Haggard live at Fillmore – Cortemaggiore (PC)
 
La storia degli Haggard in Italia è una storia tormentata, fatta di fraintendimenti, imprevisti ed errori di superficialità. Profondamente legati al nostro paese (il chitarrista Claudio è siciliano), suonarono la prima volta all’Evolution 2006: non li conosceva quasi nessuno, e fu un successone. Programmarono poi un tour europeo per l’inverno
seguente, che venne annullato: ma grazie all’influenza del neonato fan club, la data di febbraio a Milano fu confermata, e fu un altro grande concerto. Poi iniziarono i casini: nuovamente confermati all’Evolution (che allora era ancora gestito da LoudSession), furono tolti pochi giorni dopo perchè Asis (leader e manager del gruppo), nella sua infinita lungimiranza, si era DIMENTICATO di aver firmato un contratto di ESCLUSIVA con la Live, agenzia concorrente. Smaltita la figura di merda, fissarono un nuovo tour europeo nell’autunno 2007, per promuovere il nuovo atteso album "Tales Of Ithiria": tour che avrebbe compreso ben tre date italiane. Anche questo venne annullato, perchè Asis, nella sua infinita lungimiranza, aveva descritto come imminente la pubblicazione dell’album, che venne in realtà posticipata a tempo indeterminato perchè i lavori non erano ancora conclusi. Dovette passare un anno di attesa, prima di vedere "Tales Of Ithiria" nei negozi, e sentir parlare di nuovo di concerti; questa volta sarebbero stati ben quattro: uno a settembre a Milano, come "antipasto", e poi le tre date ordinarie del tour, a Treviso, Roma e Cortemaggiore.
Noi del fan club, naturalmente, avevamo fatto le cose in grande: alcuni di noi (il grande capo Highelf, Jovan e Druido) si sarebbero fatti addirittura tutte e tre le date; ma l’appuntamento da non perdere era l’ultimo giorno, quando avremmo avuto l’onore di avere gli Haggard ospiti a pranzo, nel suggestivo e plasticoso borgo di Grazzano Visconti…
 
Secondo il programma della partenza, io e Dario avremmo dovuto prendere il treno da Centrale intorno alle 11 e scendere a Piacenza, dove Jovan puntuale ci avrebbe raccolti e portati a Grazzano. Ovviamente non può filare tutto così liscio: infatti, prima ancora che io esca di casa, il mio degno compare mi avvisa che il treno delle Nord è stato soppresso, e quello delle F.S. ha un ritardo di quasi un’ora. Sparate le bestemmie del caso, ci rassegnamo a prendere il treno dopo: in realtà, anche quello sarebbe stato fortemente a rischio, dato che le biglietterie automatiche della Centrale non accettano contanti; per fortuna Dario ha sempre dietro un bancomat funzionante, altrimenti a quest’ora saremmo ancora in coda per fare il biglietto.
Il viaggio trascorre velocemente e in agiatezza: alla stazione di Piacenza Jovan è presente insieme a Morgue, pronto a caricarci sulla Druido-mobile e a portarci in quel di Grazzano. A causa del nostro ritardo, tutti, Haggard compresi, sono già presenti al ristorante: grande è l’imbarazzo mio e di Dario nel trovarci in un posto elegante e pieno di gente adulta, ma viene facilmente messo da parte assistendo a scene come Asis che mangia porzioni di cibo modello-Obelix, o Suzanne che tenta di ordinare un ammazzacaffè in italiano. Al momento di pagare, però, si presentano i primi problemi: infatti Asis, nella sua infinita lungimiranza, pensava che il pranzo fosse offerto da noi (che numericamente eravamo inferiori a loro), quando in realtà gli admin l’avevano concepita come una proposta volontaria e senza impegno, e se l’era poi presa con Highelf perchè, secondo lui, non era stato abbastanza chiaro; alla fine, grazie anche alla mediazione di Claudio, si decide che ognuno paga per sè, e vaffanculo. Memorabile la scena all’uscita dal ristorante, quando Suzanne chiede a tutti i fan presenti di firmarle il foglio col menù: firmare un autografo a una cantante metal era una scena che ancora ci mancava.
Finito il pranzo, il gruppo si divide: gli Haggard si dirigono al locale per il soundcheck, mentre noi rimaniamo in paese a cazzeggiare. Io accompagno Dario nella sua sacra quest: trovare una spada da combattimento per i suoi tornei di scherma medievale. Fortunatamente il paesino è dotato di vari negozi e botteghe che vendono spade, elmi e cianfrusaglie varie, e la ricerca non dura molto; terminati gli acquisti, raggiungiamo gli altri in un baretto vicino, per berci una birra e chiacchierare del più e del meno.
Verso le cinque, cominciamo a metterci in movimento verso Cortemaggiore: è il fotografo ufficiale Marco da Lugano ad accompagnare noi giovini. Al nostro arrivo non c’è praticamente nessuno, salvo qualche fan e Suzanne, che entra ed esce dal locale come un’anima in pena, cercando chissà cosa. A un certo punto, noto che il pullman del gruppo, parcheggiato di fronte, è aperto: così, per celia, decido di salirci e farmi fare una foto; pochi secondi dopo esce Hans, il pianista, e ha luogo la seguente conversazione:
Io: "Ehi Hans, I just made a photo on the bus as I was a Haggard member!"
Hans (serissimo): "Ahah, funny."

Da allora mi spregerà probabilmente per sempre.
Il tempo di accompagnare Dario a prendersi un kebab, e la zona lentamente si riempie di vari ominidi, tra cui Frag con un assurdo elmo vichingo di peluche, Jovan con sorellina al seguito e Alberto con una damigiana di vino grossa quanto lui (la suddetta damigiana verrà finita praticamente tutta da me, lui e Dario, causandoci gravi danni cerebrali per tutto il resto della serata); arriva anche Asis, che nella sua infinita lungimiranza aveva deciso che il suo soundcheck era terminato dopo circa dieci
minuti, ed era tornato a Grazzano a comprarsi delle pistole giocattolo. Finalmente le porte si aprono, e al momento di entrare scopriamo che Mac, per celebrare il compleanno di Dario, ha convinto gli Haggard a metterci in guestlist, risparmiandoci la spesa del biglietto e guadagnadosi la nostra imperitura stima.
Dopo pochi minuti, passati dal sottoscritto fondamentalmente sotto i rubinetti del bagno per cercare di smaltire il maledetto vino di Alberto, si comincia: ad aprire le danze sono gli sconosciuti Remember Twilight, autori di un folk metal sinfonico abbastanza piacevole. I nostri idoli attaccano con la title-track dell’ultimo album, che ci
permette di apprezzare la loro grande forma, i suoni eccellenti del Fillmore e soprattutto l’ottimo affiatamento della band con le sue new entry; in particolare, la lode se la meritano gli italiani Giacomo (già utente di lungo corso del forum con il nick Astennu) al basso e soprattutto Niccolò: reclutato dopo pochi minuti di prova al termine del concerto di Milano, il biondo baritono mostra di avere una voce poderosa, addirittura superiore al già bravo Fiffi, che si limita ai cori.
La setlist non presenta particolari novità: All’Inizio E’ La Morte e Prophecy Fulfilled vengono accantonate per lasciar spazio alle nuove The Sleeping Child e Upon Fallen Autumn Leaves (personalmente, la migliore della serata); viene invece riproposta Statament Zur Lage Der Musica, il brano in tedesco recitato da Fiffi con l’ausilio di una torcia accesa. Il concerto in generale si mantiene su ottimi livelli, salvo qualche banale errore di tempismo di Claudio e Asis su Eppur Si Muove. Come da tradizione, è Awaking The Centuries a concludere: salutiamo gli Haggard, soprattutto l’affettuosissima e gentilissima Suzanne, raccattiamo i resti di Alberto – semidistrutto per l’abuso di vino – e ci dirigiamo verso il meritato riposo; ovvero, nel caso mio e di Dario, casa di Jovan.
 
In linea puramente teorica, avremmo dovuto prendere il treno delle 13.45 da Piacenza; in realtà, essendoci svegliati dopo mezzogiorno, decidiamo saggiamente di trattenerci a pranzo, apprezzando l’ottima cucina di mamma Jovan e soprattutto il suo splendido animaletto, un graziosissimo e coccolosissimo furetto di nome Virgola (e vabbè…). Sfortunatamente, anche il treno successivo va incontro a un colossale quanto irrevocabile FAIL: Jovan infatti, convinto di avere tempo sufficiente a disposizione, decide di fare una piccola deviazione per mostrarci un castello nei dintorni, causando un ritardo di pochi ma decisivi minuti. Alla fine prendiamo il treno delle 17.05, chiudendo così la prima parte del Week-end della Malvagità.
Doveroso il ringraziamento agli Haggard per la compagnia e per l’ottimo concerto (il quinto in due anni!), e al fan club per aver reso possibile questa impresa.
Al prossimo devasto!
Setlist:
The Origin (intro)
Tales Of Ithiria
Per Aspera Ad Astra
In A Fullmoon Procession
The Observer
The Day As Heaven Wept + Origin Of A Crystal Soul
The Sleeping Child
Statement Zur Lage Der Musica
De La Morte Noire
Herr Mannelig
Heavenly Damnation
The Final Victory
Upon Fallen Autumn Leaves
Eppur Si Muove
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In A Pale Moon’s Shadow
Awaking The Centuries
HAGGARD were:
Asis: voce, chitarra elettrica/acustica
Claudio: chitarra elettrica
Luz: batteria
Suzanne: soprano
Manuela: soprano
Niccolò: baritono
Fiffi: tenore, fiati, giochi pirotecnici
Giacomo: basso elettrico
Hans: piano
Michael: violino
Ally: violino
Steffi: viola
nonmiricordocomesichiama: violoncello
Linda: oboe
Anna: flauto traverso
Andi: corno francese
(continua…)