Bluargh!
E anche il Gods è andato… una tre giorni (o meglio quattro, considerando anche il ritorno) fantastica, forse non ai livelli di Wacken come delirio e qualità musicale, ma senza dubbio indimenticabile.
Il devastante viaggio in treno fino a Bologna, con la foto alle carte 2112 e "Broggi Gay" scritto nelle caselle del cruciverba; l’acquazzone che ci ha colpiti la prima notte, allagando la nostra tenda e mettendo k.o. la mia macchina fotografica per sempre; le canzoni dei Maiden riadattate per infamare il Pantheon ("Yeah, yeah, yeah! cursed be thy name!" XD); Dario che, vedendo il cellulare che non funziona, lo scaglia a terra spaccandolo, per poi ricomporre i pezzi e scoprire che FUNZIONA; le colazioni dei campioni all’Autogrill, e il salame mangiato a morsi alle 8 di mattina; le toppe che ci siamo "dimenticati di pagare" agli stand; le continue spedizioni ai bagni per riempire le bottigliette d’acqua e sfuggire alla disidratazione; la performance alla Billy Ballo mia e di Dario durante gli Slayer; il concerto dei Judas Priest che io mi salto per sentire la radiocronaca di Germania-Spagna, e la mia esultanza da solo come un pirla al gol di Torres; le patatine offerte a Dario che aveva speso i suoi ultimi soldi per comprarsi un pendaglio a forma di Mjollnir… ma soprattutto, il mito di BELLO 1, l’emoticon più stupido di sempre, che ormai imiteremo in ogni foto per l’eternità… anche qui, come l’anno scorso, abbiamo assistito alla nascita di miti e scene di culto che, lo sappiamo già, popoleranno il nostro immaginario comune per molto tempo.
Per questo e altro, è doveroso ringraziare tutti gli amici, i conoscenti e gli estranei che mi hanno accompagnato in questo folle festival, e mi hanno regalato perle da raccontare: perciò grazie ai miei compagni comaschi Dario "Epic Defender" e Mattia "Grim", per l’indispensabile presenza e le numerose cazzate insieme; grazie a Mordred ("Quante insidie!") e a suo cugino, che hanno dormito nella tenda di fianco alla nostra (che però non si è allagata…), per la compagnia e l’ispirazione artistica; grazie a Jovan, Antonio ("Non hai bestemmiato! Per punizione finirai in Paradiso… che sarà gestito dalla Live!" XD), Red, Druido e Alberto di In Shadow And Dust (ex Haggard-Forum, R.I.P.) per le oscenità e le risate; grazie a Delphi, gli Underline, Devil Dark Slayer, gli alcolizzati della tenda accanto, tutti quelli di cui non ho neanche saputo il nome, ma con cui ho scambiato quattro chiacchiere, e che hanno, nel loro piccolo, contribuito a rendere quest’esperienza così grandiosa.
E ora… parliamo delle band!


APOCALYPTICA

Il Gods 2008 per me non poteva cominciare in modo migliore: i quattro violoncellisti finlandesi hanno dato vita a uno show superbo e tecnicamente impeccabile, fatto di musiche velocissime e headbanging sfrenati, ma anche melodie suadenti e suggestive, aiutati anche da una resa sonora all’altezza. Anche qui non è mancato un discreto repertorio di cover dei Metallica, nella fattispecie "Fight Fire With Fire", "Creeping Death", l’acclamatissima "Nothing Else Matters" e "Seek And Destroy". Chiusura in grande stile con il capolavoro di Edvard Grieg "Hall Of The Mountain King".
Voto: 8

IRON MAIDEN

Si può stare a parlare per ore sulla commercialità di un tour dedicato solo agli album classici, o lamentarsi della mancanza di questo o quel pezzo dalla setlist: ma quando Steve Harris e co. ti servono un concerto aperto da "Aces High", con una "Rime Of The Ancient Mariner" di un’intensità senza pari (alla fine stavo quasi per piangere dalla commozione) e un Bruce Dickinson che è quasi più in forma adesso che ha cinquant’anni di quando ne aveva trenta, puoi solo toglierti l’immaginario cappello e applaudire fino a non sentire più le mani. Musica straordinaria a parte, degne di nota sono state anche le scenografie, con i teloni interscambiabili e sempre legati alla canzone in corso, e ben due Eddie giganti: uno a forma di mummia, e un altro in versione Somewhere In Time, aggiratosi per il palco durante "The Clairvoyant". Peccato solo per qualche imprecisione tecnica, ma sono dettagli irrilevanti di fronte a una prestazione del genere. Immortali.
Voto: 9
Setlist: Churchill’s Speech (intro) – Aces High – 2 Minutes To Midnight – Revelations – The Trooper – Wasted Years – The Number Of The Beast – Can I Play With Madness? – Rime Of The Ancient Mariner – Powerslave – Run To The Hills – Heaven Can Wait – Fear Of The Dark – Iron Maiden – Moonchild – The Clairvoyant – Hallowed Be Thy Name

STORMLORD

Per ragioni di scaletta, questa band romana dedita a un Black metal dalle forti influenze Epic ha suonato solo tre pezzi (tutti tratti dall’ultimo lavoro "Mare Nostrum" dedicato alla storia del Mar Mediterraneo), ma ha dimostrato di saperci fare, grazie soprattutto ai sapienti inserti di tastiera, complemento ideale alla violenza delle canzoni. Solo la voce, in scream puro, è sembrata fuori posto in un contesto così evocativo, ma il giudizio finale è positivo. Da rivedere con più tempo a disposizione.
Voto: 6,5

BETWEEN THE BURIED AND ME

Nonostante conoscessi molto poco questo gruppo, mi ha fatto un’ottima impressione: dotati di un’ottima tecnica individuale, e forti di una proposta musicale originale e variegata (death metal con influenze che spaziano dal Metalcore al Prog), la loro esibizione è stata interessante e coinvolgente, seppure un po’ prolissa in alcuni tratti. Promossi.
Voto: 7

AT THE GATES

Grande era l’attesa per la reunion di questi colossi del Death melodico, 13 anni dopo il capolavoro "Slaughter Of The Soul", e loro si sono dimostrati all’altezza: sfortunatamente, la pessima acustica li ha fortemente penalizzati, soprattutto per quanto riguarda il microfono e la chitarra solista (mancanza imperdonabile, in un gruppo che ha negli assoli il suo maggior punto di forza). Ma l’energia sprigionata dalle canzoni, e la setlist eccezionale, alla fine hanno lasciato tutti soddisfatti.
Voto: 7,5
Setlist: Slaughter Of The Soul – Cold – Terminal Spirit Disease – Forever Blind – The Swarm – Under A Serpent Sun – Suicide Nation – Windows – World Of Lies – Nausea – The Burning Darkness – The Beautiful Wound – All Life Ends – Kingdom Gone – Blinded By Fear – The Flames Of The End (outro)

TESTAMENT

Lo confesso: ho seguito poco la loro esibizione, a causa della stanchezza per i concerti precedenti, e del desiderio di preservare le energie per i Carcass. Non posso esprimere un giudizio fondato, ma posso dire che, da quel poco che ho visto, mi sono sembrati carichi e pieni di energia. Mi spiace, sarà per la prossima volta.
Voto: n.g. 

CARCASS

Rabbia, violenza, malvagità e un pizzico di humour nero, senza dimenticare una tecnica invidiabile: questo e altro nei circa 80 minuti di concerto dei Carcass, seminale band Death-Grindcore, riunita per l’occasione e ancora perfettamente in grado di dimostrare cosa voglia dire "spaccare tutto". Tra autentici classici come "Heartwork", "Buried Dreams" e "Keep On Rotting", gli inglesi hanno accontentato tutti, chi voleva distruggersi nel pogo, e chi voleva godersi un po’ di musica estrema e ben suonata. Momento di grande commozione alla fine, quando sul palco è salito Ken Owen (storico batterista, uscito dalla band dopo un’emorragia cerebrale che lo ha tenuto in coma per oltre dieci mesi), che ha letto un biglietto in italiano in cui ringraziava il pubblico e i vecchi compagni.
Voto: 8

SLAYER

Pallosi. Pallosi. Pallosi. Canzoni tutte uguali (Uno dei brani aveva l’attacco identico a quello di Raining Blood, solo più veloce). Voce di Araya ai limiti dell’inascoltabile. Può bastare?
Voto: 5

FRATELLO METALLO

Chi di noi potrebbe non amare un frate cappuccino che canta heavy metal? Con queste premesse ho assistito al concerto di Frate Cesare, e mi ritrovo ora a stroncarlo nettamente. Perchè un conto è arringare la folla sfruttando il personaggio non convenzionale di "prete metallaro", un altro è esibirsi da musicista a tutti gli effetti: e in questo caso, giudicandolo come tale, devo sottolineare che, dei tre pezzi suonati, il primo è un testo recitato pieno di frasi originali come "Metallo! Metallo ben suonato! Sì! Misteri metallici!" ecc., il secondo è praticamente un plagio di "Guerrieri Del Metallo" degli Atroci, e il terzo è un terrificante brano sulla sessualità (!), che alla fine non si capisce se condanni o meno, risultando più che altro un ammasso di frasi messe insieme senza criterio. Il tutto con un sottofondo musicale estremamente monotono e ripetitivo. Caro fratello, sarai anche simpatico, ma la musica lasciala a chi la sa fare.
Voto: 5

ENSLAVED

La prima volta che li ho visti, al Wacken 2007, l’acustica faceva talmente schifo che non sono stato in grado di esprimere un giudizio appropriato: stavolta la situazione è nettamente migliorata, e ho potuto apprezzare le particolarissime sonorità di questo gruppo Viking "atipico", che mischia la furia tipica del genere a melodie ricercate e assoli elaborati e intricati, quasi prog. Assolutamente consigliati.
Voto: 7,5

MORBID ANGEL

So che sono uno dei gruppi più importanti della storia del Death, ma l’esibizione di Vincent e soci, comparata all’inferno scatenato da At The Gates e Carcass il giorno prima, a mio giudizio viene pesantemente ridimensionata. Gli assoli di Azagtoth, per quanto tecnici e piacevoli, sono sembrati troppo schizofrenici, e anche i pezzi difettavano di quel "non so che" per convincere. Peccato.
Voto: 6

YNGWIE MALMSTEEN

Difficile lamentarsi di un concerto in cui vengono eseguiti brani del calibro di "Rising Force", "I Am A Viking" e "I’ll See The Light Tonight", e in cui l’ospite d’eccezione Tim "Ripper" Owens sfodera una prestazione da applausi a scena aperta (anche per solidarietà: non si era mai visto un cantante esibirsi subito prima dei due gruppi che l’hanno licenziato, per giunta per riassumere coloro che lui stesso era stato chiamato a sostituire). Rimane il fatto che il chitarrista svedese sta all’heavy metal come gli Harlem Globetrotters stanno al basket: per cui abbiamo assistito a continue e divertenti tamarrate (chitarra suonata coi denti, dietro la schiena, fatta girare intorno al collo, ecc.), unite ad assoli belli, ma interminabili, che potevano benissimo essere ridotti in favore di qualche altro pezzo classico. Concerto piacevole comunque.
Voto: 7
 
ICED EARTH

Semplicemente immensi. Per celebrare il ritorno del figliol prodigo Matt Barlow alla voce, il lunatico Jon Schaffer e i suoi compagni mettono a ferro e fuoco il palco, con una scaletta da urlo e una bravura totale: in particolare, è lo storico cantante a farla da padrone, tra acuti difficilissimi tenuti alla perfezione, e grande espressività nelle parti più gravi e lente (compresi i pezzi scritti per Owens). Menzione d’onore per la magnifica "Dracula", di un’intensità incredibile. In attesa che ritrovino la strada maestra anche in studio, un ritorno che non poteva essere migliore.
Voto: 8,5
Setlist: Dark Saga – Vengeance Is Mine – Burning Times – Declaration Day – Violate – Pure Evil – Ten Thousand Strong – Dracula – Travel In Stygian – The Coming Curse – Melancholy – My Own Savior – Iced Earth


Bene, direi che ho concluso. E ora… Mago De Oz e Summer Breeze!
Heavy Metal is the Law!