Archive for settembre 2008

Canzoni #2

 
Come nel precedente blog, lista di frasi di canzoni particolarmente significative per me, senza un determinato criterio di genere o tema.
 
 
"Inside my heart is breaking, my make-up maybe flaking, but my smile still stays on."
(Queen, The Show Must Go On)
 
"Quando vedo crollare quello in cui credo, poi mi sollevo e riparto da zero."
(Articolo 31, Gente Che Spera)
 
"I clutch the wire fence until my fingers bleed, a wound that will not heal, a heart that cannot feel; hoping that the horror will recede, hoping that tomorrow we’ll all be freed."
(Rush, Red Sector A)
 
"Blackened roar, massive roar fills the crumbling sky, shattered goal fills his soul with a ruthless cry."
(Metallica, For Whom The Bell Tolls)
 
"Ora si è seduto il vento, il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo; sugli occhi c’è il sole, nel petto ti resta un pugnale…"
(Banco Del Mutuo Soccorso, Requiescant In Pace)
 
"We are blind to the world within us, waiting to be born."
(At The Gates, Blinded By Fear)
"C’è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre: non dovrai che restare sul ponte e guardare le altre navi passare; le più piccole dirigile al fiume, le più grandi sanno già dove andare."
(Fabrizio De Andrè, Canzone Del Padre)
 
"Ma io no, io ti capisco, io non biasimo il tuo gesto; io conosco la tua storia, so la tua triste poesia; col sapore della morte, la tua mano nella mia…"
(Biglietto Per L’Inferno, L’Amico Suicida)
 
"In the shuffling madness of the locomotive breath, runs the all-time loser, headlong to his death."
(Jethro Tull, Locomotive Breath)
 
"Now there’s no more oak oppression, for they passed a noble law, and the trees are all kept equal by hatchet, axe and saw…"
(Rush, The Trees)
 

"I wanna love you but I better not touch, I wanna hold you but my senses tell me to stop, I wanna kiss you but I want it too much, I wanna taste you but your lips are venomous poison…"
(Alice Cooper, Poison)

 
"Saw you riding on a mooncloud, saw you walking on a whirlpool, from the corner of my eye, I saw you… Saw you sitting on a sunbeam, in the middle of my daydream, oh my Lady Fantasy, I love you."
(Camel, Lady Fantasy)
 
"And time has come to doubt about the Holy Verse, it is just a weak reflection in our endless universe."
(Haggard, Eppur Si Muove)
 
"I am the way, I am the light, I am the dark inside the night, I hear your hopes, I feel your dreams, and in the dark I hear your screams; don’t turn away, just take my hand, and when you’ll make your final stand, I will be there, I’ll never leave, all I ask of you is believe."
(Savatage, Believe)
 
"E adesso che viene la sera, ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi; e scivola il sole al di là delle dune, a violentare altre notti; io nel vedere quest’uomo che muore, madre, io provo dolore; nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore."
(Fabrizio De Andrè, Il Testamento Di Tito)
 
 
 

Professionalità

 
16 settembre, ore 12.23
 
Gentile prof. xxxxxxx,
ho svolto l’esame di Genetica per il turno A in data 4 settembre 2008; ancora oggi, dopo quasi due settimane, non sono a conoscenza dell’esito, nonostante abbia controllato quotidianamente sia la scheda del corso che la sezione "avvisi" sul sito di Facoltà. Sono stati forse pubblicati su una diversa pagina? In caso contrario, tra quanto potrò finalmente sapere il mio risultato?
La ringrazio per la disponibilità
 
 
18 settembre, ore 14.36
 
li sto ancora correggendo capisco la sua fretta, ma il prossimo appello è a gennaio quindi non le cambia molto saperlo subito. il ogni caso sarà prima del 24 settembre giorno della registrazione.

 
 
"Non mi cambia molto saperlo subito"? Dopo 14 giorni, non è normale che uno sia un po’ più che curioso, diciamo impaziente di sapere se è stato bocciato o no? Se può rallegrarsi, o deve entrare nell’ordine delle idee di dover riprendere in mano quella materia, che sia a gennaio piuttosto che tra 20 anni? E’ il caso che un docente universitario, che viene pagato per svolgere con serietà il proprio lavoro e ha a che fare con degli adulti e non con dei ragazzini delle medie, si rivolga con tono così supponente e sgarbato a un proprio studente (quindi a una persona che, pagando la retta, paga anche il suo stipendio) che si è preso la briga di contattarla privatamente?
Traete le vostre conclusioni…
 
… e ditemi se, secondo voi, è così che si comporta una persona professionale.
 
Passo e chiudo.
 
 

Dedicato ai liceali

 
Questo breve post è dedicato ai miei numerosi amici più giovani che ancora sono alle prese con le gioie e le delusioni del liceo; la scuola è iniziata da pochi giorni, ma immagino che ne abbiate già le palle piene… come noi ai tempi XD
Ho ritrovato questo elenco carino sui paralleli scuola-film su una mia vecchia agenda di Bastardidentro… spero che sia di vostro gradimento!
La scuola: Inferno di cristallo
Il Preside: Nemico pubblico
Le entrate: L’attimo fuggente
L’aula: The cube
La cattedra: Zona minata
Il registro: Arma letale
Il sorriso del prof: Lo squalo
Gli ultimi banchi: Gli intoccabili
Le prime della classe: Le donne che sapevano troppo
Le ore di Ginnastica: La danza degli elefanti
Le ore di Inglese: Io no speak inglish
Le ore di Diritto: Allie McBeal
Il prof di Religione: L’esorcista
L’intervallo: Fuga da Alcatraz
L’ultima campanella: Risvegli
L’uscita: Via col vento
Autogestione: Indipendence day
Occupazione: Una settimana da Dio
L’interrogazione: Il silenzio degli innocenti
Gli interrogati: Io, speriamo che me la cavo
Il volontario: Rambo
Il compito in classe: Spionaggio industriale
I suggeritori: I signori della truffa
Gli assenti: Prova a prendermi
L’entrata in ritardo: Mamma, ho perso l’aereo
La media del 9: Mission impossible
La pagella: I Dieci Comandamenti
La promozione: La leggenda degli uomini straordinari
La bocciatura: Apocalypse now
Il diploma: THE END
Un grosso "in bocca al lupo" da un universitario fancazzista.
Skål!
 

Amarcord – Santarelli’s Song


[Bene bene bene, come direbbe la Depalma: sopravvissuto all’assalto dei parenti, alla festa-devasto di Tonoi, all’esame di genetica che ancora non so come sia andato, e alle delusioni sportive della mia irritante squadra del cuore, direi che è giunto il tempo di inaugurare l’operazione-amarcord. Vale a dire, ripescare e ripubblicare alcuni interventi meritevoli del mio vecchio blog, "Heavy Metal Is The Law".]

(intervento del 13 dicembre 2005)

Prima o poi, nella vita di chiunque, arriva il momento in cui si dedica una canzone a un proprio insegnante; spesso sfruttando una canzone reale, sempre in tono goliardico-umoristico. Quelli che sono metallari dentro, ovviamente, creano una canzone metal: questo dunque è il mio tributo metal a quel grand’uomo del Santarelli, il mio prof di scienze, che mi ha insegnato un sacco di cose sulla chimica che non ho capito, mi ha consentito di battere il mio record negativo di voto in una verifica, mi ha dato numerosi spunti per storie e vignette, mi ha portato a rivalutare la meditazione e l’auto-ipnosi come fonti di evasione dalla noia delle sue lezioni, ma soprattutto ha allietato le mie giornate con frasi e commenti meravigliosi, che non è il caso di elencare adesso. Godetevi la canzone piuttosto.
 
SANTARELLI’S SONG
(cover from Iron Maiden, "Iron Maiden", S.Harris)
 
When I come into my class, I fear to see you on my way
I just want to save my ass, I just want to run away;
hear the madness in his voice, as he says you "It’s your turn",
Santarelli can’t be fought, Santarelli will return.
 
Oh no, whatever, whatever you say,
Santarelli’s gonna get you and find the mistake.
You’ve no chance to escape pretending to be sick
Santarelli wants you to speak…
 
He will come into my class, and will point me with his hand
I don’t want to see his face, I don’t want to understand
He will always go to school, he will never stay at home,
Santarelli’s not a fool, Santarelli can’t be won.
 
Oh no, whatever, whatever you say,
Santarelli’s gonna get you and find the mistake.
Don’t believe to escape pretending to be sick
Santarelli wants you to speak…
 
 
Qui trovate il link della pagina con il testo della versione originale.
http://www.tuttotesti.com/ironmaiden/trad/01-8.htm

Meet the relatives

Rieccomi,
facciamo che l’ultimo capitolo del Summer Breeze se ne va un po’ affanculo; del resto, le foto le ho messe, i video che volevo linkare da youtube NON ci sono, perchè il Defender non li ha uploadati, quindi direi che si può concludere qui.
Anche perchè ora ho una faccenda molto importante da sbrigare. Importante e rischiosa. Il RITROVO COI PARENTI!!
Proprio così, tra meno di mezz’ora questa casa si riempirà di vecchi festosi e ciarlieri, che si aspetteranno di essere ricevuti con entusiasmo da TUTTI. Me e mio fratello compresi. In questo momento, credo che lui si stia pentendo di non essere emigrato in Spagna dopo le elezioni…
Siccome io sono della scuola che "ogni battaglia può essere vinta con una strategia vincente", ho messo a punto questo decalogo per sopravvivere ai ritrovi con i vecchi della famiglia, sotto l’ispirazione del Dottor Marok (che come al solito si dimostra un capo in queste cose). Spero che possa essere utile anche a voi, in futuro:
 
1. Sorridi. Sempre. Tantissimo.
 
2. Vestiti in maniera assolutamente anonima, nè troppo elegante nè troppo sciatto; soprattutto, fai in modo che dal tuo abbigliamento non traspaia alcuna informazione sui tuoi gusti e i tuoi interessi (es. niente magliette metallare o sportive).
 
3. Autoconvinciti che le persone che ti trovi davanti siano veramente simpatiche e interessanti, e comportati di conseguenza.
 
4. Cerca di capire le loro opinioni sui vari argomenti e, una volta fatto, uniforma le tue alle loro: in caso di disperazione, se dovessero chiederti cosa ne pensi, di’ che sei d’accordo con loro e aggiungi una qualche banalità sul tema; se ciò che pensano fa letteralmente a pugni con ogni tuo ideale, rispondi: "Non so, non me ne intendo", e prega che basti.
 
5. Fai in modo di avere ben chiaro in mente quali sono i loro interessi, e fagli credere di averne altri opposti. Se a loro piacciono il calcio, la musica e la formula 1, tu devi dichiararti appassionato di giardinaggio, astronomia e modellismo navale. Se dovessero intuire che avete qualcosa in comune, ti investiranno di chiacchiere e non ne uscirai più.
 
6. Mostra sempre gratitudine e interessamento per ogni consiglio che ti verrà dato sulla tua vita, e fagli credere che lo seguirai. Es. "Ma quando li tagli questi capelli?" "Presto, zia, presto…."
 
7. Inventa in tempo reale delle balle sulla tua vita privata, dando l’impressione che ogni cosa vada per il verso giusto: la scuola va tutto bene, gli amici sono simpaticissimi, la tua ragazza/il tuo ragazzo è meravigliosa e state benissimo insieme, ma non farete mai niente prima del matrimonio perchè siete dei bravi cattolici.
 
8. Fai in modo che le balle raccontate sopra non siano verificabili: evita di raccontare alla zia che hai passato tutti gli esami del semestre con voti dal 26 in su, se alla nonna, due settimane fa, hai confessato che sei stato segato a ogni appello della sessione.
 
9. Dai sempre l’impressione che la tua vita sia priva di ogni interesse ai loro occhi: non ti faranno domande, se le tue risposte saranno cortesi ma noiose. Per cui, sempre ostentando felicità e soddisfazione, evita ogni riferimento a esperienze e avvenimenti passati che possono suscitare la loro curiosità.
 
10. Punto più importante: ricordati che non hai alleati, sarai solo. Se hai un fratello o una sorella, sarà nella tua stessa situazione e penserà a salvare prima il proprio culo del tuo. Ricorda che anche i tuoi genitori e parenti stretti pensano che tu ti stia realmente divertendo, quindi può capitare che si coalizzino contro di te, mettendoti in difficoltà sfruttando la loro maggiore conoscenza dei fatti tuoi. Usa il buonsenso e cerca di accontentare tutti, evitando di metterti in condizione di essere smentito o di raccontarla troppo grossa.
 
Questo vademecum può funzionare anche alle feste di Natale o di Pasqua: in quel caso, però, la prospettiva di beccarsi denaro contante come ricompensa a fine giornata può aiutare a sopportare meglio le inevitabili seccature date da un branco di cadaveri semoventi, smaniosi di conoscere la tua vita nel minimo dettaglio.
Naturalmente, oggi NON è Natale nè Pasqua, per cui a fine giornata non mi beccherò un cazzo. Però, il pomeriggio grazie al cielo esco, e i vecchi, per quanto insopportabilmente invasivi, non hanno di solito la presunzione di pensare che un ventenne rinunci a stare coi propri coetanei per stare con loro. Voi però non abusate troppo di questa scappatoia, o rischia di diventare inefficace anche quando avete VERAMENTE altri impegni.
Direi che è tutto. Vi farò sapere se sono sopravvissuto.
By the way, Long live Rock’n’Roll.
 

Confessione


"Racconta, fratello, qual è il tuo peccato…"

"Ascoltami, frate, e dimmi se questo
 lo chiami peccato, o un nobile gesto…"



(on air: Biglietto Per L’Inferno – Confessione)

Mettiamola tranquillamente in stand-by, quest’epopea del Summer Breeze. Non è importante, in questo momento.
La cosa è importante è un’altra. E’ il masso che si è staccato dalla rupe, che sta rotolando a velocità sostenuta verso di me, minacciando di schiacciarmi se non faccio qualcosa per fermarlo.
Ma è davvero così? O è forse la mia perversa immaginazione, a farmi apparire come un ostacolo insormontabile qualcosa che non è altro che un sassolino nella scarpa? Sono davvero in pericolo, o è solo un momento sgradevole che passerà da solo?
Troppo presto per giudicare, probabilmente. Da quando è scoppiata la bomba, si è passati dall’allarme rosso alla quiete dopo la tempesta. Ma sarebbe troppo facile, se fosse tutto già archiviato, chiuso. E’ presto per stappare la bottiglia migliore, e brindare alla crisi superata. Prima bisogna parlarsi faccia a faccia, assicurarsi che nessun punto venga tralasciato, risolvere ogni questione in sospeso; solo allora si potrà tirare il meritato sospiro di sollievo.

(on air: Falkenbach – Vanadis)

Curioso. Decisamente.
Stasera ho avuto modo di rileggere un intervento sul mio vecchio blog, risalente all’inizio di gennaio. Non è passato molto tempo da allora, eppure è sorprendente rendersi conto di quante cose siano cambiate: tante persone hanno fatto il loro ingresso nella mia vita, ho vissuto numerose esperienze, ho goduto delle gioie e superato le delusioni. Fa un strano effetto rileggere ora quelle righe: non è passato molto tempo, eppure quasi non le sento mie, come se fosse stata un’altra persona a rubare le mie dita per battere sulla tastiera una breve confessione, aprire un pezzo di cuore, nella solitudine che circonda una persona, una stanza, un monitor.
Ciò che è rimasto immutato, in questi mesi, è il vuoto che provo. Un vuoto non assoluto, ma disarmante, come una bolla d’aria in un sacchetto sigillato: una porzione limitata e circoscritta, quasi trascurabile, ma di cui non riesci a liberarti. Non che non ci abbia provato, è chiaro: procedendo per tentativi, come in tutte le cose. Provando, analizzando, traendo conclusioni, riprovando. E’ un metodo che di solito porta i suoi frutti col tempo, e così è stato. Prima non avevo nemmeno idea di che cosa avessi bisogno, per colmare questo vuoto: ora, dopo mesi di errori, risate, silenzi, riflessioni, alcol, sensi di colpa e notti insonni, ho capito che cosa cerco. Ma l’amara conclusione è che, al momento, ciò di cui ho bisogno non è raggiungibile.


(on air: Rainbow – Stargazer)

Ma non è solo questa la conclusione a cui sono arrivato.
L’estate è la stagione più cruciale di tutte, l’ho sempre pensato e ne ho avuto l’ennesima conferma. Per chi la trascorre per la maggior parte in città, è il momento in cui si rimane soli con se stessi, a osservare il proprio io come una colossale radiografia mentale. E’ stato necessario lasciare all’estate il tempo di esplodere, toccare il suo apice e poi scemare come il suono di una sirena in lontananza: ma poi ho capito un’altra cosa.
Ho capito che questo vuoto non è scomparso, ma si è ridotto. E, incredibilmente, si è ridotto senza che trovassi ciò di cui pensavo di avere bisogno.
Si è ridotto grazie a loro.
Si è ridotto nelle serate in compagnia, nelle chiacchierate a notte fonda, negli scherzi cretini, nei discorsi intimi, nelle bevute di gruppo. Si è ridotto nonostante i miei errori di ingenuità. Nonostante mi trovassi troppe volte tra due fuochi, e cercassi di muovermi per non scontentare nessuno, finendo per scontentare entrambe le parti. Nonostante io sia partito di fatto come un extra-comuntario, finendo con l’essere accettato, pur nella casualità con cui è iniziato tutto.
E’ un gruppo allargato, certo. Forse non tutti i membri se ne considerano parte, forse sono io che tendo ad accomunare tutti sotto un’unica bandiera. Ma io mi ci riconosco, in quella bandiera. E, se i dannati gestaltisti mi insegnano che il tutto è maggiore della somma delle parti, se io posso essere più o meno affezionato ad alcuni di loro, la verità è come gruppo sono legato a tutti, indistintamente.

(on air: Marillion – Script For A Jester’s Tear)

Certo, non è solo merito loro se questo vuoto si è lentamente riempito: ma non penso di fare torto a nessuno, se attribuisco loro qualche punto in più. La verità è che, in un anno pieno di sbavature e insuccessi, al punto da farmi desiderare di chiudere gli occhi e cadere in letargo fino al 2009, loro sono la vera nota positiva. Sono la sorpresa, l’outsider, il corridore che parte in sordina e arriva a vincere contro ogni pronostico.
Ed è per questo che non ho intenzione di mollare. Non ho intenzione di permettere che questo ostacolo, che si tratti di un masso imponente o di un trascurabile sassolino, finisca col distruggere il castello che ho faticosamente eretto.
Il problema c’è, è inutile negarlo. Non so se si risolverà con un confronto a viso aperto, o semplicemente con l’attesa. Ma andrà risolto, punto.
Ci lasceremo tutto alle spalle, riaccenderò il motore. Allacciate le cinture e accesi i fari (perchè il sentiero è buio, e occorre sempre vedere la strada), inserirò la marcia e ripartirò, alla ricerca di quello di cui ho bisogno. Al loro fianco, so che la ricerca sarà meno faticosa. E quando raggiungerò il mio obiettivo, il vuoto sarà scomparso, ogni cosa inizierà a splendere di una luce nuova. Qualunque ostacolo mi apparirà meno minaccioso, lo abbatterò con la serenità e la sicurezza che ora mi mancano. Potrò spegnere il motore, la strada sarà in discesa.