Korpiklaani live at Alcatraz – Milano
 
Era un luminoso pomeriggio di novembre, e i due giovani Andrea e Dario si incontrarono nella radura di Crescenzago: i due giovani non incrociarono i loro peni in segno di reciproca stima, bensì si diressero alla metro per andare al concerto dei Korpiklaani, la folk metal band più ignorante e caciarona del mondo. Terzo concerto in tredici mesi, stavolta all’interno del "Finnish Fire Tour", insieme a Falchion, Kivimetsän Druidi e Battlelore.
Al nostro arrivo davanti all’Alcatraz, in buon anticipo, troviamo solo pochi irriducibili fan, tra cui un sobrio (in tutti i sensi) Folk, Lola e alcuni suoi amici; presto veniamo raggiunti anche da Danny, Sara, amici vari e Livia: la presenza di una ragazza in particolare nel gruppo causerà un netto calo della concentrazione in uno di noi, ma non starò a dirvi chi 😀
Nonostante l’ottimismo sbandierato sia su internet che sui biglietti in prevendita, i cancelli aprono con quasi un’ora e mezza di ritardo rispetto al previsto: l’attesa è sfiancante, e per ingannarla io e Folk cerchiamo di improvvisarci cabarettisti, intrattenendo il pubblico con cazzate, bestemmie, aneddoti su Tonzo, telefonate a Dio Canaja e via dicendo, suscitando l’entusiasmo popolare. Finalmente i cancelli aprono, e grazie alla nostra perfetta scelta di tempo e a uno scatto "felino", riusciamo ad accaparrarci tutti la prima fila: l’unico escluso è Danny, che sceglie una postazione tattica dietro a Sara – al suo primo concerto – per proteggerla dal pogo feroce che si sarebbe scatenato di lì a breve. Compaiono dal nulla anche Alberto, ormai onnipresente quando si parla di metal e casino, e i nostri amici di MetalFolk, di cui continuo a non ricordare il nome, ma che hanno portato l’idromele, per cui meritano tanto rispetto.
Ma, come detto, prima di godere con i Korpiklaani dobbiamo assistere ad altri tre concerti: i primi a calcare le assi del palco piccolo (potevano anche sprecarsi e concedere quello centrale…) dell’Alcatraz sono i Falchion; spacciati come gruppo folk metal, probabilmente solo per la presenza dei "klaani" Juho e Matson (per la serie "le raccomandazioni non le abbiamo solo in Italia"), offrono in realtà una sorta di death melodico abbastanza monocorde e statico. Quel che più allarma della loro prestazione, però, è il bilanciamento dei suoni, con il microfono e la chitarra solista quasi impercettibili, e una batteria modello-kalashnikov che copre tutto il resto; con ogni probabilità, gli addetti al mixer avranno pensato che i metallari vadano ai concerti solo per fare bordello, e avranno considerato compiuto il loro lavoro settando al massimo la sezione ritmica e uscendo a fumare per il resto della serata. Con i Kivimetsän Druidi la situazione non migliora di certo: se da una parte, rispetto alla moria precedente, si può contare su un repertorio di pezzi efficacissimi (per quanto decisamente impersonali e derivativi) come Blacksmith e Jäässä Varttunut, dall’altra non si ha modo di
apprezzare la voce della cantante Leeni-Maria e l’ottimo tastierista.
La situazione assume caratteri grotteschi con i Battlelore: anche con loro è presente una voce femminile, ma nelle parti lente viene desolantemente sovrastata dalla TASTIERA. In anni di concerti, mai mi era capitata una simile scena. Problemi di sound a parte, la loro proposta un po’ epic, un po’ power-death non dimostra particolare varietà, anzi, alla lunga tende ad annoiare abbastanza (parere in ogni caso viziato dalle condizioni ambientali sfavorevoli), nonostante una presenza scenica più che positiva.
Dopo una breve attesa, nella quale Folk ne approfitta per indossare la sua ormai celebre tunica druidica, finalmente arriva il momento degli headliner, ma le nostre flebili speranze di un miglioramento audio sono subito deluse: il violino di Hittavainen rende quantomeno riconoscibili i brani, ma il volume della batteria rimane troppo alto, e la voce di Jonne si sente a malapena persino dalle prime file. Un vero peccato, anche perchè la band appare parecchio in forma, e anche la scaletta presenta interessanti novità: Viima prende il posto di Veriset Apärät, ricompaiono Happy Little Boozer e Midsummer Night (assenti al Summer Breeze), Northern Fall e Paljon On Koskessa Kivia tengono alto l’onore dell’ultimo "Korven Kuningas" e trova spazio anche un vecchio, godibilissimo cavallo di battaglia come Pine Woods; il resto lo fanno i soliti classici e l’energia di sempre. Anche il pubblico, nonostante i suoni "approssimativi" apprezza, anche troppo: il pogo è potente e senza soste, condannando le prime file a una compressione senza via di scampo; a farne le spese, purtroppo, è anche Sara, ferita addirittura sul viso dallo scarpone di un crowd-surfer, e costretta ad abbandonare la trincea. Chi invece è fin troppo in forma – anche se solo momentaneamente – è Lore, il cantante dei Folkstone, che si cimenta in ben due crowd-surfing (chiaramente con più alcol che sangue in corpo). La chiusura è affidata come di consueto a Beer Beer, come altrettanto consueto è il siparietto in cui Jonne versa della birra nei corni dei fan protesi verso di lui… tra cui ovviamente il mio e quello di Dario. A fine concerto ho persino il grandissimo onore di raccattare per terra il plettro di Cane, che varrà l’invidia brutale di parecchia gente 😀
Non rimane molto da fare: recuperati gli effetti personali lasciati nello zaino di Danny e salutati i Folkstone presenti nella saletta fumatori al capezzale di Lore, usciamo dall’Alcatraz, dove ci congediamo anche dagli altri amici, per incamminarci verso la metro insieme al trio di MetalFolk; trio che saluteremo definitivamente a Centrale,
dandoci appuntamento al prossimo concerto pagano.
Insomma, una serata potenzialmente fantastica, ma in realtà inferiore alle aspettative (di nuovo, parlo a titolo personale); il Clan della Foresta è sempre una garanzia, e anche stavolta non ha fallito, ma la delusione per ciò che avrebbe potuto essere la serata con un audio come quello del MusicDrome (per fare un nome a caso) rimane, e punge. Poco male… c’è quella data ad aprile al Ragnarök…
 
Setlist:
 
Wooden Pints
Kantaiso
Viima
Korpiklaani
Tuli Kokko
Happy Little Boozer
Northern Fall
Crows Bring The Spring
Palovana
Pine Woods
Paljon On Koskessa Kivia
Cottages And Saunas
Journey Man
Hunting Song
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Let’s Drink
Midsummer Night
Beer Beer
 
KORPIKLAANI are:
 
Jonne Järvelä – voce, chitarra
Kalle "Cane" Savijärvi – chitarra
Jaakko "Hittavainen" Lemmetty – violino, jouhikko
Jarkko Aaltonen – basso
Matti "Matson" Johansson – batteria
Juho Kauppinen – fisarmonica