[inizia con questo post il resoconto del nostro festival tedesco dell’estate. Inizialmente l’ho concepito diviso in 4 parti: cronaca del festival, report delle band, frasario e foto; sfortunatamente, la prima parte è venuta troppo lunga, e ho dovuto dividerla in due. Prometto che concluderò la seconda quanto prima.
ATTENZIONE: tutti i fatti narrati sono realmente accaduti e non vi sono licenze poetiche. L’uso è sconsigliato a deboli di cuore, chierici e poser. Ricordiamo ai passeggeri che il fumo è tollerato e incentivato. Allacciate le cinture e buona lettura!]

PROLOGO

Tra incerti e dubbiosi, il gruppo dei partecipanti prevedeva: il sottoscritto, Dario, Dario Folk, Mac, Mr.Frag, Demonaz, Alberto, Jovan e un suo amico, Linda e Astennu, tutti membri o amici di membri del forum "In Shadows And Dust" (che ormai aveva soppiantato de facto il vecchio Haggard Forum). Fin dal momento in cui si è data per certa la nostra presenza al festival, si sono presentati i primi problemi da risolvere: primo fra tutti, stabilire il giorno della partenza. Posto che il festival vero e proprio durava dal 13 al 16, il gruppo si è diviso in due correnti opposte: da una parte, chi voleva partire l’11, e dedicare i primi giorni alla visita della regione di Dinkelsbü
hl (che è ricca di castelli e suggestivi borghi medievali); dall’altra chi preferiva partire il giorno dopo e recarsi subito in paese, in attesa di prendere posto nell’area campeggio (che avrebbe aperto solo il 13 mattina). Alla fine, dopo una lunghissima discussione all’insegna del "decidete voi, per me va bene qualunque cosa", l’ha spuntata la prima fazione, e si è deciso di partire lunedì.
Altro problema, la questione macchine: dato che due del gruppo non erano patentati, e su un terzo non conveniva fare troppo affidamento (indovinate di chi si tratta…), e dato che i restanti erano sparpagliati tra Lombardia, Romagna e Triveneto, chi avrebbe messo a disposizione la propria auto e chi solo la propria patente? Anche qui non sono mancate le complicazioni, poichè Frag era patentato sì, ma essendo abituato alla macchina col cambio automatico, preferiva evitarne una con cambio manuale; quando ormai si era raggiunto un accordo (Mac, Alberto e Jovan i guidatori designati, con Demonaz come riserva, mentre Linda e Astennu sarebbero andati in treno per i cazzi loro), è arrivata la tragica notizia: Jovan e l’amico paccavano, per motivi mai del tutto chiariti (il commento dell’interessato: "MORDO chi chiede spiegazioni"). Come se non bastasse, un ulteriore imprevisto ha incasinato tutto: la patente di Alberto non era valida fuori dall’Italia. Sarebbe stato un lungo viaggio…

LUNEDI’ 11 – IT’S A LONG WAY TO DINKELSBÜ
HL

Superate le bestemmie e i tentativi di suicidio, il programma veniva ridisegnato nel seguente modo: io, Demonaz e Mac saremmo partiti da Milano con la macchina di quest’ultimo, avremmo atteso da qualche parte l’arrivo di Alberto con la sua vettura (ignorando bellamente le sue possibili grane giuridiche), saremmo passati da Busto Arsizio a prendere Frag e da lì avremmo fatto rotta per Como, per caricare gli ultimi due membri dell’equipaggio e fare scorta di provviste. A rendere più folle il tutto, su idea di Mac avevamo deciso di portarci tutti qualcosa di stupido da indossare, in modo da poter girare per il campeggio a fare i giullari.
Tra una balla e l’altra, si parte! La prima parte del viaggio scorre abbastanza agevolmente, con una piccola pausa in autogrill per mangiare qualcosa, e le due macchine arrivano a Como verso le 4: lì, ad attenderci, i due Dari, che ci accompagnano al Bennet per la sacra spesa. Dopo aver comprato un’ingente quantità di cibarie e altri oggetti di grande utilità (tipo uno SPAZZOLONE PER IL WATER), e aver rispolverato le nostre abilità di giocatori di Tetris nel disporre borse e bagagli su due macchine (di cui una è un’utilitaria), si riparte: da una parte Mac, Demonaz, io e Dario, tutti gli altri sulla macchina di Alberto.
Il viaggio è veramente infinito, dobbiamo attraversare tre nazioni (compreso il Liechtenstein) per arrivare in Germania: verso le 9 arriviamo nel paese di Lindau, poco oltre il confine austriaco, e decidiamo di fermarci per cenare e trovare un posto per la notte. Purtroppo, se per il primo punto un kebabbaro basta a placare i nostri bisogni, per il secondo dobbiamo constatare che tutti gli alberghi del luogo, appena ci vedono entrare, si affrettano a comunicarci che non ci sono stanze libere (spesso dopo aver sparato cifre talmente alte da far impallidire anche Abramovich). Come questo sia possibile, in un paese che sembra privo di qualunque attrattiva turistica, non è noto, ma dobbiamo rassegnarci e decidiamo di rimetterci in marcia alla volta di
Dinkelsbühl, nonostante si stia facendo tardi. Arriviamo infatti verso l’una, e chiaramente ogni possibile alloggio è chiuso, per cui si passa all’estrema ratio: cerchiamo un’area di servizio e, mentre tutti si adattano a dormire in macchina, io e Dario Folk decidiamo di montare la sua tenda monoposto, nella totale oscurità: altri punti da aggiungere sotto la voce "Quanto sei Finntroll".

MARTEDI’ 12 – A SPASSO SOTTO LA PIOGGIA

Il risveglio è abbastanza traumatico: sotto una fitta pioggia dobbiamo svuotare le nostre scarpe dall’acqua, piegare tenda e sacchi a pelo e rimettere tutto in macchina, continuamente punzecchiati e sollecitati dai "vecchi" del gruppo. Torniamo così a
Dinkelsbühl, che si rivela un luogo molto bello e pittoresco, nonostante il tempo ignobile; troviamo finalmente alloggio in un albergo proprio davanti alla cattedrale del paese, un posto davvero carino e molto più economico degli hotel di Lindau. Posati i bagagli nelle stanze, ci rechiamo a una locanda vicina, dove consumiamo un lauto pasto teutonico (ovviamente i menù NON sono tradotti in inglese, per cui capire cosa si sta ordinando è un autentico azzardo), prima di tornare in albergo per una sana dormita ristoratrice.
Recuperate le energie, e ormai bocciata per cause di forza maggiore l’ipotesi "visita delle città vicine", decidiamo di girare un po’ almeno per il paese, anche se il tour si limita a una breve escursione presso le mura cittadine, con una rapida capatina a un parco giochi nei dintorni, dove abbiamo modo di sfoderare tutta la nostra imbecillità sulle giostre. Dopo un’altra pantagruelica abbuffata, il gruppo si divide, e il Trio Metallo parte alla ricerca di un pub: ne troviamo uno molto interessante – dove la birra media costa la bellezza di 2,50 EURO – e passiamo la serata chiacchierando amabilmente delle nostre vite, prima di ricongiungerci casualmente agli altri per il momento top della giornata, la visita guidata della città. La guardia cittadina, vestita in modo tradizionale (mantello, alabarda, lanterna e corno), ci accompagna per le strade, fermandosi davanti a ogni taverna: lì canta una canzone in tedesco medievale, il segnale che chiama fuori un cameriere del locale con vino o birra, che la nostra simpatica guida offre gentilmente a tutti i presenti. Il giro termina proprio davanti al nostro albergo: dopo le foto e i saluti, saliamo in stanza e ci godiamo il meritato riposo.    

MERCOLEDI’ 13 – MAC POSER!!

La sera prima era partita una proposta: dato che il tempo non voleva saperne di migliorare, e l’albergo in fondo era economico e accogliente, perchè non abbandonare l’idea-campeggio e usare le macchine per andare avanti e indietro dal paese al festival? Alla fine solo Alberto e Demonaz decidono di rimanere, e solo per la notte seguente, mentre gli altri avrebbero sfidato le intemperie per montare tende e gazebo. Così il solerte Mac, per arrivare il più in fretta possibile all’area festival, ci butta giù dal letto alle 7: giusto il tempo di fare colazione e pagare la stanza, e siamo subito in macchina.
A quel punto, accade l’inaspettato, che metterà Mac alla gogna per sempre. Essendo già in paese, anche fermandoci un attimo per fare benzina e comprare cartoline e gingilli vari, avremmo potuto giungere al campeggio rapidamente, trovando anche poco traffico… invece, il nostro impeccabile autista ci guida esattamente dalla PARTE OPPOSTA; quando ce ne accorgiamo, l’imputato casca delle nuvole, ma ormai è troppo tardi: siamo esattamente IN FONDO alla coda, che nel frattempo è diventata interminabile. Procedendo a passo d’uomo, non arriviamo all’entrata prima delle 17.30.
Durante l’insopportabile attesa, ci si arrangia come si può. Io, Dario e Frag sfoderiamo i nostri costumi di scena: io prendo lo scudo di polistirolo, il mantello, e sostituisco l’ascia rotta con lo spazzolone del water; Dario indossa la sua armatura di cartone e Frag l’asciugamano a forma di squalo di Mac; così bardati, giriamo in un lungo e in largo per la coda, guadagnandoci foto e stima dEgli altri metallari.
Dopo aver ingannato il tempo restante provolando con più tipe possibile (Dario), bevendo birra e riflettendo su quanto la vita sia una troia (io e Dario Folk), finalmente giungiamo a destinazione: ritirati i pass per i paraculi Mac e Demonaz, prendiamo posto nel campeggio, e iniziamo a montare le tende. Ovviamente, è la nostra l’unica a dare problemi, con Dario che inizialmente ci dice che manca un pezzo, poi, quando Mac e Alberto si sono già arrangiati per costruirne uno di riserva, casualmente lo trova, beccandosi una meritata dose di insulti.
Dato che non c’è nessun gruppo interessante nel programma della giornata, decidiamo di fare un giro di perlustrazione: dapprima, presso il radio-stand del campeggio, io e i Dari insceniamo un’epica battaglia con le nostre armi e "Blut In Auge" degli Equilibrium in sottofondo, conclusasi con gli applausi di tutti i presenti; poi ci ricongiungiamo agli altri davanti al Party Tent (il palco al coperto). Purtroppo l’area festival vera e propria è ancora chiusa, così come i negozi di merchandise: passiamo la serata a bere birra, mangiare crepes e cazzeggiare con altri metallari tedeschi, talmente ubriachi da farsi insegnare dal sottoscritto a imprecare in italiano e in sardo XD
Verso mezzanotte si torna in tenda, in attesa che il festival vero e proprio inizi…

(continua…)