Non ci sarà più alcuna distinzione tra la bellezza e la bruttezza. Non ci sarà più alcun interesse, alcun piacere a condurre l’esistenza. Ma ci sarà sempre, intendimi bene, Winston, l’ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente e costantemente diverrà più raffinata e sottile. Sempre, a ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di vivido piacere che si ha nel calpestare un nemico disarmato. Se vuoi un simbolo figurato del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano… per sempre."
Si fermò, come se aspettasse di sentir parlare Winston. Winston aveva tentato di raggomitolarsi ancora nel letto. Non riusciva a dire più nulla. Il cuore sembrava un pezzo di ghiaccio. O’Brien proseguì.
"E ricordati che ciò sarà per sempre. Il volto umano si troverà sempre lì, per essere calpestato. L’eretico, che è il nemico della società, si troverà sempre lì, in modo da poter essere sempre sconfitto e mortificato di nuovo. Tutto quel che tu hai dovuto sopportare da quando sei nelle nostre mani, tutto ciò continuerà per sempre, e anche peggio. Le spiate, gli appostamenti, i tradimenti, gli arresti, le torture, le esecuzioni, le sparizioni non avranno mai fine. Sarà un mondo di terrore e di trionfo. Più il Partito è potente e meno esso sarà tollerante, più debole sarà l’opposizione e più intenso e spietato sarà il dispotismo. Goldstein e le sue eresie vivranno per sempre. Ogni giorno, ogni momento esse saranno sconfitte, screditate, messe in ridicolo, svillaneggiate… eppure continueranno per sempre a sopravvivere. Questo dramma che io ho recitato con te per sette anni sarà recitato ancora, innumerevoli volte, di generazione in generazione, e sempre in una forma più raffinata della precedente. Avremo sempre gli eretici a nostra disposizione che invocano pietà, che urlano per il dolore, rotti, battuti, miserabili… e infine profondamente pentiti, salvati dai pericoli che erano in loro medesimi, strisceranno ai nostri piedi, di loro propria iniziativa.
Questo è il mondo che stiamo preparando, Winston. Un mondo di vittoria su vittoria, di trionfi su trionfi su trionfi: una spinta, e una spinta, e una spinta all’infinito, sul nerbo del potere. Comincio a pensare che tu stai per intuire come sarà il mondo futuro. Ma infine tu farai qualcosa di più che intuirlo e comprenderlo. Tu lo accetterai, tu ne auspicherai l’avvento, tu ne diventerai parte."
Winston aveva ripreso coraggio per parlare. "Non potete!" disse debolmente.
"Che cosa vuoi dire, Winston?"
"Non potete creare un mondo come quello che hai or ora descritto. E’ un sogno. E’ impossibile."
"Perchè?"
"E’ impossibile fondare una civiltà sulla paura, sull’odio, sulla crudeltà. Non potrà mai durare."
"E perchè no?"
"Non avrebbe vitalità. Si disintegrerebbe. Ucciderebbe se stessa."
"Sciocchezze! Tu hai la falsa impressione che l’odio consumi più che l’amore. Perchè mai dovrebbe essere così? E se così fosse, quale conseguenza ne verrebbe? Fa’ conto che noi decidiamo di logorarci più velocemente degli uomini del passato. Fa’ conto che noi riusciamo a sveltire il ritmo della vita umana in modo che una persona incominci a essere vecchia a trent’anni. Che differenza ne viene? Non hai ancora capito che la morte dell’individuo non è morte? Il Partito è immortale."
[…]
"Non so… non me ne importa gran che… Ma in qualche modo verrete sconfitti. Qualche cosa vi sconfiggerà. La vita vi sconfiggerà."
"Noi controlliamo la vita, Winston, in tutti i suoi gangli. Tu ti sei messo in testa che esista qualcosa come una natura umana che verrebbe talmente oltraggiata da ciò che noi stiamo facendo da ribellarsi contro di noi. Ma siamo noi a creare la natura umana. Gli uomini sono infinitamente malleabili. Oppure sei tornato a capo a quella tua vecchia idea che i proletari e gli schiavi si rivolteranno e ci abbatteranno? Mettitelo bene in testa. Essi sono impotenti e disarmati, come gli animali. L’umanità è il Partito. Gli altri sono esclusi… entità trascurabili."
"Non me ne importa. Alla fine vi sconfiggeranno. Prima o poi vi vedranno per quel che siete realmente e vi faranno a pezzi."
"Riesci a vedere una qualche prova che ciò stia accadendo, o qualche ragione perchè debba accadere in seguito?"
"No. Semplicemente lo credo. Io so che alla fine sarete sconfitti. C’è qualche cosa, nell’universo… non so, un qualche spirito, un qualche principio… che non riuscirete mai a sopraffare."
"Credi in Dio, Winston?"
"No."
"E allora quale può essere questo spirito che ci annienterà?"
"Non lo so. Lo spirito dell’Uomo."
"E tu, ti consideri forse un uomo?"
"Sì."
"Se tu sei un uomo, Winston, tu sei l’ultimo uomo. La tua specie è estinta; noi ne siamo gli eredi. Ti rendi conto che sei solo? Tu sei fuori dalla storia, tu non esisti."
 

Sulla vita, l’universo, cazzi e mazzi

Questo intervento ha fondamentalmente la funzione di aiutarmi a familiarizzare con le nuove impostazione dello space, dato che i gentili signori della Microsoft hanno pensato bene di cambiarle totalmente. Poichè il form dell’intervento in qualche modo va riempito, scriverò anche qualche robetta, in linea con il clima di totale inutilità che permea queste pagine.

Microsoft culo, tanto per cominciare. Non servivano ulteriori conferme, ma le abbiamo avute ugualmente. Al di là del fatto che non si vedeva il motivo di cambiare grafica e impostazioni degli space, la nuova versione non ha portato nessuna miglioria, ma ha solo incasinato le cose. Innanzitutto, al posto dei normali nickname, adesso ci sono nomi e cognomi, e la cosa non è rimediabile perchè Microsoft risponde che il cognome è obbligatorio (l’unica soluzione è inventarsene un altro, o digitare un carattere qualsiasi); la pagina del profilo è diventata orribile, senza più la grafica separata dei commenti recenti, ma con tutti gli aggiornamenti mischiati insieme (compresi i cambiamenti delle frasi personali di Msn, che sono in media 35 al giorno); la grafica degli stessi space è peggiorata ampiamente, anche se in questo caso sono opinioni personali; negli elenchi "musica" sono scomparsi gli spazi per inserire i link; probabilmente anche il metodo di inserimento delle foto è peggiorato, anche se non l’ho ancora sperimentato direttamente (ma ho già paura).
Praticamente, viste le ultime mode, hanno tentato di fare una versione "alla Microsoft" di Facebook, che però è organizzato mille volte meglio, e soprattutto – a differenza degli Windows Live Space – è più veloce e non crasha in continuazione. Insomma, un autentica merda.

A proposito di merda: ho dato l’esame di Psicometria, che infiniti lutti addusse a noi aspiranti psicologi, e ora attendo i risultati, che saranno pubblicati addirittura prima di Natale! (poi siamo noi studenti che cazzeggiamo, aha)
Dati gli enormi problemi di comprensione e di utilizzo che abbiamo riscontrato con SPSS (per i non psicologi, è un complicatissimo programma di analisi statistica, simile a Excel ma con il pregio di NON essere Microsoft, che si usa esclusivamente per questo corso), mi sono segnato una serie di utili suggerimenti per migliorare la qualità del programma:
– le tabelle di significatività saranno evidenziate in rosso e blu, dove "rosso = significativo" e "blu = non significativo", così uno è sicuro di non confondersi;
– analogamente, tutti gli altri indici di significatività (KMO, Chi quadro, Eta quadrato parziale, ecc.) saranno sostituiti dalla tabella "è significativo: sì/no";
– qualunque funzione eseguita in modo erroneo (per esempio con il tipo sbagliato di variabile, o il numero sbagliato di gruppi) farà comparire il messaggio "Che cazzo fai?? Coglione! Devi usare la funzione xxxxxx";
– le analisi fattoriali, oltre a costruire un modello secondo le impostazioni prescelte, conterranno l’opzione "Costruisci automaticamente un modello plausibile";
– tutte le opzioni che non torneranno utili almeno nel 25% dei testi d’esame, saranno eliminate.
Nel frattempo, auguro buona fortuna a tutti coloro che faranno l’esame domani… che Odino sia con voi.

Ora che ci penso, ci starebbe un’altra modifica: inserire la possibilità di seguire le lezioni di Attendibilità E Validità sulla pagina 777 di Televideo, con sottotitoli in italiano. Già la materia è tosta, difficile e fondamentalmente inutile di suo; se poi viene spiegata da un professore olandese e incartapecorito, che parla un italiano talmente distorto e mal pronunciato da far apparire al confronto Josè Altafini un accademico della Crusca, non ne usciremo mai vivi.

Per fortuna ci sono anche le belle notizie: il Ragnarök Festival 2009 sta diventando qualcosa di più di una semplice proposta campata per aria; con la conferma dei miei protetti e adorati Månegarm (che vanno ad aggiungersi a Thyrfing, Korpiklaani, Alestorm, Heidevolk, Einherjer e tanta altra gente interessante), diventa davvero difficile resistere alla tentazione. Se poi dovesse essere confermata qualche altra band di primo piano (mi accontenterei di una a caso tra Moonsorrow, Finntroll ed Equilibrium), allora la mia presenza al principale festival pagan d’Europa diventerebbe praticamente certa.

A livello generale, direi che è un periodo abbastanza positivo. Un po’ apatico forse, o più probabilmente sono io che ormai vivo in attesa dei pochi eventi di rilievo che mi separano dalla fine di questo scadente 2008. In ogni caso episodi recenti davvero negativi non ne ho riscontrati, e pensando a com’era la situazione a giugno e a settembre, mi ritengo fortunato e soddisfatto. Il resto è solo l’eco dei battiti dei nostri cuori, che risuona nella foschia di un dicembre ancora in moto, ma già così distante e cupo.

(attenzione: l’ultima frase potrebbe non voler dire un cazzo).
Bene, direi che ho scritto a sufficienza. Vi ricordo di sostenere numerosi la mia causa, e vi do appuntamento alla prossima volta che avrò voglia di scrivere boiate.
Auguri e figli capelloni a todos